Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Basta leggi ad personam. La giustizia di fronte ai suoi veri problemi" di Claudia Fusani

E per una volta non volano parole dure, niente guelfi e ghibellini, nè pugni sui tavoli, ultimatum o minacce. Per una volta, non si sa per quanto ma prediamo quello che c’è, si parla di giustizia intesa come servizio ai cittadini e in termini molto concreti. «Vi dirò cosa secondo me è possibile fare in un periodo di tempo relativamente breve» dice il ministro della Giustizia Paola Severino seduta davanti ai membri della Commissione Giustizia del Senato. È un programma che lei definisce «scarnificato», puntato su tre settori – carcere, giustizia civile e revisione delle circoscrizioni giudiziarie -, ispirato «a risparmio e recupero dell’efficienza che sono le linee guida del governo» ma che alla fine, se realizzato, diventa – lo dice il senatore Li Gotti che con l’Idv non ha certo regalato la fiducia all’esecutivo Monti – «la vera riforma globale della giustizia da quindici anni a questa parte». BASTA GUERRA Vuoti e pieni. Senza nulla togliere ai “pieni”, cioè al contenuto del programma del neoministro, dopo quindici anni di guerra civile tra politica e …

"I punti fermi contro l'evasione", di Vincenzo Visco

Tra i non pochi problemi del sistema fiscale italiano, l’evasione è quello principale: almeno 120 miliardi di euro l’anno, 8 punti di Pil, da 2 a 3 volte l’entità riscontrabile negli altri Paesi avanzati. In altre parole l’evasione in Italia è fenomeno non solo endemico, ma di massa, che coinvolge milioni di persone (e imprese) per cifre unitarie che possono anche non essere elevatissime. Sono queste caratteristiche che rendono particolarmente difficile il contrasto all’evasione nel nostro Paese in quanto tale attività pone un problema di consenso rilevante. In altre parole la riduzione dell’evasione in Italia è più un problema politico che un problema tecnico. Sull’evasione si sa tutto; si conosce il suo ammontare e anche la sua distribuzione territoriale; si conosce chi evade di più o di meno: poco lavoratori dipendenti e pensionati (straordinari o attività secondarie in nero); non molto le imprese industriali in senso stretto, molto le costruzioni, il commercio, gli alberghi e ristoranti, i servizi, un po’ meno le professioni; molto più le imprese piccole rispetto a quelle di maggiori dimensioni e …

"Dal Veneto ultimatum al Carroccio", di Marco Alfieri

Sono esterrefatto dalla posizione della Lega e dalle parole di Bossi sul governo Monti. Peraltro nessuno dei leghisti veneti ne ha preso le distanze.” Peggio. “In questi anni il Carroccio ha reso un pessimo servizio ai veneti: siamo una terra generosa e aperta ma per colpa sua ci dipingono come gretti e razzisti. Quanto al nuovo premier, lo si lasci lavorare. Mi auguro che in Parlamento si trovino i numeri per le riforme, siamo sull’orlo del baratro…” La stoccata di Roberto Zuccato, presidente della Confindustria di Vicenza, una delle province più leghiste d’Italia, è tanto più corrosiva perché si abbina ad un’autocritica che tocca il cuore del modello d’impresa nordestina. “Bisogna guardare in faccia la realtà”, ammette Zuccato. “Essere piccoli è il problema più grande che ha davanti il nostro territorio. Per crescere, quindi, non possiamo continuare a difendere lo status quo ma dobbiamo avere il coraggio di attaccare…” Non arroccarsi bensì sporcarsi le mani, riformare, mettersi in gioco. Perché il Nordest, da sempre filogovernativo prima con la Balena bianca poi con il forzaleghismo egemone, …

Governo, ecco i sottosegretari: lista "tecnica", da www.unita.it

Nomine di tecnici. Con il nuovo ministro (Patroni Griffi alla Pubblica amministrazione e semplificazione, i ministri diventano 18) la squadra dell’esecutivo Monti arriva a un totale di 47 persone. Sono 23 i sottosegretari (di cui 4 alla presidenza) e 3 i viceministri. Nel secondo governo Prodi la squadra alla fine del mandato era composta da 102 persone fra ministri e sottosegretari, l’ultimo governo Berlusconi aveva toccato il picco di 65 componenti con 40 sottosegretari. I sottosegretari giurano domattina (martedì 29) alle 10 a Palazzo Chigi. C’è già una prima grana. Prima Gasparri e poi dei senatori Pdl contestano la nomina di D’Andrea e minacciano di non appoggiare l’esecutivo. Gasparri: «No a D’Andrea, è politico» Le nomine di Monti rispondono a criteri essenzialmente tecnici, ma le scelte non sono state semplicissime, se il consiglio dei ministri convocato per le 19 si è riunito in realtà alle 20.25. Il premier avrebbe incontrato ostacoli soprattutto nella nomina del nuovo ministro alla Pubblica amministrazione, Patroni Griffi. E ha voluto procedere con autonomia rispetto ai partiti, anche se avrebbe ascoltato …

"Professori e tecnici il cavaliere scopre i nuovi bolscevichi", di Michele Prospero

Berlusconi lascia, anzi no, raddoppia gli sforzi, così dice lui, per rianimare l’esercito sbandato. Dopo l’eclisse parziale, il grande condottiero ritrova la parola. E marcia intrepido in vista della suprema battaglia. Oltre alla parola, anche il nemico è stato presto ritrovato. Sono i comunisti, come sempre, a turbarlo e a ridare un senso alla sua vita. Quali comunisti, però? Saranno mica gli undici giudici della Consulta (gli altri quattro possono dormire tranquilli perché sono stati censiti dal Cavaliere e arruolati nei fidati ranghi della destra)? Ma dalla Corte costituzionale non si attendono imminenti pronunciamenti sulle norme ad personam e sui conflitti di attribuzione. Non è perciò in quei paraggi che il Cavaliere vede rosso. E allora a tremare dinanzi al vendicativo del Cavaliere saranno forse le toghe di Milano dove volgono al termine processi scottanti. Ma lì, però, i magistrati civili o penali sono addirittura oltre il bersaglio di fuoco di Berlusconi. In Procura, si sa, oltre ai giudici strani, smascherati dalle telecamere mentre indossano calzini turchesi, si annida anche una sanguinolenta protesi del terrorismo, …

Bersani: "Serve una manovra equa e poco recessiva", intervista di Fabrizio Nicotra

Parigi incalza il governo Monti sulla manovra e nello stesso tempo lancia un patto Francia-Germania-Italia per rafforzare la disciplina di bilancio. Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, si va verso un’Europa a due velocità? «Se si parla di modificare i trattati per rendere più coerente il patto a 17 (i Paesi della zona euro), va bene. Tuttavia, intanto che si prepara una riforma dei trattati noi rischiamo la pelle. Stiamo vivendo una contraddizione micidiale: mentre discutiamo giustamente di una necessaria disciplina dei bilanci dei singoli Paesi, noi non abbiamo una garanzia collettiva a tutela dell’euro. Questo è il punto irrisolto. Deve essere affrontato con assoluta urgenza, lavorando (anche dentro gli statuti attuali) per un ruolo della Banca centrale europea triangolato o con il Fondo monetario. soluzione non gradevolissima, o con la trasformazione del Fondo Salva Stati in una banca. Ma quale che sia la tecnica, se stiamo solo alla disciplina di bilancio rischiamo di arrivarci morti». C’è chi denuncia l’egoismo di Francia e Germania. Lei ha qualche rimprovero da fare a Sarkozy e Merkel? «Purtroppo …

"Il federalismo utile al paese", di Davide Zoggia*

In cinese l’ideogramma del concetto di crisi coincide con quello di pericolo ma anche di opportunità. La crisi in cui ci troviamo è problematica ma, come ricordava Monti pochi giorni fa, anche ricca di promesse. Parole da sottoscrivere totalmente. Il centrodestra, buttati tra inazione ed errori imperdonabili tre anni e mezzo di legislatura, ha lasciato il Paese in una condizione estremamente difficile. Il nuovo governo ha per fortuna messo fine a questo infausto cammino. Ora ci si offre l’occasione di mettere mano a quelle riforme strutturali di cui il nostro Paese ha bisogno. In questa fase la riforma federale deve e può essere ripensata per divenire funzionale alla ripresa e quindi alla crescita del Paese. Al pari è necessario pensare ad una modifica strutturale del gettito fiscale. Si tratta di due percorsi fondamentali e strettamente collegati. Non possiamo nasconderci: siamo chiamati a compiere un grande sforzo di risanamento, che non può essere pensato unicamente per fare cassa e coprire la voragine causata dal governo Berlusconi. Gli sforzi per salvare il Paese devono garantire le prerogative …