Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Camera dei Deputati: fiducia al governo Monti, dichiarazioni di voto di Pier Luigi Bersani e intervento di Dario Franceschini

Signor Presidente, voglio rivolgere al Presidente del Consiglio, alle signore e ai signori Ministri gli auguri di buon lavoro. Noi abbiamo apprezzato, ed in larghissima parte condiviso, il discorso del Presidente del Consiglio; ne abbiamo veramente apprezzato lo stile; voteremo la fiducia al Governo senza giri di parole, senza asticelle, senza paletti, senza termini temporali. Abbiamo lavorato perché la svolta ci fosse, abbiamo lavorato perché un nuovo Governo potesse nascere, lo abbiamo fatto con onestà, con unità fra di noi, con disinteresse: prima di tutto l’Italia è stato il nostro slogan (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico e di deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo). Lo abbiamo fatto con rispettoso riguardo alle indicazioni del Capo dello Stato, che da italiani vogliamo ancora una volta ringraziare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Rivendichiamo di avere visto, da tempo e per tempo, la crisi; rivendichiamo di aver visto, da tempo e per tempo, l’esigenza di un cambio di rotta; ed è per questo, signor Presidente del Consiglio, che nessuno come noi …

"Gli orfanelli di Berlusconi e noi", di Stefano Menichini

Non si dica che la democrazia è sospesa e che il governo Monti nasce senza opposizione. Perché, quanto a questo necessario ingrediente democratico, si può opinare sulla qualità ma la quantità è garantita. Di opposizione ce ne sarà sia in parlamento – tra leghisti che leggono come macelleria sociale ciò che facevano fino all’altroieri da ministri, e frattaglie di destra animate da una inquietudine che esploderà – che nelle piazze. Addirittura ieri il governo ha avuto il battesimo delle uova spiaccicate sui muri del senato da parte di lucidi Cobas e studenti in confusione: prima ancora di essersi insediato, neanche fosse davvero una giunta golpista. Sia nella scelta dell’arma che nella motivazione, chiaramente lettori di Giuliano Ferrara. Ciò che soprattutto è sicuro è che Monti potrà vantarsi di avere una sua personale stampa d’opposizione. Il sostegno da parte dei grandi gruppi editoriali è forte, ma il circuito mediatico è una strana bestia dove spesso le copie vendute, più che contarsi, si pesano. E dove magari ci sono giornali leggeri che pesano più dei grandi giornaloni. …

"Ponti più solidi contro gli egoismi", di Alberto Orioli

È la coesione solidale il filo comune tra l’idea di nazione e l’idea di Europa che si legge nel discorso di insediamento del presidente Mario Monti al Senato. Non a caso anche il disegno del nuovo Esecutivo prevede, a questo scopo, ministeri mai esistiti prima come è quello della Coesione territoriale il cui titolare è Fabrizio Barca, ma anche ‐ seppure più indirettamente ‐ quello della Cooperazione interna e internazionale governato da Andrea Riccardi. Si archivia, come ideologia – forse l’ultima – la difesa degli interessi locali, diventata troppo a lungo deriva «localista», e quella degli interessi nazionali declinati in Europa secondo un’idea darwiniana del ‘mors tua vita mea’ risultata il vero, drammatico tradimento rispetto all’Europa dei padri (citati non a caso ieri da Monti) e anche delle ragioni stesse della nascita dell’euro. I piccoli o grandi egoismi, mossi in questi anni da mani invisibili che, unite, non sono state in grado di generare quell’interesse comune che invece preconizzava Adam Smith, hanno mostrato tutta la loro carica di devastazione. In questi anni, ad esempio, oscurare …

"Fisco, nidi, part-time: l'agenda per le donne", di Maurizio Ferrera

Nessun presidente del Consiglio l’aveva mai riconosciuto così chiaramente: l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro è una questione indifferibile. Il capitale umano femminile è una grande risorsa sprecata nell’economia italiana, un potenziale fattore di crescita che non possiamo più permetterci di ignorare. Maggiore conciliazione fra responsabilità lavorative e familiari, più condivisione fra uomini e donne nello svolgimento delle mansioni domestiche e di cura, più attenta valorizzazione dei talenti femminili a ogni livello professionale e «tassazione preferenziale» per il lavoro femminile: il discorso programmatico di Mario Monti ha richiamato i punti essenziali di quell’«agenda-D» rimasta finora lettera (quasi) morta nell’azione di governo. L’esordio è promettente, ma occorre far presto e bene. Non solo perché nel mercato del lavoro le riforme impiegano molto tempo a produrre gli effetti desiderati, ma anche perché quando il gioco politico si farà duro (ad esempio sulle pensioni o sul nuovo diritto del lavoro) l’agenda-D rischia di finire su un binario morto. Come fare presto e bene? La sfida è quella di individuare le «scintille» giuste per i due punti cardine …

"Monti non si unisce al partito dei carini", di di Michele Prospero

Il compito che ieri attendeva Monti non era agevole. Poteva cavarsela con le civetterie di un novizio che finge estraneità ai riti della politica. O accentuare il distacco del tecnico che rimarca l’emergenza snocciolando sconfortanti cifre. E invece, a parte qualche inglesismo di troppo, nei toni, nelle citazioni (di chiara impronta cattolico-liberale: De Gasperi, Adenauer, Schuman) quello di Palazzo Madama è apparso un intervento con un severo senso dello Stato e pervaso persino da una dimestichezza con la politica che sembra una acquisizione antica. Monti non ha portato la cassetta degli attrezzi pronta per l’uso, a dispetto di ogni realtà recalcitrante. E questa immersione nella politica con il realismo di chi è consapevole delle resistenze è senz’altro un buon segnale. Vuol dire che egli saprà mediare se necessario, imporsi o adattarsi, se lo richiedono le circostanze. Per il momento, si mette sotto l’ombrello protettivo del capo dello Stato, riconosciuto come la fonte essenziale del suo mandato di governo. Non tarderanno le occasioni per navigare in mare aperto. Senza per questo limentare le fantasie maniacali dei …

«Allarme per i Comuni: bilanci a rischio», di Marco Cremonesi

Comuni che non potranno chiudere il bilancio, non sapendo quanto potrà loro arrivare dal fondo di solidarietà. Il migliaio di municipi grandi e piccoli che andranno al voto nella prossima primavera, non in grado di pubblicare i loro bilanci sui siti web, la rivoluzionaria opera di trasparenza prevista dalla nuova legge. Il Grande Incompiuto, il federalismo fiscale, è ormai definito nei contorni normativi, ma resta privo di molti dei provvedimenti attuativi in grado di trasformarlo in cosa viva. Di qui, l’appello del costituzionalista Luca Antonini è il presidente della Copaff, la Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale. In sostanza, l’ingegnere del federalismo fiscale: «Il nostro lavoro è stato soprattutto quello di superare il criterio della spesa storica: fin qui, chi più spendeva, e spesso più sprecava, più riceveva dallo Stato». L’architettura si regge sulla definizione dei fabbisogni standard: quanto può costare legittimamente un determinato servizio? In questi giorni sono arrivati i primi risultati dei questionari per standardizzare la spesa comunale: «Le disfunzioni che emergono — racconta Antonini — sono evidenti. Per esempio: nella fascia dei …

"La promessa di un’Italia più mobile e più rosa", di Valeria Fedeli

Tre ministre in tre posizioni chiave e la dichiarazione della questione femminile come «indifferibile». In altre parole: se non ora, quando? Non si possono non cogliere, nella totale novità della fase politica e culturale che si è aperta, segnali di chiarezza sulle scelte necessarie di cambiamento. Mario Monti ha parlato di riorganizzazione dell’intero sistema Italia. L’ha fatto mostrando estremo equilibrio tra esigenze di rigore, crescita ed equità, svelando, dietro l’aplomb da professore, un’idea di futuro non da libro dei sogni, ma come spazio di reali opportunità e desideri realizzabili giorno per giorno. È un’idea di Italia di donne e uomini, di giovani donne e giovani uomini. Aperta, meritocratica, anticorporativa, dinamica e solidale. Capace di tornare a giocare un ruolo centrale in Europa e nel suo necessario nuovo rilancio e costruzione. Di farci riscoprire quel sentimento di orgoglio che negli ultimi tempi aveva lasciato il passo a imbarazzi e indignazione. Di farci sperare che partecipare e contribuire al cambiamento può davvero farci intravvedere un Paese più giusto per donne e uomini, per la politica, per le …