Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Puntare sulla ricerca per essere competetivi", di Carlo Castellano

Si può cercare di esprimere lo stato d´animo degli imprenditori italiani in questo periodo segnato dalla recessione? Verrebbe da dire di no: si rischia di raccontare banalità. E allora cercherò di comunicare la mia esperienza, verrebbe da dire il mio vissuto. Ecco, vi parlo di un´impresa italiana di tecnologie medicali le cui vendite sui mercati esteri superano il 60%, che investe in ricerca e sviluppo l´8% del suo fatturato e i cui occupati (oltre un migliaio tra Italia ed estero) sono quasi tutti ingegneri o diplomati tecnici. E i competitori sono multinazionali straniere. È noto, la filiera delle tecnologie medicali ha un grandissimo potenziale e un elevato tasso di innovazione: si parla già oggi di una nuova rivoluzione, la medicina digitale. E sull´industria della salute stanno investendo i principali Paesi compresi quelli emergenti: dalla Cina al Brasile, dalla Corea all´India, al Messico. Sulla sanità si sta giocando una decisiva partita a scala mondiale perché le diverse tecnologie, basate soprattutto sull´elettronica e l´informatica, sulla chimica e sui nuovi materiali tendono sempre più ad integrarsi nel ciclo …

Unica proposta di legge sui partiti

La conferenza dei capigruppo decide all’unanimità di accorpare in una unica proposta di legge le norme per il controllo sui bilanci e quelle sulla riduzione del finanziamento ai partiti. La conferenza dei capigruppo della Camera, su proposta di Dario Franceschini, ha deciso all’unanimità di accorpare in una unica proposta di legge le norme per il controllo sui bilanci e quelle sulla riduzione del finanziamento ai partiti. La proposta di legge sarà all’esame dell’Aula il 14 maggio prossimo. Ora l’auspicio dei capigruppo, deve tradursi in una conseguente decisione della Commissione Affari Costituzionali dove i provvedimenti sono incardinati. “Bisogna decidere in fretta – ha detto Franceschini – sia per quanto riguarda i controlli dei bilanci dei partiti, sia sulla parte che riguarda i finanziamenti. Le due questioni vanno affrontate insieme all’interno della proposta di legge per la trasparenza dei bilanci. In questo modo mi pare che ci siano le condizioni affinché entro il 14 maggio il testo possa arrivare all’esame dell’Aula”. Il 28 maggio si discutera’ invece, aggiunge, la riforma per l’applicazione dell’art.49 della Costituzione. ***** “Con …

"Dove correggere la riforma", di Cesare Damiano e Tiziano Treu

Lavoro femminile, lotta alla precarietà, ammortizzatori sociali: per la riforma è il momento delle correzioni. Dopo la presentazione degli emendamenti al disegno di legge di riforma sul mercato del lavoro, comincia al Senato un lavoro difficile. Come Partito democratico abbiamo svolto una preziosa opera di regia tra Camera e Senato, che è iniziata già dal momento del confronto tra governo e parti sociali su questo tema, ed è proseguita fino alla stesura delle nostre richieste di emendamento. Nel corso del confronto abbiamo evidenziato i risultati che sono già stati conseguiti, a partire dall’utile compromesso che si è raggiunto sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Aver ripristinato anche per i licenziamenti per motivo economico la possibilità per il giudice, accanto al risarcimento, di reintegrare il lavoratore, ha riconsegnato all’articolo 18 un potere di deterrenza nei confronti dei licenziamenti facili che renderà più sicuri i lavoratori soprattutto nel momentodell’attuale crisi. L’accordo che è stato raggiunto dai segretari dei partiti che sostengono il governo con il presidente del Consiglio non va modificato. Adesso occorre concentrare la nostra attenzione …

"Come un nuovo dopoguerra", di Federico Orlando

Con perfetta sintonia – unità e risanamento –, Napolitano e Monti hanno celebrato il 25 aprile come si conviene a una classe dirigente seria, non accecata dalla retorica e dal fanatismo, e dalla partigianeria che perseguita il “bel paese” da molto prima che Dante tuttavia lo battezzasse così. Chi ha gli anni, o ha studiato un po’ la storia dei secoli italiani Otto e Novecento, ricorda la lunga polemica del dopoguerra tra “risorgimentisti”, che consideravano resistenza e liberazione come l’ultima guerra d’indipendenza, e “comunisti” che la definivano lotta di liberazione sociale e premessa di rivoluzione. Polemica che faceva tutt’uno con le divisioni tra nordisti e sudisti, “vento del nord” e restaurazione dello stato, monarchici e repubblicani, lavoratori e imprenditori, baroni e contadini, laici e clericali, europeisti e nazionalisti, antifascisti e nostalgici, ricostruzione e ristrettezze di bilancio: tutte antinomie superate da un’ondata di buonsenso civile che unì nel profondo, senza annullarne le differenti culture, politici, imprenditori, sindacati, intellettuali, elettori. È a quel buonsenso diffuso che ci hanno richiamato ieri Napolitano dalla piazza di Pesaro e Monti …

"La Costituzione tradita", di Andrea Manzella

Merito a parte, la proposta di revisione costituzionale che i maggiori partiti presentano assieme è l´emblema di una “nuova” centralità del Parlamento (a volte ritorna). E´ anche il più eloquente simbolo di una comune volontà di disincagliare la nave: il linguaggio dei segni conta moltissimo in politica. Conta però anche la realtà: questa volta fatta dei tempi tecnici che sono troppo stretti per concludere entro la fine della legislatura. Se però si è riusciti a tanto – a concepire insieme una riforma di norme costituzionali importanti – forse (forse) si può riuscire a fare alcune cose indispensabili per attuare e democratizzare la Costituzione, senza cambiarla e, quindi, in tempi possibili. Nella nostra Costituzione la democrazia non è una cosa semplice e astratta. E´ cosa complessa e concreta. Una cosa che ha più forme. La democrazia rappresentativa (“ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione”: art. 67). La democrazia dei partiti (“per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”: art. 49). La democrazia civica partecipativa (la “effettiva partecipazione” all´”organizzazione politica, economica e sociale del Paese: …

"Sulle riforme i partiti non possono più attendere", di Marcello Sorgi

Pronunciati ieri in pubblico in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, i due quasi simultanei «no» alle elezioni anticipate di Napolitano e Monti dovrebbero aver chiuso, al momento, ma non si sa per quanto, tutto il gran discutere nei giorni scorsi di scioglimento delle Camere. Il Presidente della Repubblica e quello del consiglio hanno fatto due discorsi perfettamente complementari, dedicati rispettivamente alle incognite della situazione politica e di quella della crisi economica: ammonendo, il primo, dai rischi di un ritorno alle urne senza aver realizzato le riforme che i partiti si sono impegnati a fare nell’ultima fase della legislatura, anche per contrastare la crescente disaffezione verso la politica che emerge dall’opinione pubblica. E avvertendo, il secondo, che attualmente non ci sono alternative alla linea di rigore portata avanti dal governo, e solo insistendo senza indugi in questa direzione l’Italia può sperare di coglierne i primi frutti l’anno venturo: insistere, come da un po’ stanno facendo i partiti della maggioranza, sulla necessità di avviare subito una svolta verso la crescita, per il capo dell’esecutivo tecnico significa …

"Il dinosauro spolpato", di Alberto Statera

La Lega di Lotta e di Sottogoverno, cultrice dei riti celtici tra i bravi valligiani del nord, dove mai poteva incistarsi se non nell´antico residuale dinosauro delle Partecipazioni Statali sopravvissuto a Tangentopoli. Mutuando con destrezza a Roma ladrona gli usi e gli abusi che della Finmeccanica, pur campione nazionale tecnologico nel settore degli armamenti, hanno fatto per decenni la sentina della prima e della seconda Repubblica. «Orsi e ricorsi», ci dice oggi un superstite degli storici boiardi di Stato, ironizzando sul cognome del nuovo presidente e amministratore delegato Giuseppe Orsi, collocato su quelle poltrone dopo l´ultimo epico scontro tra Gianni Letta, lord protettore del predecessore Pier Francesco Guarguaglini, e Giulio Tremonti, titolare col suo protegé Marco Milanese dell´ufficio di collocamento dei nuovi, famelici boiardini padani. «Guarguaglini ha fatto grande questa azienda nel mondo», proclamava Letta mentre nuovi scandali avviluppavano quotidianamente il palazzo romano di piazza Montegrappa, percorso da faccendieri, impostori, mediatori internazionali, ladri e sicofanti. «Non si discute, tocca a noi», replicava Giancarlo Giorgetti, ex bocconiano di Cazzago Brebbia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, …