Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Vendola: «l’antipolitica ci fa fare un pauroso salto indietro», di Maria Zegarelli

Il presidente della Puglia: «Crisi sociale e crisi democratica in Europa hanno partorito il fascismo. La ripoliticizzazione dei partiti e la loro rifondazione deve passare attraverso un nuovo agire collettivo in grado di restituire un messaggio di speranza». È questa la ricetta di Nichi Vendola contro l’antipolitica che monta nel Paese. Per niente ammaccato dalle notizie che lo vedono indagato il governatore pugliese è più che mai intenzionato a rilanciare l’azione politica del centrosinistra. «Dobbiamo interrompere questo cortocircuito antropologico con una coalizione di centrosinistra che sia una grande alleanza tra politica e nuove generazioni. A settembre convochiamo gli Stati generali del futuro e riconsegnamo un messaggio di nuova prospettiva». Vendola, secondo lei bisogna rifondare i partiti. Secondo Angelo Panebianco invece, andrebbe rivisto il loro ruolo: non più principi, ma sherpa al supporto di coloro che si sfidano sul piano elettorale. Che ne pensa? «Non sono d’accordo. Dobbiamo partire dalla crisi che c’è in Italia e in Europa per capire dove si forma l’onda melmosa dell’antipolitica che rischia di montare e che rappresenta un pericolo per …

"Imu, si paga in tre rate la prima il 16 giugno. Stretta sulle detrazioni", di Bianca Di Giovann

L’Imu in tre rate entra nel decreto fiscale. L’emendamento presentato dal relatore Gianfranco Conte (Pdl) è passato ieri in commissione Finanze alla Camera. Il testo prevede che la nuova rateizzazione valga soltanto per la prima casa e le relative pertinenze. Le scadenze sono fissate al 16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre, e ciascun versamento sarà pari a un terzo del dovuto. Per gli altri immobili, che non sono quelli di residenza, restano le due rate di giugno e dicembre. STRETTA SULLE DETRAZIONI Insieme alle rate arriva anche una stretta sulle detrazioni per la prima casa: saranno valide soltanto se il titolare risiede effettivamente nell’immobile e comunque non potrà esserci più di una detrazione (200 euro per tutti, più 50 euro per ciscun figlio fino a un tetto massimodi 400 euro) per ogni nucleo familiare. La disposizione punta a eliminare gli abusi che spesso si verificano all’interno della famiglia, indicando come titolare coniugi o figli per evitare l’aliquota maggiorata sulla seconda casa. La commissione dà anche l’ok alla proposta Pd di eliminare il prelievo Imu, …

"Il Cerchio Magico del Celeste", di Alberto Statera

Uomini d´acciaio i Memores Domini, alias Gruppo Adulto, il nucleo aristocratico di Comunione e Liberazione votato alla «povertà evangelica e alla castità perfetta» (sic). Il più inox–man di tutti si sta palesando Roberto Formigoni, da un ventennio presidente della Lombardia. Asserragliato nel Formigone, il grattacielo che a perpetua memoria si è fatto erigere più alto della Madonnina originale perché – garantisce – così voleva Papa Paolo VI, mentre si sfalda in un´orgia di scandali senza fine la cupola affaristica lombarda tra una folla di politici senza scrupoli, assessori corrotti, faccendieri, coppole di ‘ndrangheta, fondi neri, tangenti, appalti truccati, colossali truffe sanitarie, lui esibisce uno straordinario aplomb. Giura: «Non c´è nulla di imputabile a me». Inox-man o «il politico più stupido che conosco», come una volta lo apostrofò Ciriaco De Mita? «Non stupido, tutt´altro, direi Diomammoneggiante – corregge privatissimamente un autorevole esponente dell´establishment d´Oltretevere – capitano di una legione di lottatori a tempo pieno, ma non vincitori contro il peccato». Passi per la castità, che in caso di qualche scivolata si può assolvere confessandola ai padri …

"L'unica risposta all'antipolitica", di Carlo Galli

La democrazia in Italia è già sotto stress: non corre il rischio di esserlo. Questa è la notizia. Non buona. Oltre che da una crisi economica finora indomabile, la democrazia è messa a dura prova da una delegittimazione dei partiti e dell´intera sfera politica. Se il detonatore è stata la vergognosa caduta della Lega nel familismo amorale in salsa padana, ciò che è esploso era già di per sé una polveriera: ovvero, la controversa materia del finanziamento pubblico dei partiti. Di questo in verità si tratta, sotto le mentite spoglie del rimborso delle spese elettorali – un travestimento reso necessario dall´esigenza di bypassare la volontà espressa dal popolo sovrano in un referendum – , che ha portato nelle casse dei partiti, in diciotto anni, 2,3 miliardi di euro. Una somma molto superiore alle effettive spese elettorali, grazie alla quale si sono mantenuti apparati, giornali, raggruppamenti politici fittizi o estinti, oltre che famiglie eccellenti e tesorieri creativi. Dunque i punti sono due: da un lato, la quantità eccessiva di rimborsi; dall´altro, l´opacità dell´erogazione e della gestione …

«Pagati viaggi per Formigoni e il fratello», di Luigi Ferrrella e Giuseppe Guastella

Dall’indagine sulla sanità lombarda risultano «pagamenti di viaggi» al presidente della Regione, Roberto Formigoni, e al fratello del governatore, Carlo. Sono indicati nel verbale-fiume reso dal fiduciario svizzero di Pierangelo Daccò, arrestato nell’inchiesta sul crac dell’ospedale San Raffaele di Milano. «Un presidente di Regione conosce tanta gente, nulla di male ad aver passato alcuni giorni di vacanza con Pierangelo Daccò». Il governatore lombardo Roberto Formigoni ha sempre risposto così sui suoi rapporti con il «”faccendiere” della sanità» (definizione degli inquirenti). Sì, ma chi pagava? L’interrogatorio di Giancarlo Grenci, il fiduciario svizzero di Daccò indagato per associazione a delinquere, e alcune contabili da lui consegnate ai magistrati, mostrano «pagamenti di viaggi» a Formigoni, al suo collaboratore Alberto Perego, al fratello del governatore, Carlo, e una parente, tutti a carico di Daccò, in carcere dal 15 novembre per 7 milioni di fondi neri del San Raffaele e arrestato venerdì per altri 56 milioni della Fondazione Maugeri. In un verbale-fiume del 14 dicembre, Grenci, riferendosi al rapporto tra Daccò e Formigoni, rivela: «So che erano in rapporti di …

"Voto a ottobre destabilizzante ma l'antipolitica può travolgerci", di Giovanna Casadio

«Dai vertici di maggioranza usciamo sempre con qualcosa di cui non siamo contenti». Bersani confessa. Con Alfano «su tantissime cose non mi trovo d’accordo».È la prova- per il leader Pd – che «il bipolarismo c’è», è nelle cose. Un disaccordo tra Democratici e Pdl che – dopo le tensioni di questi giorni e in vista delle amministrative del 6 maggio – sarà squadernato nella riunione di domani con Monti. Il Pd chiede al governo un impegno straordinario per la crescita (Bersani si presenterà con una cartellina di proposte); il Pdl si fa portavoce della Marcegaglia per modificare la riforma del lavoro e punta a ottenere una riduzione delle tasse,a cominciare dalla rateizzazione dell’Imu. Come? Attingendo a quel fondo che deriva dalla lotta all’evasione, di cui oggi si parlerà in consiglio dei ministri. Quindi, settimana cruciale per il governoe per la maggioranza alle prese con crescita, lavoro e anche con la partita sulla Rai. Due i consigli dei ministri in calendario; in mezzo il vertice; fiato sospeso per l’andamento dello spread. Ma c’è un’altra questione che …

"Esodati, sono 331mila. Ben 100mila nel 2013 a fine governo tecnico", di Massimo Franchi

Gli esodati sono 331mila. I 65mila conteggiati da Fornero sono solo quelli del 2012. Al oro vanno aggiunti i 100mila del 2013, i 90mila del 2014 e i 70mila del 2015. Per contare gli esodati e capire la differenza fra loro e quelli che Elsa Fornero chiama «salvaguardati» basta usare i dati che l’Inps ha fornito in maniera, però, non ufficiale. Come ha fatto Il Sole24Ore per smentire i dati forniti giovedì dal ministero del Welfare. In realtà le persone che dal 2012 al 2015 si troveranno senza lavoro, senza pensione e senza copertura degli ammortizzatori a causa della riforma delle pensioni firmata Fornero sono 331mila. E sono così suddivise. La categoria più rappresentata è quella della prosecuzione volontaria, persone che hanno lasciato il lavoro e che continuano a versare i contributi interamente a proprio carico: si tratta, sempre secondo l’Inps, di 200mila persone, pari al 60 per cento del totale. Per loro lo spostamento in avanti dell’età pensionabile comporta il fatto di dover pagare i contributi per molti più anni. In una situazione molto …