Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Bersani a Monti: serve equità, ascolti le nostre proposte" di Maria Zegarelli

Forse l’incontro avverrà durante il fine settimana, prima della presentazione ufficiale lunedì mattina della cura di ferro che il presidente del Consiglio Mario Monti sta mettendo a punto per l’Italia. O forse saranno soltanto colloqui telefonici con i ministri, ma nel frattempo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ribadisce la linea dei democratici. Non si discute l’appoggio al governo e «non si tratta di porre condizioni», come invece ha fatto «la destra»: si mandano segnali all’esecutivo perché è evidente «che non tutte le misure ci andranno bene al 100%», come è evidente che qualche boccone amaro bisognerà pur mandarlo giù, ma «il complesso degli interventi deve andare nella direzione di equità e crescita». L’APPELLO ALL’EQUITÀ Parlando dai microfoni di Youdem, ieri Bersani si è augurato che a Palazzo Chigi «non si rimanga sordi e disattenti» alle proposte del Nazareno, dalla lotta all’evasione, alle liberalizzazioni, alla patrimoniale. Insomma, pronti a discutere di pensioni, flessibilità in uscita da 63 a 68 di contributivo pro-rata (la proposta rilanciata ieri dal ministro Elsa Fornero), ma a un patto: …

"L´ossigeno della Bce", di Eugenio Scalfari

Nell´intervento di ieri, parlando della crisi attuale dinanzi all´Europarlamento, Mario Draghi così ha concluso: «La Bce può fare il prestatore di ultima istanza solo per le banche solventi. È in corso in Europa una stretta del credito che stringe soprattutto le piccole e medie imprese e per questo serve riparare il circuito del credito che ora non circola». Questa è una frase-chiave per capire le prossime mosse della Banca centrale europea. Cerchiamo anzitutto di decifrarne il senso perché il linguaggio del banchiere è alquanto gergale e quindi oscuro per i non iniziati. La Bce si può muovere solo all´interno dei limiti previsti dal suo statuto. Tra questi limiti c´è il divieto di finanziare direttamente i governi. Gli interventi che fa fin dallo scorso agosto sul mercato secondario acquistando titoli pubblici sono limitati nelle dimensioni e nella durata. Difficilmente servono a mantenere liquido il mercato. In realtà servono a contenere il rendimento dei titoli affinché non superi troppo la soglia del 7 per cento che è già alla lunga insostenibile per l´equilibrio dei conti pubblici. Le …

"Quella destra non moderata", di Michele Prospero

Quali scenari si aprono nella destra italiana dopo la caduta di Silvio Berlusconi? Una lettura un po’ sbrigativa del ciclo nuovo apertosi con il governo tecnico tende a ritenere che con la rottura della gabbia d’acciaio del partito azienda sia già avviata la rapida ridislocazione delle forze per vent’anni attratte dalle simbologie della destra. Che il sistema politico nel 2013 avrà caratteri molto diversi da quelli appena consumati con la frantumazione della destra al governo è indubbio. Ma occorre guardarsi da certe letture troppo rassicuranti e quindi, se non aggiustate in tempo, propedeutiche alla sconfitta. Ancora non c’è la percezione chiara del significato politico del berlusconismo. In tanti continuano a relegarlo entro una fenomenologia del folclore. La destra sarebbe stata insomma solo una bizzarra commedia della dismisura, legata alla oscura fascinazione di un capo estroso. Pertanto, con l’appannamento del suo carisma ferito, il destino della rapida deflagrazione del blocco sociale del Pdl è un percorso inevitabile. Questa credenza nel riallineamento del sistema lungo i binari della più matura democrazia dell’alternanza copre però solo una delle …

"Stop ai vitalizi parlamentari, passaggio contributivo", di Davide Colombo e Marco Rogari

I vitalizi dei parlamentari assumono una fisionomia più vicina alla pensione tradizionale: dal 1° gennaio 2012 saranno calcolati con il metodo contributivo pro rata. E non potranno neppure più essere concessi prima del compimento del sessantesimo anni di età, nel caso di più mandati, e dei 65 anni previsti con un solo passaggio alla Camera o al Senato. L`annuncio è stato dato ieri dai presidenti dei due rami del Parlamento, Gianfranco Fini e Renato Schifani, al termine di un incontro con il ministro del Lavoro, Elsa Fornero e i Collegi dei questori di Montecitorio e Palazzo Madama. Con questa decisione, che sarà messa nero su bianco nelle prossime settimane anche attraverso il via libera degli uffici di presidenza e delle stesse Assemblee, il Parlamento manda così “in pensione” il metodo retributivo e sancisce il primo atto “anti-Casta” dopo l`insediamento del governo-Monti. Il premier fin dal momento in cui ha ricevuto l`incarico ha sempre puntato sulla fine dei privilegi, oltre che su equità, rigore e crescita. E la stessa Fornero è da sempre una convinta sostenitrice …

"Per un cambio di mentalità", di Arnaldo Sciarelli

L’altra sera ascoltando l’orazione di uno straordinario Albertazzi, agile in scena come un ventenne, ho identificato Cesare con l’Italia e, perché no, con l’Europa. Tradite da gran parte dei loro politici, spesso inefficaci ed inefficienti, per averle consegnate nelle mani della speculazione finanziaria che agisce con criteri criminali. Alla quale si sono aggregati, purtroppo, anche loro figli, in maniera evidente o sotterranea, ovviamente possessori di informazioni asimmetriche che producono mercati incontrollabili. Plusvalenze quotidiane in danno delle comunità socio-economiche e svilimento dei mercati industriali ed immobiliari per poi fare shopping sono l’obiettivo di questi egregi signori. Unitamente all’indebolimento dell’Europa ed alla cancellazione dell’euro. La situazione è certamente complessa e, per essere risolta va, come prassi, suddivisa in problemi singoli senza dimenticare la complessità dell’insieme. Senza eurobbligazioni ed una confederazione di stati europea sarà difficile salvare l’euro. È impensabile sostenere l’unità – eliminando comunque chi realisticamente non può e senza pensare ad altri ingressi assurdi – e non prevedere un regime fiscale identico, una banca europea di riferimento a protezione della moneta, stipendi e salari simili. In …

"Il decennio perduto delle grandi opere realizzato il 10% del piano-Berlusconi", di Roberto Mania

La spesa per infrastrutture è scesa del 34% in tre anni. L´Ance denuncia siamo ai minimi dagli anni ‘90. Monti e il neoministro Passera puntano a coinvolgere maggiormente i capitali privati per velocizzare le realizzazioni Strade, ferrovie, porti, banda larga: i cantieri sono da sempre un caposaldo di tutti i programmi di governo. In realtà si aggrava il ritardo con l´Europa perché i progetti rimangono sulla carta. Era il 18 dicembre del 2000, quando Silvio Berlusconi, allora leader dell´opposizione e con qualche capello in meno rispetto ad oggi, si alzò dalla sua poltroncina di Porta a Porta e su una lavagnetta tracciò le linee dell´Italia che voleva. Corridoi europei, ponti avveniristici, ferrovie super veloci, autostrade american style, mega porti. Un´Italia che correva, inarrestabile. Sulla carta, però. Perché in questo decennio nel quale il Cavaliere è sempre stato a Palazzo Chigi, salvo la biennale parentesi di Romano Prodi, la penisola è rimasta ferma. Come il Pil, e non casualmente. Un paese immobile, mentre gli annunci si sono moltiplicati e più di una volta la posa della …

"Ma dove stavano tutti questi bravi?", di Stefano Menichini

Adesso che la nomina dei sottosegretari ha completato (fatte salve tutte le possibili critiche e riserve) la squadra di governo più competente, esperta e affidabile della storia recente, diventa inevitabile farsi qualche domanda antipatica sul tema. Intanto c’è il fatto che in queste settimane l’Italia sta scoprendo di avere gente in gamba disposta a prendersi una bella gatta da pelare, e questo riabilita in parte un establishment nazionale di cui si è usi parlare malissimo, dimenticando che nessun paese moderno può funzionare per un solo giorno senza avere un ceto trasversale di comando che a livello pubblico e privato governa, amministra, pianifica, prende decisioni, le trasmette e le applica, si assume responsabilità. C’è poi da dire che il tema della momentanea separazione, o meglio inversione di ruoli, fra tecnica e politica, può apparire sotto un’altra luce. Conosciamo quasi tutti i sottosegretari nominati ieri. Ebbene nessuno di loro scende da Marte, quasi tutti (lasciamo da parte quelli più dichiaratamente affini a qualche partito) hanno trascorso una vita professionale lavorando per la politica: dando consulenze, elaborando progetti, …