Parlamento, scontro sugli stipendi "Non è vero che sono i più alti", di Claudio Tito
I costi della politica non possono essere confusi con i costi della democrazia. Ogni sistema politico maturo e democratico comporta una spesa per il suo mantenimento. La collettività è chiamata a farsi carico di quei costi e a coltivare anche economicamente la difesa di un modello istituzionale che continui a rispondere – nel nostro caso – ai principi della Costituzione. Al di là del giudizio sulla congruità degli stipendi riservati ai parlamentari italiani, però, nessuno può nascondere che in questa fase tutti – anche i deputati e i senatori – sono chiamati ad accettare i sacrifici che vengono imposti al Paese. Se il Parlamento ha votato e approvato a larga maggioranza la pesante manovra varata dal governo Monti, allora anche chi ha trasformato in legge quei provvedimenti deve dare il buon esempio. E accogliere per primo le ristrettezze che la crisi economica reclama. Se i lavoratori andranno in pensione più tardi, se per i prossimi due anni gli assegni previdenziali sopra i 1.500 euro non verranno rivalutati, se il peso del fisco nel complesso aumenterà …
