Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La Repubblica provvisoria", di Ilvo Diamanti

È finita un´epoca. Ripeterlo, come un mantra, serve a evitare di appiattirsi sulla cronaca (giudiziaria o di colore). Che ogni giorno riserva novità. Ieri le dimissioni del figlio del Capo – Renzo Bossi – dal Consiglio regionale della Lombardia. Oggi chissà. Ma gli scandali che hanno travolto il milieu familiare – forse meglio: familista – di Bossi, insieme alla leadership della Lega (in parte coincidenti), rammentano quanto già si conosceva. Che la Lega è divenuta, da tempo, un partito come gli altri. Per alcuni versi: più esposto degli altri alle logiche di sotto-governo. Perché ha occupato una catena infinita di posti di potere, centrale e locale, in tempi molto rapidi. E la sua classe politica è stata reclutata in base a criteri di fedeltà ai leader, non di coerenza con la “missione” del partito. Tanto meno di qualità. Tuttavia la Lega non è – o almeno: non era – un partito come gli altri. È il soggetto politico che ha rovesciato la “Questione nazionale”, storicamente identificata con il Mezzogiorno – l´area dello “sviluppo dipendente”. Ha, …

"Misure contro la corruzione: se non ora, quando?", di Roberto Scarpinato*

Il 3 aprile a Gela un’anziana signora si è suicidata dopo avere appreso che la sua pensione era stata ridotta da 800 a 600 euro. «Questa notizia l’ha letteralmente sconvolta. Non sapeva darsi pace perché la riteneva un’ingiustizia» hanno riferito i figli. È solo l’ultimo aggiornamento di un bollettino di suicidi per disperazione e per insopportabile umiliazione, il cui numero sta crescendo con ritmi impressionanti: decine di operai senza pane, di imprenditori senza credito, di impiegati ridotti quasi a mendicare, si gettano tra le braccia della morte. Una nullificazione fisica, esito finale di una nullificazione sociale ed esistenziale subita come un’ingiustizia sociale. Suicidi come “risposta-protesta” nei confronti di uno Stato da cui ci sente abbandonati e della vigile indifferenza di una società nella quale ogni giorno di più «ognuno è solo sul cuore della terra, trafitto da un raggio di sole, ed è subito sera». Troppi nostri concittadini non hanno più la forza di attendere che si faccia sera “naturalmente”. Troppo insopportabile è divenuto il dolore. Tutto ciò accade mentre, come attestano le cronache giudiziarie, …

"L’ultima beffa italiana: gonfiate le cifre dell’aiuto ai Paesi poveri", di Umberto De Giovannangeli

Trucchetti di bilancio: a legger bene l’ultimo rapporto Ocse i fondi per lo sviluppo contengono voci «aliene». Come la lotta all’immigrazione e il taglio dei debiti. Un quadro desolante. Fatto di impegni mancati, di trucchetti di bilancio. Cifre gonfiate con acrobazie contabili per celare le promesse non mantenute ai Paesi più poveri. I dati sull’Aiuto pubblico allo sviluppo diffusi nei giorni scorsi dall’Ocse rivelano che l’Italia resta molto lontana dall’obiettivo di destinare lo 0,7% del Pil alla lotta contro la povertà. Se il nostro Paese registra uno 0,19% un incremento, seppur «sospetto» dall’anno scorso l’intera comunità internazionale compie un preoccupante passo indietro. Il primo dal 1997. «La percentuale dichiarata dall’Italia non riflette il ritardo del nostro Paese, e fa pensare che il governo abbia conteggiato come Aiuti pubblici allo sviluppo spese che con gli aiuti non hanno molto a che fare, come, ad esempio, quelle per fronteggiare l’arrivo degli immigrati sulle nostre coste a seguito della Primavera araba. Lo 0,19% è una percentuale troppo alta rispetto alla realtà dell’impegno italiano nella lotta alla povertà, che …

"Le sospirate lauree. Quell’irresistibile attrazione padana per il pezzo di carta", di Marco Alfieri

Diplomi fuffa, corsi di studio in Svizzera, lauree esotiche comprate con soldi pubblici e magheggi da “tesoriere più pazzo del mondo”. Dalle carte della Procura che indaga sull’uso dei finanziamenti al Carroccio esce (anche) un Francesco Belsito impegnato a staccare assegni per pagare costosi esamifici privati all’estero e soddisfare la fame di status del “cerchio magico” di Gemonio. Nel crepuscolo leghista sta emergendo il familismo da strapaese dove i figli so’ piezz’e core da sistemare a tutte le latitudini; la logica della fabbrichetta dove non c’è quasi differenza tra i soldi personali del Capo e quelli dell’azienda e tutto tende a confondersi; e poi l’ossessione piccolo-borghese del pezzo di carta da appendere al muro per sentirsi arrivati. E imparati. Siamo alla sublimazione del modello Cepu. Il che fa specie in un partito che ha fatto della propaganda contro dottori (quasi sempre meridionali) e intellettuali (quasi sempre da salotto) un formidabile cavallo di battaglia. Indimenticabile il Bossi d’antan che liquida il vecchio ideologo alla sua maniera: «Miglio? Una scoreggia nello spazio…». O il leghista posticcio Tremonti …

"Perchè non basta la cura del rigore", di Romano Prodi

Restringendo per una volta il nostro sguardo nell’ambito degli orizzonti nazionali, cerchiamo di capire come va oggi l’economia italiana e cosa probabilmente ci capiterà domani. Nelle ultime settimane siamo stati infatti oggetto di messaggi contrastanti. C’è chi ci descrive ormai fuori dal tunnel e chi prevede invece che la crisi durerà ancora a lungo. Essendo Pasqua cominceremo con pensieri positivi, tra i quali emerge il risanamento del bilancio pubblico che, pochi mesi fa, ci metteva in stato d’accusa di fronte a tutta la comunità internazionale. Il cammino verso il pareggio procede nei tempi richiesti e nessuno ci può più chiedere di fare i compiti a casa, anche se la mancanza di direzione della politica europea alimenta ancora gli umori negativi dei mercati. Gli spread oscillano verso l’alto e verso il basso anche quando non vi sono sostanziali novità nel quadro economico. L’incertezza domina, ma il rischio di un collasso italiano sembra essere definitivamente alle nostre spalle. L’Europa è in stato confusionale ma non saremo noi i primi a cadere. La crisi dell’economia reale è invece …

"Ritratto di un paese tra padania e Wall Street", di Eugenio Scalfari

Di Umberto Bossi parlerò poco, dopo quanto abbiamo saputo di lui e della Lega. Le testimonianze che coinvolgono non soltanto i suoi familiari e la Rosy Mauro (che è addirittura vicepresidente del Senato) sono certamente testimonianze di parte, di chi ce l´ha con lui perché non ha difeso l´indifendibile Belsito, ma sono tuttavia confermate, quelle testimonianze, da documenti inoppugnabili, intercettazioni chiarissime, lettere, ricevute, assegni e bonifici bancari con intestazioni che parlano da sole. Aspettiamo i seguiti dell´istruttoria e l´eventuale rinvio a giudizio, ma il giudizio politico va dato subito e l´ha già scritto venerdì scorso Ezio Mauro. La linea del nostro giornale è chiarissima: Bossi è stato al centro del malaffare che ha inquinato la famiglia e gran parte del gruppo dirigente leghista, specie quello di provenienza lombarda. Quel gruppo dirigente è interamente presente nel triumvirato che reggerà la Lega fino al Congresso. L´immagine che hanno del vecchio capo e fondatore è quella d´un uomo assolutamente integro e raggirato eventualmente dai familiari. Quanto a lui, il “Senatur” si dice convinto d´esser vittima d´un complotto. I …

"Bossi e la corte dei miracoli", di Lorenzo Mondo

Avevamo fatto il callo alle intemperanze di Umberto Bossi, alle sue provocazioni verbali e gestuali, dettate da un temperamento sanguigno che sapeva convertirsi in popolaresca astuzia. Colpiva, senza dispiacere necessariamente, il sentore di osteria che emanava dagli incontri e dai conciliaboli con la sua gente, la confidenza spiccia con i costumi delle valli lombarde. Anche in questo si manifestava la lontananza della Lega dal detestato Palazzo romano. Certo si accoglievano con un sorriso, se non con ironia, le sue incursioni nel mondo di una artefatta cultura. Inneggiava alla ribellione di Alberto da Giussano contro il Barbarossa per l’indipendenza di una Padania che, nelle suggestioni del federalismo, guardava adesso con simpatia alla tedesca Baviera. Egli si prestava inoltre alla riesumazione, dal sapore fumettistico, della storia celtica e della religiosità druidica, con tanto di elmi cornuti, di ampolle riempite con le acque sacre del Po (improponibile, così nudo e crudo, per un utilizzo onomastico, è diventato Eridano al battesimo del suo ultimo figlio). Molti erano disposti ad assolvere questo folklore identitario, apprezzando la sollecitudine del suo movimento …