Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La voglia del Cavaliere passare all´opposizione", di Francesco Bei

Il filo si sta per rompere. Nonostante le rassicurazioni di Angelino Alfano su un voto nel 2013, il Pdl sta meditando di passare all´opposizione. Una decisione formale non è stata ancora presa, ma nelle telefonate corse sul filo Roma-Arcore e tra i dirigenti sparsi per l´Italia in campagna elettorale la valutazione è unanime: «Dobbiamo mollare Monti il prima possibile». Nelle stanze del presidente del Consiglio c´è piena consapevolezza della situazione. E ormai anche Monti, che fino all´ultimo ha voluto credere alle parole di Berlusconi, ha capito che davvero potrebbe precipitare tutto prima del tempo e portare al voto in ottobre. Uno scenario che il Professore, nelle sue conversazioni private, considera come un vero attentato all´Italia. Nel mezzo di delicate e faticose trattative per convincere la Germania sulla crescita, con i mercati ancora ipersensibili, a un passo oltretutto da una possibile svolta se Hollande dovesse vincere in Francia, la crisi di governo italiana riporterebbe indietro le lancette allo scorso novembre. Al quasi default. «Il Pdl – è il ragionamento del premier – può distruggere in un …

"Serve una risposta alla calamità sociale", di Chiara Saraceno

La tragica sequenza di suicidi di lavoratori e piccoli imprenditori che non hanno retto la vergogna di non riuscire più a provvedere ai propri cari, o di far fronte alle responsabilità nei confronti dei propri dipendenti, non è solo una somma di drammi individuali e familiari. E´ la spia che qualche cosa si sta rompendo irrimediabilmente nei patti privati e pubblici che tengono insieme il tessuto sociale. Per troppi uomini stanno venendo meno, o sono messe fortemente a rischio, le condizioni su cui basavano il rispetto di sé, il senso del proprio ruolo familiare e sociale. Essere in grado di provvedere alla propria famiglia fa parte del modo in cui è costruita l´identità maschile adulta nella nostra società. Si può discutere se questo sia giusto, se questa responsabilità non vada maggiormente condivisa. Ma non si può impunemente costruire un modello di società che dà per scontato quel tipo di modello, e poi minare la possibilità di realizzarlo, senza offrire alternative. I suicidi dei piccoli imprenditori testimoniano anche di altri tipi di fratture. Nell´Italia della finanza …

"Lo Stato del buon senso", di Michele Brambilla

Abituati come siamo a ragionare più con la pancia che con la testa, anche sulla questione delle tasse stiamo passando rapidamente da un estremo all’altro. Fino a pochi mesi fa, la categoria dei piccoli imprenditori era vista in blocco come un’associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale. Quando si diceva «piccolo imprenditore», l’esemplare tipo che veniva alla mente era un personaggio del cabaret, il Marco Ranzani di Cantù che parcheggia il Cayenne in seconda fila e denuncia nel 730 poche centinaia di euro di reddito. Fabbrichetta era sinonimo di furbetto. Non parliamo poi dei commercianti: la Guardia di Finanza non ha mai goduto tanta popolarità come nei giorni dei blitz a Cortina, Courmayeur, Capri e così via. Ma non appena sui media ha cominciato ad avere un po’ più di spazio l’epidemia di suicidi, siamo passati dall’indignazione alla commozione. L’associazione per delinquere è diventata di colpo quella Spectre statale Agenzia delle entrate, Equitalia eccetera – che accerta, contesta, esige. E i piccoli imprenditori, le partite Iva e così via si sono trasformati immediatamente da ladri in …

"Nello show gli stessi argomenti di Berlusconi", di Massimo Adinolfi

Il mondo della giustizia non funziona, dice l’imputato Beppe Grillo. E ha ragione: chi sosterrebbe il contrario, che nei tribunali tutto fila liscio? Chi non inorridirebbe di fronte alle pile di faldoni che circolano barcollando sui carrelli, portati in giro per le aule di giustizia come moribondi su barrelle d’ospedale? Di fronte alle carceri che scoppiano, ai tempi biblici dei processi, alle piogge di prescrizioni: chi direbbe diversamente? Dunque, c’è poco da fare: non funziona. E l’imputato Grillo lo dice a voce alta. Alla sua maniera. In fondo, il formato è lo stesso dai tempi di «Te la do io l’America»: ora vado io in America e ti faccio vedere che razza di strambo paese all’incontrario è. Questa era la formula comica del programma televisivo che Grillo condussem negli anni ’80. Ed è esattamente allo stesso modo che funzionano le sue attuali performance: non più in televisione, ma sul web o in piazza (e, ieri, direttamente dal palazzo di giustizia). Grillo è lì che finalmente te la dà a vedere. E quel che ti dà …

"La politica non può tacere", di Michele Prospero

Circolano tante prediche assurde rivolte alla politica affinché interiorizzi la regola del silenzio e lasci quindi ai bravi tecnici l’onere della decisione. Solo con l’astinenza dallo spazio pubblico, si dice, i partiti potranno forse ripresentarsi un giorno, ma con corpi assai leggeri (con leggi sulla loro vita interna, tagli dei costi, rinunce simboliche). Questa grande illusione, di vedere nei partiti dei sorvegliati speciali che, solo dopo aver accettato una completa penitenza potranno d’incanto ricomparire e riacquisire, per grazia ricevuta, un loro ruolo accettabile, è semplicemente l’anticamera della crisi della democrazia. Davvero i partiti che scelgono l’afonia, nella paurosa crisi che muta gli orizzonti di vita delle persone, potranno ripresentarsi tra un anno a chiedere il conto? I partiti hanno mostrato la loro responsabilità favorendo un arduo governo di tregua, ora devono controllarne l’agenda, impedire deragliamenti (come quello poi schivato sull’articolo 18). Altro che ritirarsi in clausura per poi incassare un plusvalore politico a Paese ormai risanato. Se passa l’idea per cui i tecnici salvano il Paese e i politici invece cospargono macerie solo aprendo la …

Tesoro: "Nessun dramma Imu 200 euro sulla prima abitazione e il 30% dei proprietari è esente", di Roberto Petrini

Ecco quanto si paga: con 2 figli costerà meno della vecchia Ici. Il sottosegretario Ceriani: “Era un´anomalia non pagare più l´Ici” Ma le aliquote possono ancora salire. Controffensiva del governo dopo le critiche: “L´Italia è tra i Paesi con la più bassa tassazione immobiliare”. Controffensiva del ministero del Tesoro sul caso Imu. A poco più di un mese dal fatidico 18 giugno quando si pagherà la prima rata e di fronte alla minaccia di «rivolta fiscale» della Lega «l´uomo del fisco» di Via Venti Settembre, il sottosegretario all´Economia Vieri Ceriani, replica con numeri e tabelle. «Il 30 per cento dei proprietari di prime case sarà esente dall´Imu mentre il restante 70 per cento pagherà in media 200 euro», ha dichiarato ieri in un breve incontro con la stampa. DIFFERENZE IMPERCETTIBILI Ma dalle tabelle diffuse in serata emerge anche un altro aspetto: nel confronto tra la vecchia Ici, eliminata da Berlusconi nel 2008, mossa definita un errore da Monti nei giorni scorsi, e la nuova Imu, le differenze sono impercettibili. Se si confrontano le due tasse, …

"L'inversione di ruoli in Europa", di Luigi La Spina

L’Europa della moneta unica cerca di cambiare volto. Per la prima volta dall’inizio del secolo, cioè dalla fondazione, potrebbe modificare il suo profilo arcigno, quello di chi chiede ai cittadini del continente solo tagli e sacrifici, quello che suscita proteste di massa come a Barcellona ieri, e mostrare, invece, la faccia benigna dell’unica istituzione in grado di assicurare l’araba fenice dei nostri tempi, la crescita. Così, se nei prossimi mesi si realizzassero davvero le premesse e le promesse che si annunciano in questi giorni, si potrebbe avviare una significativa inversione dei fondamentali compiti nelle funzioni tra l’Europa e gli stati nazionali: alla prima la responsabilità della spesa, ai secondi la guardia dei bilanci. Gli italiani non hanno certo dimenticato il biglietto da visita con cui l’euro si presentò, quello dei famosi «parametri di Maastricht» da rispettare, con il relativo prezzo. Una parola che, anche negli anni che seguirono all’introduzione della moneta unica, divenne sempre associata all’Europa: tassa. Quella che pagammo per entrare subito nell’euro e che ci fu imposta da tutte le manovre finanziarie varate …