Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Intervento del Presidente Napolitano in occasione del 67° anniversario della Liberazione

Celebro per il sesto anno, da Presidente, la Festa della Liberazione. L’ho celebrata in città capitali della Resistenza come Genova e Milano, l’ho celebrata, fuori d’Italia, a Cefalonia – che fu teatro di una straordinaria prova di dignità, eroismo e sacrificio dei militari della Divisione Acqui – e successivamente a Mignano-Montelungo dove ebbe il suo battesimo di fuoco il rinato esercito italiano dopo che ci era stato riconosciuto, dalle forze alleate, lo status di paese co-belligerante. Alla mia presenza oggi qui tra voi attribuisco il significato particolare di un richiamo dell’attenzione storica e della memoria collettiva su quelle realtà dell’Italia profonda, popolare e contadina, in cui si radicò, venne combattuta e vinta la Guerra di Liberazione. Territori di antica storia, province di tradizionale laboriosità, piccoli Comuni legati all’agricoltura, in cui si sprigionarono – di fronte all’oppressione e alle angherie nazifasciste- un senso civico, un sentimento nazionale, uno spirito di ribellione e un anelito di libertà che diedero filo da torcere anche alle agguerrite forze tedesche. Fino a concorrere, nel settembre 1944, a quello sfondamento della …

"Shakesperare e Dell'Utri", di Antonio Ingroia

Quale relazione esiste fra Dell’Utri e Shakespeare? Non è tanto la qualità di bibliofilo unanimemente riconosciuta a Dell’Utri, bensì una delle più fortunate commedie del grande drammaturgo britannico: Tanto rumore per nulla è infatti il titolo che si potrebbe dare alle furenti polemiche rovesciate contro i pm che hanno indagato e i giudici che hanno condannato Dell’Utri per concorso esterno mafioso. Furenti polemiche e accuse di persecuzione giudiziaria, spintesi fino alla proposta di bandire dal panorama giuridico con un colpo di spugna perfino la figura di reato del concorso esterno. Il tutto sulla base della sentenza della Cassazione che aveva annullato con rinvio la condanna inflitta a Dell’Utri dai giudici della Corte d’Appello di Palermo. Inutili i richiami alla ragione di chi ricordava che sarebbe stato più prudente, per chi stava già santificando Dell’Utri, attendere la lettura della motivazione della sentenza. Inutile ricordare che l’annullamento con rinvio al giudizio di un’altra sezione della Corte d’Appello di Palermo non equivaleva affatto a una sentenza di assoluzione, perché altrimenti l’annullamento della condanna sarebbe stato senza rinvio, sicché …

"Ricostruire il Paese oggi come ieri i giovani devono vincere la sfida", di Alfredo Reichlin

Fu la capacità di mobilitare le energie rofonde del popolo La nostra bandiera Italia e giustizia sociale. Il voto francese può aiutarci a cambiare. Non abbiamo a che fare con una guerra perduta né con una dittatura fascista eppure il passaggio a cui siamo giunti è cruciale per l’avvenire della democrazia. È necessario un grande rinnovamento, bisogna rialzare la testa come allora. Sono passati quasi 70 anni -una intera epoca storica – dalla liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista. Io ricordo bene quella giornata che segnò l’avvento di una nuova Italia. Un mondo soprattutto di giovani prendeva in mano il destino di un Paese coperto di macerie, ferito da migliaia di morti, umiliato dalla sconfitta in una guerra ingiusta e sciagurata, occupato da eserciti stranieri. È in queste condizioni che i grandi partiti popolari, i rappresentanti delle masse contadine ed operaie che fino allora erano state escluse dalla vita pubblica dello Stato post-risorgimentale, presero la guida dell’Italia e la portarono alla riscossa. In meno di dieci anni il Paese intero fu ricostruito, uscì dall’arretratezza del vecchio …

"La luna di miele è finita", di Claudio Tito

La campagna elettorale è virtualmente iniziata. Le bordate sparate ieri da Silvio Berlusconi ne sono la plastica rappresentazione. Al di là della effettiva celebrazione del voto politico in autunno – per niente scontato –, le parole del leader Pdl sono però il segno che la luna di miele nella maggioranza, e con il governo, si è ormai esaurita. Tutti stanno piazzando le rispettive truppe per affrontare la volata verso le urne. Il Cavaliere lo ha fatto per primo. Perché sa che la sua corsa si sta sempre più rivelando una rincorsa e per di più in salita. I sondaggi assegnano il minimo storico al suo partito. Le risse interne sono quotidiane e a pagarne il prezzo maggiore è il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Il campo del centrodestra è il più confuso: senza una strategia chiara, senza un asse definito. Senza un appeal elettorale specifico. Ma soprattutto quello spazio è diventato contendibile. In primo luogo dai centristi di Casini e dal futuro Partito della Nazione. Che possono approfittare di un´immagine decisamente appannata dell´ex premier e …

"Il new deal d´europa", di Barbara Spinelli

L´Europa è talmente malmessa, che non può permettersi alla guida degli Stati uomini senza nuovi progetti sull´Unione, che proseguano con avaro nazionalismo i falsi movimenti di salvataggi inesistenti. Ha bisogno di pensare in grande il doppio sconquasso che l´assedia: la crisi che minaccia l´euro, e la crisi di rappresentanza politica che minaccia la democrazia. Questo il messaggio che domenica è venuto dal primo turno delle presidenziali francesi. il rigetto di Sarkozy, il successo della xenofobia antieuropea di Marine Le Pen, confermano che esiste ormai un tragico divario, non solo in Francia, fra la gestione contabile dei debiti pubblici e le passioni democratiche dei cittadini. È finita l´epoca in cui l´economia determinava ogni cosa. È l´economia, stupido! disse nel ´92 uno stratega di Clinton, sicuro che Bush padre non avrebbe vinto con i suoi discorsi sul dopo-guerra fredda. Per vent´anni le menti sono state prigioniere di quel motto fatale, cattivando gran parte delle sinistre europee, ed ecco che fa irruzione una questione che credevamo chiusa, morta: la questione sociale. Sarkozy è sorpassato al primo turno da …

"L'efficienza è l'unica via d'uscita", di Irene Tinagli

Di fronte agli ultimi dati dell’Istat sulla frenata dei salari si può reagire in due modi. Si può incolpare la crisi, o l’austerità di Monti e invocare nuove contrattazioni più generose o altre forme di supporto al reddito. Oppure si può cercare di fare un ragionamento più approfondito per capire le radici del problema e quali soluzioni possano funzionare o no. La questione dei salari in Italia, e del parallelo rapporto con i consumi (anch’essi stagnanti) è un problema reale e profondo, ma non c’entra tanto con la crisi né con l’austerità. Ha radici più lontane, che hanno iniziato a manifestare i propri effetti prima della crisi. Già nel 2006 i dati dell’Eurostat mostravano come l’Italia avesse salari medi annuali inferiori del 20-30% rispetto a Paesi come Francia o Germania. E nel 2007 l’allora governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, in una relazione presentata alla società italiana degli economisti, lanciò un allarme sulla stagnazione di consumi e salari che affliggeva l’Italia già da alcuni anni. Il vero problema, come indicava Draghi e come ha ribadito …

"Nella tenaglia della crisi", di Chiara Saraceno

Cala la capacità di reddito dei lavoratori, ma cala delle famiglie, insieme alla capacità di consumo e di risparmio. Diminuisce quindi la rete di protezione familiare che per molti costituisce l´unica forma di protezione dalla perdita, o mancanza, di reddito. È il quadro che emerge mettendo in fila quelli che ormai sembrano bollettini di guerra: i dati sul mercato del lavoro, sulle retribuzioni, sulla disponibilità al risparmio, resi pubblici dall´Istat nel corso di questo mese. I dati sul mercato del lavoro, infatti, mostrano che a fronte di un tasso di occupazione sostanzialmente stabile, ma su livelli molto bassi (56,9%), sta aumentando di nuovo la cassa integrazione, inclusa quella a zero ore. Anche se questa formalmente non è ancora disoccupazione, se non c´è ripresa lo può diventare. E comunque comporta una perdita di reddito anche per questi che sono i lavoratori più protetti nel sistema di ammortizzatori sociali vigente. Gli indicatori complementari al tasso di occupazione, poi, che integrano i dati sui disoccupati con quelli dei sotto-occupati e degli inattivi, mostrano che nel 2011 i sotto-occupati …