Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La competenza batte i calendari", di Cinzia Romano

Mai era accaduto nella storia della Repubblica che in un unico governo fossero le donne a ricoprire ministeri importanti e di peso come la Giustizia, gli Interni, il Lavoro e il Welfare. Poco importa la percentuale numerica, comunque di tutto rispetto, all’incirca il 30%. Ben più importante è che in un governo delle competenze le donne ci sono. E vanno a guidare quei ministeri che sono il simbolo delle lacerazioni del Paese, come la Giustizia, e delle ripercussioni della crisi come il Lavoro e il Welfare. Tre donne scelte non per l’appartenenza o la fedeltà a un partito o a una corrente ma per un curriculum di sapere, di fatica, di lavoro, nutrito di capacità e competenza e non di calendari o comparsate televisive in auge nella seconda Repubblica! Il prefetto Anna Maria Cancellieri guiderà gli Interni (prima di lei era toccato sola ad una donna, Rosa Russo Iervolino, nel ’98 col governo D’Alema) con la fermezza di cui ha dato prova nel ruolo di Commissario straordinario prima a Bologna e poi a Parma. La …

"La normalità della politica", di Curzio Maltese

In meno di un´ora Mario Monti ha chiuso per sempre una stagione lunga diciassette anni, la seconda Repubblica. Morta e sepolta, fra gli applausi timidi dei congiunti, con un discorso che ha illustrato agli italiani come, rispetto al teatrino televisivo di quasi un ventennio, la politica sia un´altra cosa: questa. La forza delle cose, i soliti problemi di vent´anni fa, intonsi e anzi lasciati marcire dallo show di Berlusconi. L´evasione fiscale, l´esclusione di donne e giovani dal mondo del lavoro, gli sprechi di stato, i feudi del privilegio corporativo, il ruolo dell´Italia in Europa. È stato un bel funerale. Chi se ne andava si è lamentato soltanto un poco. Il canto del cigno del regime era ridotto ai ragli somari di qualche nostalgico. L´interruzione super cafona di Castelli, mai registrata a un discorso d´insediamento. Il pollice verso di Calderoli. L´ironia ignorante del capo dei deputati Pdl, Osvaldo Napoli, che per criticare il discorso di Monti, troppo proiettato al futuro, cita una celebre frase di Keynes («nel lungo termine saremo tutti morti») e la attribuisce a …

"Cara Lega, stai morendo", di Fabio Chiusi

«Riaprono il Parlamento padano per cercare di riprendersi la base, ma gli elettori non sono mica scemi. E sanno benissimo che in questi anni il Carroccio non ha ottenuto niente, se non poltrone per i suoi dirigenti». Parla l’ex ministro Giancarlo Pagliarini. Mentre il ministero per il Federalismo scompare, lasciando il posto a quello per la ‘Coesione territoriale’, la Lega torna all’opposizione. E, almeno in parte, alle origini: rispolverando la retorica dell’autodeterminazione, ma anche riaprendo il Parlamento della Padania. Giancarlo Pagliarini, ex ministro del primo governo Berlusconi e leghista di lungo corso, ne è stato il primo presidente. Ora che da qualche anno ha abbandonato il Carroccio, all’Espresso fa un’analisi impietosa degli anni della Lega di governo, anni in cui a suo dire ha tradito totalmente la promessa federalista. E, augurandosi la successione a Umberto Bossi nel 2013, giudica «sbagliatissima» la scelta di non dare l’appoggio al governo di Mario Monti. Tanto, «peggio di Silvio Berlusconi non può fare». Pagliarini, perché rispolverare il Parlamento della Padania? Ci sono due possibilità. La prima è che i …

Senato: fiducia al governo Monti, dichiarazioni di voto di Anna Finocchiaro

ll governo Monti ha ottenuto la fiducia del Senato con 281 sì, 25 voti contrari (quelli dei senatori leghisti) e nessun astenuto. I votanti erano 306. Quindici i senatori assenti. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, siamo oggi protagonisti di un evento politico e istituzionale il cui solo precedente nella storia repubblicana è il Governo Dini del 95. Governo del presidente, interamente composto da personalità non politiche e non parlamentari. MONTI Cesarino (LNP). C’è anche il Governo Badoglio. FINOCCHIARO (PD). Anche il Governo Badoglio. Quello che ha assistito alla nascita della Repubblica e della democrazia italiana (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Giai), con un grande gesto di responsabilità dell’allora capo del Partito Comunista, Palmiro Togliatti. Questo, tanto per ricordarcelo.(Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini). Un evento che da oltre un anno auspicavamo, alla cui produzione abbiamo da tempo lavorato nelle sedi politiche e in quelle istituzionali. Ma se oggi siamo tutti impegnati per questo fine, il primo ringraziamento va al presidente della Repubblica Napolitano, alla sua saggezza paziente, alla …

Bersani parla di svolta «Il Pd ci ha lavorato e l’ha ottenuta», di Simone Collini

Bersani soddisfatto: «Abbiamo lavorato per la svolta, e c’è stata». Bindi: «Governo sostenuto non da una coalizione ma da forze che lavorano in autonomia». Di Pietro: «L’Idv vota la fiducia ma non entra in maggioranza». Il Pd sosterrà questo governo, ben sapendo dall’inizio che non tutte le misure che varerà saranno pienamente condivisibili, ma mettendo fin d’ora in chiaro che l’attuale situazione non consente una politica “dei due tempi”. Pier Luigi Bersani scorre con soddisfazione la lista dei nuovi ministri uscita dopo due ore di colloqui tra Giorgio Napolitano e Mario Monti. Non solo perché ha incassato la «discontinuità» (assenza di Gianni Letta compresa) richiesta. O per la scelta «da dieci e lode» della «dirimente presenza femminile». Il leader del Pd dà un giudizio positivo del nuovo governo in tutti i colloqui che ha dalla mattina alla sera, con Pier Ferdinando Casini («questo è un governo ottimo», dice il leader Udc), con Antonio Di Pietro (che fa sapere che «l’Idv darà la fiducia ma non farà parte della maggioranza» e deciderà di volta in volta …

"Quella foto di gruppo dal fuoco al gelo", di Filippo Ceccarelli

Posto che la formazione di una classe dirigente rimane «un mistero divino», come diceva Guido Dorso per il Mezzogiorno, ci sono sempre ministri che vanno e ministri che vengono. Ma nel tempo delle visioni a distanza cambia soprattutto la loro immagine, con il che basta accendere la tv per comprendere che dal Berlusconi quater al governo Monti si registra un´escursione termica che non solo non ha precedenti, ma a livello espressivo segnala un avvicendamento perfino esagerato. Dal fuoco al gelo. Volti, sguardi, abiti, posture, acconciature, professioni, emozioni, ambizioni: mai ricambio è apparso più radicalmente antropologico. E certo non è un documento ufficiale, ma per cercare di rendere conto del chi, del come e del perché nel precedente Gabinetto venivano affidate le cariche di governo può essere istruttivo ricordare il modo nel quale l´organo super-ufficiale del berlusconismo, Il Giornale, espose il curriculum dell´ultimo ministro nominato alla fine del luglio scorso, onorevole Anna Maria Bernini: «Molto religiosa, è maniaca dei fioretti. Ha “sedotto” il Cavaliere anche grazie a un´intonazione perfetta per una voce che canta pezzi jazz, …

"Il miracolo di Mister spred", di Massimo Giannini

La “democrazia dello spread”, tra storture e paure, ha generato un piccolo miracolo. Quello che nasce dalle macerie del berlusconismo è un buon governo del Presidente. La sua qualità tecnica è da elogiare. La sua intensità politica è da dimostrare. Ma se l´Italia ha ancora una chance per salvarsi, quella si chiama Mario Monti. La formula migliore, per definire il suo esecutivo, la conia lui stesso. «Un governo innovativo»: così dice il presidente del Consiglio. Il nuovo governo che ha giurato ieri nelle mani del Capo dello Stato nasce effettivamente nel segno di una forte discontinuità. Per almeno tre motivi. Il primo motivo: un governo formato interamente da tecnici non ha precedenti nella storia repubblicana. Per trovare qualche analogia si deve risalire al governo Ciampi del ‘93 (quando il premier incaricato e non eletto, in piena tempesta di Tangentopoli, fu prelevato direttamente dalla Banca d´Italia) e al governo Dini del ‘95 (quando l´ex direttore generale di Via Nazionale ed ex ministro del Tesoro del primo governo Berlusconi fu chiamato a supplire al patente disarmo bilaterale …