Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Il peso che ci manca nel mondo", di Lucia Annunziata

Il premier Monti (e noi italiani con lui) deve preoccuparsi di un imprevisto pericolo: il rischio che una delegittimazione della sua leadership arrivi proprio da quei leader, quegli ambienti, quell’Europa che finora lo hanno lodato, sostenuto, celebrato. L’Italia che sta faticosamente risalendo il pozzo della mancanza di credibilità in materie economiche, viene lasciata amaramente sola, proprio dall’Europa, in due gravissime crisi internazionali in cui si ritrovata intrappolata. Ieri l’italiano Franco Lamolinara e il britannico Christopher McManus, ostaggi sequestrati il 12 maggio 2011 a Birkin Kebin, in Nigeria, sono stai uccisi nel corso di un blitz delle teste di cuoio inglesi per liberarli. Mario Monti non era stato informato di questa operazione militare, né dai servizi segreti inglesi, ma nemmeno dal suo grande amico, in altri momenti sempre generoso di apprezzamenti nei suoi confronti, il premier Cameron. Palazzo Chigi non ha nascosto di essere stato aggirato, e nel comunicato ufficiale scrive che l’operazione per liberare i prigionieri «è stata avviata autonomamente dalle autorità nigeriane con il sostegno britannico, informandone le autorità italiane solo ad operazione avviata». …

"Quel che resta da fare", di Tito Boeri

I mercati finanziari festeggiano e lo spread scende sotto i 300 punti. Ma l´economia reale parteciperà alla festa solo se i tecnici faranno fino in fondo le cose che sono stati chiamati a fare. Ieri le Borse hanno celebrato il successo del piano di ristrutturazione del debito greco anche perché, a ben guardare, il coinvolgimento del settore privato nelle perdite è molto meno rilevante di quanto potesse apparire prima facie. Ma non è da ieri che le Borse ci regalano segni più (chissà perché fanno notizia solo quando bruciano, solo virtualmente, miliardi). Ed è sempre più stridente il contrasto fra le notizie che vengono dai mercati finanziari e i bollettini di guerra trasmessi dall´economia reale. La Borsa americana è tornata ai livelli precedenti alla crisi subprime, quella tedesca è cresciuta di quasi il 25 per cento da fine novembre. Eppure il commercio mondiale ristagna e ha smesso di compensare il calo della domanda interna in molte economie mature, la produzione industriale in Europa è da mesi in vistoso calo e l´insieme dell´area Euro sta entrando …

“Quel che resta da fare”, di Tito Boeri

I mercati finanziari festeggiano e lo spread scende sotto i 300 punti. Ma l´economia reale parteciperà alla festa solo se i tecnici faranno fino in fondo le cose che sono stati chiamati a fare. Ieri le Borse hanno celebrato il successo del piano di ristrutturazione del debito greco anche perché, a ben guardare, il coinvolgimento del settore privato nelle perdite è molto meno rilevante di quanto potesse apparire prima facie. Ma non è da ieri che le Borse ci regalano segni più (chissà perché fanno notizia solo quando bruciano, solo virtualmente, miliardi). Ed è sempre più stridente il contrasto fra le notizie che vengono dai mercati finanziari e i bollettini di guerra trasmessi dall´economia reale. La Borsa americana è tornata ai livelli precedenti alla crisi subprime, quella tedesca è cresciuta di quasi il 25 per cento da fine novembre. Eppure il commercio mondiale ristagna e ha smesso di compensare il calo della domanda interna in molte economie mature, la produzione industriale in Europa è da mesi in vistoso calo e l´insieme dell´area Euro sta entrando …

"Democrazia paritaria: è questa la leva per cambiare la politica", di Roberta Agostini

L’8 marzo dello scorso anno un’autorevole delegazione di donne democratiche consegnò a Palazzo Chigi un pacchetto che rappresentava simbolicamente milioni di firme che il Pd aveva raccolto per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Oggi possiamo dire che quelle firme hanno avuto la loro risposta, ma siamo ancora nel pieno di una grave crisi di sistema, che ci chiede di sostenere il lavoro di Monti senza smarrire la consapevolezza della necessità di una lunga fase di ricostruzione del Paese. Uscire dal berlusconismo, cosi come dalla crisi economica più grave dal dopoguerra, significa interrogarci a fondo su quale futuro immaginiamo. Con la consapevolezza che i danni prodotti dal considerare le istituzioni oggetti di proprietà o luoghi dove affrontare e risolvere questioni patrimoniali o giudiziarie del premier, sono profondi ed investono tutti. Quello che è venuto alla luce in questi mesi, e che è stata una delle ragioni del successo della manifestazione del 13 febbraio, è che questa concezione individualista e proprietaria, fondata sul travisamento assoluto dell’idea della libertà, è strettamente intrecciata con la marginalizzazione della forza femminile, …

“Democrazia paritaria: è questa la leva per cambiare la politica”, di Roberta Agostini

L’8 marzo dello scorso anno un’autorevole delegazione di donne democratiche consegnò a Palazzo Chigi un pacchetto che rappresentava simbolicamente milioni di firme che il Pd aveva raccolto per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Oggi possiamo dire che quelle firme hanno avuto la loro risposta, ma siamo ancora nel pieno di una grave crisi di sistema, che ci chiede di sostenere il lavoro di Monti senza smarrire la consapevolezza della necessità di una lunga fase di ricostruzione del Paese. Uscire dal berlusconismo, cosi come dalla crisi economica più grave dal dopoguerra, significa interrogarci a fondo su quale futuro immaginiamo. Con la consapevolezza che i danni prodotti dal considerare le istituzioni oggetti di proprietà o luoghi dove affrontare e risolvere questioni patrimoniali o giudiziarie del premier, sono profondi ed investono tutti. Quello che è venuto alla luce in questi mesi, e che è stata una delle ragioni del successo della manifestazione del 13 febbraio, è che questa concezione individualista e proprietaria, fondata sul travisamento assoluto dell’idea della libertà, è strettamente intrecciata con la marginalizzazione della forza femminile, …

"TV e giustizia i tabù di Berlusconi", di Pietro Spataro

Come era prevedibile Berlusconi ha rotto l’incantesimo della presunta neutralità del governo dei tecnici e lo ha fatto sui due argomenti che gli stanno personalmente a cuore: le tv e la giustizia. In questo modo, il fantasma del conflitto di interessi continua a volteggiare sulla politica e guida ancora un Pdl solo nominalmente in mano ad Alfano ma di fatto proprietà privata del Cavaliere. C’è poco da fare, quando si tratta di discutere di temi che riguardano tutti ma che toccano rendite e privilegi di uno solo il centrodestra si trasforma in un inaccessibile castello dei ricatti incrociati. E se questo mette in forse persino la sopravvivenza del governo poco importa: che vada all’aria l’Italia pur di difendere l’«impero». Tv e giustizia sono i tabù del centrodestra. Non interessa se nell’agenda del vertice con Monti, fatto saltare da Alfano, ci fossero non solo ma anche quei due temi. Il Pdl non vuole assolutamente ridiscutere le leggi ad personam: né la Gasparri, né i vari lodi salva Berlusconi. E quindi, figurarsi la legge anticorruzione su cui …

“TV e giustizia i tabù di Berlusconi”, di Pietro Spataro

Come era prevedibile Berlusconi ha rotto l’incantesimo della presunta neutralità del governo dei tecnici e lo ha fatto sui due argomenti che gli stanno personalmente a cuore: le tv e la giustizia. In questo modo, il fantasma del conflitto di interessi continua a volteggiare sulla politica e guida ancora un Pdl solo nominalmente in mano ad Alfano ma di fatto proprietà privata del Cavaliere. C’è poco da fare, quando si tratta di discutere di temi che riguardano tutti ma che toccano rendite e privilegi di uno solo il centrodestra si trasforma in un inaccessibile castello dei ricatti incrociati. E se questo mette in forse persino la sopravvivenza del governo poco importa: che vada all’aria l’Italia pur di difendere l’«impero». Tv e giustizia sono i tabù del centrodestra. Non interessa se nell’agenda del vertice con Monti, fatto saltare da Alfano, ci fossero non solo ma anche quei due temi. Il Pdl non vuole assolutamente ridiscutere le leggi ad personam: né la Gasparri, né i vari lodi salva Berlusconi. E quindi, figurarsi la legge anticorruzione su cui …