Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

La rabbia di Berlusconi " Nuove regole per colpirmi", di Goffredo De Marchis

Adesso Berlusconi è disperato. Più di Monti. «Questa sì che è una legge ad personam, una ritorsione contro di me. Voglio vedere come si attirano gli investimenti stranieri in uno Stato che cambia le regole in corsa». Furibondo, il Cavaliere si sente messo all´angolo sulla materia che gli preme davvero: Mediaset, quindi il patrimonio. Ma da venerdì ha perso la golden share sul governo proprio nella sfera degli interessi personali. Il voto degli ordini del giorno contro il beauty contest che regalava le frequenze del digitale a Cologno Monzese, Rai e Telecom, ha dimostrato che esiste un´altra maggioranza: Pd, Idv, Lega e Udc. Non servono i voti del Pdl per cambiare gli equilibri nel mercato televisivo. E le dichiarazioni di Corrado Passera fanno capire che l´esecutivo si prepara a lavorare con questi nuovi numeri per organizzare un´asta. La principale vittima di una vera competizione per le frequenze, dicono a Palazzo Grazioli, è Mediaset. La Rai infatti non parteciperà all´asta. Troppo negativi i conti di Viale Mazzini. Semmai la tv pubblica ha canali in eccesso, una …

"Il partito degli smemorati", di Michele Brambilla

È ricomparso ieri il più importante dei ministri del governo Berlusconi, Giulio Tremonti. Intervistato su Rai Tre da Lucia Annunziata, ha criticato la manovra del governo Monti: «Troppe tasse, pochi tagli alla spesa pubblica e niente per la crescita», ha detto in sintesi. È probabile che, sentendolo, molti suoi colleghi di partito (o forse «ex» colleghi, visto che Tremonti ha cominciato la trasmissione dicendo che ormai «lavora in proprio», e l’ha finita non smentendo un suo passaggio alla Lega) si siano stropicciati gli occhi, credendo di sognare. Sono quei molti esponenti del Pdl che in questi anni hanno accusato proprio Tremonti di essere il «signor no» che ha bloccato ogni iniziativa volta alle liberalizzazioni, alla crescita, al taglio delle tasse. È vero che in questo Paese si dimentica tutto in fretta: ma ci vorrebbe un clamoroso deficit di fosforo per scordare che proprio all’interno del Pdl Tremonti è stato contestato da tutta un’ala (Brunetta, Crosetto e molti altri, per non dire di Martino che ormai da molto tempo è fuori dai giochi) che l’ha accusato …

"L´aristocrazia democratica tra limiti e virtù", di Ilvo Diamanti

Questa manovra non piace agli italiani, ma la fiducia nel governo – e soprattutto nel premier – resta ancora alta. È ciò che emerge dai sondaggi condotti dai principali istituti demoscopici in questa fase. La manovra appare poco equa, per non dire iniqua, alla maggioranza della popolazione. Nell´insieme ma anche nel dettaglio: considerando i singoli provvedimenti. Soprattutto quelli che riguardano le pensioni, l´aumento dell´Iva e l´Irpef. Nel complesso: troppe tasse e pochi interventi che favoriscano la crescita. Le liberalizzazioni, la patrimoniale; anche gli interventi sui costi della politica e dei politici: rinviati a un secondo momento. Con il dubbio che il rinvio divenga permanente. Come altre volte – troppe volte – è già successo, in passato. Nonostante tutto, però, la fiducia nel “governo dei tecnici”, fra i cittadini, è ancora molto elevata. Intorno al 50%, se si rilevano solo i giudizi più positivi (come fa l´Ispo di Mannheimer). Superiore al 60% se si calcolano anche le valutazioni comunque “sufficienti” (secondo le stime dell´Ipsos di Pagnoncelli). La fiducia “personale” nei confronti del presidente del Consiglio, peraltro, …

Nei labirinti del «decreto salva Italia», di Michele Ainis

Cambiano i governi, le maggioranze, le stagioni; ma Roma è l’eterna succursale di Bisanzio. Il governo tecnico sta ripetendo i riti levantini dei governi politici che l’hanno preceduto. Quest’ultima manovra sarà forse diversa dalle altre per i suoi contenuti, non già per le sue forme, non per le modalità del suo battesimo. Tre soprattutto: maxicommi, maxiemendamenti, e in conclusione un bel voto di fiducia. Con qualche danno alla legalità costituzionale, oltre che al decoro delle nostre istituzioni; ma tanto ormai ci abbiamo fatto il callo. Succede quindi, in primo luogo, che il decreto salva Italia sia vergato dalla penna d’oca del burocrate, sottraendosi alla comprensione dei comuni mortali. Provateci un po’ voi a decifrare per esempio questo brano: «Per tutto quanto non previsto dai commi da 24 a 26, si applicano in quanto compatibili le disposizioni relative al tributo annuale, compresa la maggiorazione di cui al comma 13». Tuttavia la vera sfida non è nemmeno quella d’interpretare i nuovi confetti normativi: è ancora più difficile scovarli. Servirebbe un minatore, quando l’articolo 14 declina per 47 …

"I privilegi della Chiesa le ambiguità della legge", di Miguel Gotor

Le polemiche sul pagamento dell´Ici da parte della Chiesa cattolica lasciano riaffiorare un fascio di atteggiamenti antichi. Da un lato c´è l´impuntatura anticlericale, carica di pregiudizi e di non poca disinformazione; dall´altro, la chiusura a riccio del fronte clericale che vede nella semplice sollevazione della questione un´aggressione alla Chiesa come istituzione. Bisogna, invece, ragionare, a partire dal riconoscimento di alcuni dati di fatto. Il primo è la crisi economica che il Paese sta attraversando: l´attuale governo ha chiesto duri sacrifici, i cui effetti, sul terreno delle politiche sociali e assistenziali, sono oggi percepiti con preoccupazione dagli amministratori locali, ma non sono stati ancora compresi sino in fondo dalla cittadinanza e soprattutto dalle fasce più deboli della popolazione che pagheranno il prezzo più alto. In un simile contesto, se riconosciamo la criticità di questa fase storica, è giusto che qualunque istituzione presente in Italia si impegni più del normale e persino del dovuto per contribuire ad attutire le conseguenze dell´emergenza favorendo la raccolta delle risorse e il loro spostamento a protezione dei più deboli, avendo come …

"Che faccia tosta il Paese abusivo", di Lorenzo Mondo

A remare contro il governo Monti ci si mette, nel suo piccolo, anche Bacoli, la città che sorge sul litorale flegreo. Qui non è questione di rifiuti ma di un altrettanto maleodorante abusivismo edilizio. A Bacoli è scoppiata una rivolta, non per dire basta allo scempio, ma per impedire la demolizione di due case costruite in violazione del vincolo paesaggistico. Si trattava, pensate, di eseguire una sentenza della magistratura emessa nel 2008. Ci sono stati scontri violenti con la polizia che voleva aprire il passo alle ruspe, alcuni feriti, macchine distrutte, fino a quando il prefetto ha rinviato il provvedimento al 10 gennaio, sperando di stemperarne l’impatto dopo le Feste. Se ne sono viste di tutti i colori. Uno dei proprietari ha minacciato di darsi fuoco, salvo traccheggiare poi con la polizia chiedendo di provvedere lui stesso, se costretto, a una meno costosa demolizione. Dio mi guardi dal non compatire le disgrazie altrui, ma trovo crudele esibire una figlia disabile per alimentare la protesta. Le infermità meritano una solidale attenzione ma non valgono di per …

"Cinque punti controversi lungo la rotta del governo Monti", di Michele Salvati

Per valutare gli eventi economici dei prossimi mesi, i comportamenti che i politici terranno e le misure che il governo ha preso e prenderà, credo sia utile tenere a mente le poche considerazioni che elenco di seguito. 1) Le misure prese (insufficienti quelle di Berlusconi, necessarie quelle di Monti) erano inevitabili. E l’ aspetto inevitabile è proprio il rigore, il tentativo di una forte riduzione del disavanzo: data l’ incoscienza dimostrata dal nostro Paese negli ultimi dieci anni, dovevamo convincere i mercati e l’ Europa che questa volta facevamo sul serio, che i governi avrebbero sfidato l’ impopolarità per raggiungere il pareggio di bilancio cui ci eravamo impegnati per il 2014. 2) Delle altre due voci della famosa triade (rigore, equità e sviluppo) la seconda, l’ equità, riguarda solo noi: ai mercati o alla signora Merkel interessa assai poco. Ma se si fa una manovra fiscale di queste proporzioni e in condizioni già recessive, l’ iniquità è insita nello stesso aggravamento della recessione e nelle sofferenze che provocherà tra i ceti più deboli del nostro …