Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L'Italia delle consorterie", di Alfredo Reichlin.

È necessario, perfino preliminare (se vogliamo essere ascoltati), riformare i meccanismi del finanziamento pubblico ai partiti, compreso il suo ammontare. Ma che questa sia la risposta alla gravità della crisi a me sembra cosa insufficiente e perfino fuorviante. E vorrei dirlo rivolgendomi ancora alle coscienze intellettuali e morali di questo Paese. Le quali sanno bene perché è così devastante la crisi della democrazia europea e occidentale. Chi comanda a Bruxelles e con quali armi si combattono le elezioni americane? Ma non voglio sfuggire. È dalla realtà italiana che dobbiamo partire. Dalla sua estrema gravità. Questa non è solo una crisi della struttura economica e del sistema politico, è l’insieme dell’organismo italiano che è investito da uno sbandamento che è anche morale. La gente è smarrita e si chiede chi la dirige, e dove stiamo andando. Perciò io credo che il mare di fango che il sistema politico-mediatico sta gettando sui partiti non è un episodio tra i tanti della polemica politica. Esso investe (anche al di là delle intenzioni) l’esistenza stessa del Parlamento, la fiducia …

"Perchè lo Stato deve finanziare i partiti", di Nadia Urbinati

La corruzione dei partiti, soprattutto quando sembra un fiume in piena che si ingrossa giorno dopo giorno, ha effetti devastanti. Non soltanto, come è ovvio, sulla stabilità dell´ordine democratico e la credibilità delle sue istituzioni. Ma anche sulla mentalità politica generale. Poiché induce i cittadini a pensare che se lo Stato mettesse i partiti a pane e acqua questi non avrebbero più i mezzi sufficienti per essere disonesti. Togliere il finanziamento pubblico ai partiti può apparire come la ricetta vincente per costringere all´onestà secondo il detto popolare che l´occasione fa l´uomo ladro. Sull´onda degli scandali giudiziari e in un tempo come questo in cui il governo e il Parlamento impongono ai cittadini enormi sacrifici, questa tesi si fa via via più convincente. Ma c´è da dubitare che sia la via migliore per impedire la corruzione. Basta ripercorrere brevemente la storia del finanziamento pubblico ai partiti per rendersene conto. La legge sul finanziamento pubblico dei partiti, introdotta nel 1974 per sostenere le strutture dei partiti presenti in Parlamento, fu voluta e approvata sull´onda di scandali. Attraverso …

"Se al summit di Palazzo Chigi si sovrappone l'incontro Monti-Berlusconi", di Stefano Folli

Davvero singolare la sovrapposizione che si è creata a Palazzo Chigi. Due passaggi: ieri sera il vertice del tripartito Alfano-Bersani-Casini con il presidente del Consiglio, un lungo colloquio non privo di tensione e di passaggi concitati. E l’incontro a due fra Mario Monti e Silvio Berlusconi: un’occasione piuttosto rara d’incontro fra il premier in carica e il suo predecessore, ed è difficile credere che si tratti solo di una visita di cortesia. La coincidenza, sotto il profilo temporale e anche politico, è abbastanza sorprendente. Si pone una domanda: chi decide la linea politico-parlamentare del Pdl? Alfano nel summit dei tre partiti con il capo dell’esecutivo o Berlusconi nell’incontro di domani? articoli correlati Il quesito non è irrilevante perché i risultati del vertice coinvolgono anche Bersani e Casini e quindi definiscono l’equilibrio complessivo su cui si regge il governo in Parlamento. Tuttavia Berlusconi, per la sua personalità e la sua storia politica, difficilmente si accontenterà di una «photo opportunity» con il suo successore. Vorrà avere voce in capitolo sui punti controversi. Ad esempio sulle famose misure …

"Risorse pubbliche per rinnovare", di Carlo Sini

L’urgenza di una rifondazione della politica è sotto gli occhi di tutti. Esibizioni come quelle di Grillo (che ricordano le focose arringhe del giovane Bossi, ritrasmesse in brevi frammenti alla televisione mentre si ascoltano notizie giudiziarie clamorose sulla Lega) suscitano in moltissimi di noi reazioni giustamente preoccupate. Al centro la discussione sul finanziamento pubblico dei partiti: argomento spinoso (per il precedente del referendum e per il pessimo uso dei rimborsi elettorali), ma a proposito del quale vorrei almeno osservare che se il costume pubblico degli attori e dei controllori non cambia radicalmente, ogni altra soluzione, privata, semiprivata ecc., oltre a porre al pluralismo democratico più problemi di quanti non intenda risolvere, sarebbe comunque a rischio di comportamenti illeciti dei quali i cittadini resterebbero ignari. «Chi controlla i controllori?» diceva Kant. Se non si diffonde nelle pubbliche istituzioni un costume di accettabile responsabilità e decenza, ogni altro provvedimento è inefficace. Non sarà mai la piazza un giudice efficiente ed equilibrato e nemmeno lo sarà qualche privato di supposta buona volontà che si dichiarerebbe disposto a mettere …

Napolitano: "Pulizia sì, ma senza demonizzare", di Annalisa Cuzzocrea

Invita a distinguere, Giorgio Napolitano. «I partiti non sono il regno del male, del calcolo particolaristico, della corruzione», dice il capo dello Stato. «Il marcio ha sempre potuto manifestarsi, e sempre si deve estirpare: ma anche quando sembra diffondersi e farsi soffocante, non dimentichiamo tutti gli esempi passati e presenti di onestà e serietà politica, di personale disinteresse, di applicazione appassionata ai problemi della comunità». Poi avverte: «Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica». Non cita Beppe Grillo, non fa riferimento ai fatti degli ultimi giorni, ma le sue parole suonano il contraltare perfetto, la risposta delle istituzioni all’ultimo comizio dello showman, che ha accusato i politici di essere «insaziabili come una metastasi» e ha proposto, richiamando i processi contro i nazisti: «Dobbiamo fare una piccola Norimberga, al cui termine vedremo quale lavoro socialmente utile fargli fare». E però, nonostante il clima e il bisogno di segnali, alla Camera il tentativo di accelerare la riforma sul finanziamento pubblico si arena per mano del partito che …

"La perdita dell'olfatto", di Barbara Spinelli

Quando il fascismo stava per finire, nel novembre 1944, un giornalista americano che conosceva bene l’Italia, Herbert Matthews, scrisse un articolo molto scomodo, sul mensile Mercurio diretto da Alba De Céspedes. S’intitolava “Non lo avete ucciso”, e ci ritraeva, noi italianiei nostri nuovi politici, incapaci di uccidere la bestia da cui in massa eravamo stati sedotti. Una vera epurazione era impossibile, soprattutto delle menti, dei costumi. TROPPO vasti i consensi dati al tiranno, i trasformismi dell’ultima ora. Matthews racconta un episodio significativo di quegli anni. Quando il governo militare alleato volle epurare l’Università di Roma, una delegazione del Comitato di liberazione nazionale (Cln) chiese che la riorganizzazione fosse compiuta da due membri di ciascun partito: «In altre parole, una politica di partito doveva essere introdotta nel dominio dell’alta cultura: il che, mi sembra, è fascismo bello e buono». Il giornalista conclude che la lotta al fascismo doveva durare tutta la vita: «È un mostro col capo d’idra, dai molti aspetti, ma con un unico corpo. Non crediate di averlo ucciso». L’idra è tra noi, anche …

PD: Subito immediata e rigorosa riforma del finanziamento ai partiti

La Segreteria nazionale del PD ha stabilito tre criteri fondamentali per la Riforma: contenimento dei costi di tutte le campagne elettorali; ridurre, da subito, la quota di contributo pubblico per le elezioni nazionali, europee e regionali; la possibilità di un autofinaziamento diffuso con un tetto non valicabile, secondo modelli europei, in particolare quello tedesco. La Segreteria nazionale del Partito democratico, riunitasi questa mattina, ha affrontato il tema della indispensabile e indifferibile riforma del finanziamento pubblico dei partiti. La giusta difesa del finanziamento della politica proprio di ogni sistema democratico non può reggersi sul mantenimento della legge in vigore, che non prevede controlli stringenti, sanzioni vere e che presenta punti oggettivi di discutibilità sul piano delle quantità e dei riscontri. In questo contesto la Segreteria nazionale del PD ha delineato un percorso per giungere in tempi brevissimi a dare risposte concrete e aprire una nuova fase. In particolare, il PD, che dal suo atto di nascita ha fatto certificare il bilancio da una società di revisione esterna, si sta attivando in queste ore per approvare subito …