Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Non sarà solo colpa dei partiti", di Stefano Menichini

Di chi sarà stata la responsabilità, se andrà a finire come cominciano a ipotizzare i sondaggisti (Paolo Natale oggi su Europa), cioè con un movimento irriducibile a qualsiasi logica di governo che schizza oltre il 10 per cento, e in generale un’area di vario estremismo che sale oltre il 25 per cento? Conosco la risposta più gettonata. È la più facile. Sarà stata colpa dei partiti: incapaci di autoriformarsi, di emendarsi degli errori e degli orrori commessi coi soldi pubblici, di ritrovare sintonia con un paese esausto e arrabbiato. Non è una risposta soddisfacente. È solo una parte della verità. Anzi, non è neanche del tutto vera. La prima parziale riforma del finanziamento pubblico che i giornali hanno definito con tono liquidatorio «al ribasso» impedirebbe già da sola, da subito, il ripetersi dei casi Lusi e Belsito. In più, si inquadra in un progetto che richiede un tempo minimo per introdurre una novità assoluta nella storia repubblicana: lo status giuridico dei partiti; l’introduzione di regole di trasparenza, democrazia e controllo là dove regnano da decenni …

"Norme sui rimborsi, la Camera frena. A rischio il rinvio dei cento milioni", di Monica Guerzoni

Il piccolo vascello della riforma dei partiti si è già incagliato. Una manciata di ore dopo l’approvazione della bozza da parte dei leader dei partiti, l’emendamento con le norme sulla trasparenza dei bilanci è stato dichiarato inammissibile dal presidente della Camera Gianfranco Fini. A sera, sia pure dopo una giornata travagliata, la riforma ha ripreso il suo viaggio. Ma ora il rischio è che salti l’impegno dei leader a far slittare l’ultima tranche dei rimborsi elettorali. Il problema non è tanto il contenuto, quanto lo strumento che Pd, Pdl e Terzo polo hanno scelto per affrontare l’iter parlamentare. L’idea di accelerarne l’approvazione agganciando il provvedimento al decreto semplificazioni fiscali, in discussione alla commissione Finanze della Camera, è stata stoppata da Lega, Idv e Radicali. Ma poi anche Fini, che ha esaminato il caso nel pomeriggio, ha dovuto prendere atto della estraneità dell’emendamento alla materia del decreto e della mancanza dell’unanimità da parte dei gruppi. E così ha scritto al relatore Giorgio Conte e gli ha comunicato la bocciatura. Decisione non semplice, alla quale il presidente …

"Finanziamenti pubblici", di Vincenzo Cerulli Irelli

Le notizie che provengono in questi giorni da fatti di malfunzionamento della finanza dei partiti, sprechi, assenza di controlli, spesso distorsioni delle spese da quelle attinenti l’attività politica, hanno messo in allarme l’opinione pubblica e rendono necessario da parte delle forze politiche un rapido e incisivo intervento di riforma. Si deve aver chiaro che la legge attualmente vigente, adottata nel 1999 e modificata nel 2006, è diretta a disciplinare il rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie, non a finanziare i partiti politici nel loro funzionamento. La precedente legge di finanziamento dei partiti (n. 195/74) fu abrogata, come è noto, dal referendum del 1993. Il legislatore trovò attraverso il rimborso per le spese elettorali un modo per arrivare a un risultato simile a quello cui direttamente non si poteva più arrivare, cioè appunto il finanziamento dei partiti. A questo fine il meccanismo di rimborso delle spese elettorali è stato tenuto negli anni a livelli assai più alti di quelli che il suo oggetto, cioè le spese elettorali effettivamente sostenute, richiederebbe. L’ancoraggio del rimborso, nell’ultima …

Bindi: "L'alternativa ai partiti? Populismo e tecnocrazia", di Rosy Bindi

Rosy Bindi, secondo alcuni commentatori di autorevoli quotidiani bisognerebbe eliminare i rimborsi elettorali ai partiti, anzi bisognerebbe fare a meno anche dei partiti. «Non risponderò mai che ci vorrebbe una società senza giornali». Ammetterà che lo scandalo Lusi prima e quello della Lega ora hanno messo il dito nella piaga. Soldi pubblici finiti nelle tasche private dei politici. «Sono molto amareggiata dal fatto che a scatenare tutta questa offensiva contro i partiti e il finanziamento pubblico sia stata la vicenda della Lega. È come se per qualcuno fosse crollato l’ultimo baluardo della legalità e della moralità. Non sono soltanto amareggiata ma anche indignata: ritenere la Lega un serbatoio di moralità è il segno di come una società e alcuni commentatori non abbiano memoria di quello che è accaduto negli ultimi anni. La Lega ha finito per rappresentare tutte le contraddizioni di questo Paese». Per Bossi è stato fatale l’abbraccio con Berlusconi? «L’alleanza con Berlusconi ha avuto il suo peso, ma non è solo questo. Stiamo parlando di una forma partito ispirata a principi antidemocratici, dove …

"Lusi, altri 13 milioni sospetti", di Mariantonietta Colimberti

Altri 13 milioni di euro sospetti sono stati evidenziati dall’esame della contabilità 2001-2011 della Margherita effettuato dalla Kpmg, la società di consulenza la cui relazione è stata depositata ieri in procura di Roma dai legali del partito, Margherita Titta Madia e Alessandro Diddi. La cifra riguarderebbe operazioni per gli anni dal 2001 al 2007, sulle quali non sono state effettuate ulteriori verifiche in attesa che si esauriscano le attività di controllo dell’Autorità giudiziaria e della Banca d’Italia. Dalla relazione emergono anche altri particolari relativi alla gestione dei fondi della Margherita da parte di Luigi Lusi. Come gli oltre 800mila euro di spese non documentate, solo per il 2011. «Dall’esame della situazione contabile dell’esercizio 2011 – si legge nel documento di cinque pagine – risultano spese per viaggi e trasferte elettorali pari ad euro 869.428 che si riferiscono a centinaia di assegni di piccolo taglio (inferiori ai 12mila euro) emessi dal tesoriere sul conto corrente acceso presso Bnl». Secondo i consulenti tali assegni sono registrati in contabilità «senza alcun documento a supporto della spesa sostenuta». Ci …

Il governo: "Gli esodati sono solo 65 mila" Per l´Inps sono 130.000, per i sindacati 350.000. Cgil polemica: "Dati sballati", di Valentina Conte

Gli “esodati” sono 65 mila e le risorse del governo adeguate. Problema risolto. Dopo settimane di tentennamenti, arrivano le conclusioni del tavolo tecnico tra Inps, Ragioneria, ministero del Lavoro. Ed è subito bufera. A sorpresa, si confermano le stime di dicembre. I lavoratori che rischiano di rimanere senza reddito sono proprio quelli preventivati dalla riforma delle pensioni che ha allungato i requisiti previdenziali e lasciato privi di stipendio, sussidi o pensione migliaia di persone. Non 350 mila, come ipotizzato dai sindacati. Neanche 130 mila, come comunicato alla Camera appena due giorni fa dal direttore generale dell´Inps. Ma 65 mila. Un numero rassicurante per il ministro Fornero, perché già coperto con oltre 5 miliardi in 7 anni (2013-2019) proprio dalla manovra Salva-Italia. Ma che scatena l´ira dei sindacati, oggi in piazza a Roma per il primo sciopero unitario dell´era Monti, a sostegno degli “esodati” e contro le “ricongiunzioni onerose”, dallo slogan quantomai attuale: «Basta promesse». «Dati sballati, il governo scherza col fuoco e nasconde il problema anziché risolverlo», attacca la Cgil, sostenuta dalla Cisl che rincara: …

"Pulizia e giochi di potere" di Michele Brambilla

La giustizia sommaria ha questo di bello: che ti porta a parteggiare per il condannato. Ieri ad esempio ci ha costretti a simpatizzare per Rosi Mauro, alla quale avevamo chiesto, non più tardi di qualche giorno fa, di lasciare la vicepresidenza del Senato. Restiamo dell’idea che la signora avrebbe dovuto lasciarla, quella vicepresidenza: quanto era emerso dall’inchiesta sull’utilizzo dei rimborsi elettorali della Lega la metteva in grave imbarazzo, e chi è vicario della seconda carica dello Stato non può permettersi neanche un’ombra di sospetto. Ma il modo in cui la Lega, ieri, l’ha mandata sul rogo come una strega, ci costringe a solidarizzare con lei. Espulsa dal partito in cui militava da una vita, partendo dai ruoli più umili (c’è chi sostiene che abbia cominciato facendo la portinaia della prima sede milanese, quella di via Arbe). Espulsa dal partito nel quale fino a poche settimane fa aveva un posto di primissimo piano. Cancellata. Indicata al pubblico disprezzo di quei militanti che la osannavano ogni volta che, dal palco di Pontida o da quello di Venezia, …