Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Patto per il lavoro La richiesta delle parti sociali. Gli industriali: “Da noi collaborazione e supporto” Appoggio, con sfumature diverse, di Cgil Cisl e Uil", di Raffaello Masci

Dire che hanno marciato divisi per colpire uniti, sarebbe troppo. Tuttavia i vari soggetti del mondo produttivo e del lavoro, che ieri sono strati ricevuti dal presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti, hanno fornito una serie di indicazioni comuni, sia pur con sottolineature differenti. Crescita, equità nella distribuzione dei sacrifici, urgenza nelle misure, concertazione, sono state le istanze condivise. A cui – a seconda degli interessi rappresentati – si sono aggiunte altre richieste. Alle 15, dunque, Mario Monti ha ricevuto nel suo studio di senatore a vita, a Palazzo Giustiniani, le rappresentanze del mondo imprenditoriale e i sindacati. Ma mentre le prime si sono presentate unite in un’unica delegazione e con un pacchetto di richieste previamente concordate in una riunione avvenuta alle 13 nella sede di Confindustria, i secondi hanno sfilato separati. Gli imprenditori – Confindustria, Abi, Ania, Alleanza delle cooperative e Rete Imprese Italia – hanno, in sostanza ripresentato l’agenda in cinque punti che era già stata sottoposta, senza particolare successo, al governo uscente: previdenza, liberalizzazioni dei servizi e delle professioni, patrimoniale ma solo …

"Gli scatoloni del Cavaliere", di Carmelo Lopapa

«Questa casa non l´ho mai sentita mia, credetemi, lasciarla non mi suscita alcuna emozione», va ripetendo il Cavaliere ai suoi in queste ore, ostentando disinteresse per esorcizzare il più amaro dei traslochi. Vero è che Palazzo Chigi l´abbia amato poco e frequentato meno, durante i suoi «regni», in questi 17 anni. Giusto l´indispensabile. Casa e ufficio e parco divertimenti. Tutto insomma per lui è sempre stato e continuerà ad essere Palazzo Grazioli. Pochi effetti personali da portar via, racconta chi chiude gli ultimi scatoloni nelle stanze di fronte allo studio presidenziale del primo piano, ad angolo tra Piazza Colonna e via del Corso. L´operazione di repulisti più delicata, la cancellazione di ogni traccia su tutti i pc, il prelievo di dati e documenti, è stata completata con decine di chiavette sabato sera dallo staff di gabinetto. Un rapidissimo blitz mentre fuori impazzavano i festeggiamenti per l´addio. Saranno stati pure pochi effetti personali, sta di fatto che alle 15 di ieri pomeriggio, nel cortile sul retro della Presidenza del Consiglio, gli operai della ditta di traslochi …

Pieno e convinto sostegno ad un governo autorevole

Pieno e convinto sostegno ad un governo autorevole Bersani, Finocchiaro e Franceschini dopo la consultazione con il premier incaricato Mario Monti: “Abbiamo confermato pieno e convinto sostegno a questo sforzo e tentativo del professor Monti e dunque non abbiamo posto termini al governo”. “Noi diamo pieno e convinto sostegno ad un governo di autorevole e forte caratura tecnica e non per sostenere meno ma meglio Mario Monti”. Lo ha detto in una breve conferenza stampa il segretario Pier Luigi Bersani al termine di un’ora di consultazione con il premier incaricato Mario Monti e i capogruppo PD di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro. “Abbiamo confermato pieno e convinto sostegno a questo sforzo e tentativo del professor Monti e dunque “non abbiamo posto termini al governo” a continuato il leader democratico. Occorre “consegnare alla politica e ai gruppi parlamentari il compito di organizzare un percorso per costruire qualche urgente riforma. Abbiamo indicato la riforma elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari, le riforme costituzionali e istituzionali” ha spiegato Bersani. “Questo è il grande campo …

"Pd, ci devi stare pienamente", di Stefano Menichini

C’è un sondaggio, compiuto nella settimana della crisi e delle dimissioni di Berlusconi, che dà il Pd al 29,3 per cento, il Pdl sotto al 25, il calo di leghisti e dipietristi, il boom del Terzo polo con l’Udc oltre il 10. È un sondaggio molto positivo per il Pd, il quale gode – secondo La Stampa che ha commissionato la ricerca – del ruolo di sostenitore principale della soluzione del governo d’emergenza, mentre escono penalizzati non solo il partito dell’ex premier ma anche quelli delle ex maggioranza e opposizione che sono apparsi più riluttanti a dare un governo nuovo al paese. Di qui, forse, la resipiscenza di Di Pietro in queste ore. Gli spostamenti di consensi sono sostanziosi e anche sorprendenti, sta di fatto che sondaggi del genere e anche il clima in generale “condannano” felicemente il Pd al ruolo di motore della nuova fase politica. Paradosso fortunato. Conosciamo i dubbi che c’erano nel Pd nel momento di abbandonare la linea “elezioni subito”. E anche fra gli elettori democratici qualcuno avrà sorriso nel sentire …

"Spunta un piano: età obbligata a 62 anni e un bonus per chi lascia il lavoro dopo i 65", di Luisa Grion

In alternativa all´abolizione delle pensioni di anzianità, si pensa a un sistema di incentivi e disincentivi C´è l´idea di estendere a tutti il sistema contributivo pro-rata, e quella di anticipare quota 97 già nel 2012 Potrebbero essere accelerati i tempi per l´adeguamento dell´età delle donne nel settore privato. Sarà uno dei capisaldi della manovra «salva-Italia», uno dei temi che il presidente incaricato Mario Monti metterà ai primi posti dell´agenda economica chiamata a dare una risposta rapida alle richieste dell´Europa e dei mercati. La nuova riforma delle pensioni è in arrivo, e anche se il tema resta uno dei più spinosi da affrontare, il governo entrante troverà sul tavolo diverse ipotesi d´intervento dalle quali partire. Essenzialmente tre. Tre diversi modi d´intendere la «stretta», tre elaborazioni messe a punto nei mesi scorsi senza arrivare fino ad oggi ad alcun risultato concreto per via dei tanti ostacoli sollevati dentro e fuori l´ex-maggioranza. La prima strada – quella che in queste ore sembra essere la meno difficile da percorrere perché prevede una flessibilità d´interventi sui trattamenti d´anzianità – potrebbe …

"Il merito del Pd", di Alfredo Reichlin

Questo è davvero un grande passaggio per l’Italia. Sul governo (ministri, programmi, governo di emergenza, di transizione ecc.) non ho nulla da aggiungere. Sono molto colpito dal modo come si è mosso il Presidente della Repubblica: uno statista. Propongo solo qualche riflessione sull’insieme della situazione. Prima di tutto sul ruolo che ha giocato il Pd e che è stato a mio parere molto grande. Con serietà e pacatezza la nostra leadership ha ben compreso la grandezza del problema. Di fatto, noi stiamo pilotando una crisi che è anche la crisi di un semi-regime, durato quasi un ventennio. Qualcosa che ricorda il passaggio del 1901. Di questo si tratta. Non solo di ritrovare la fiducia dei cosiddetti mercati ma di sgombrare le macerie create anche (ma non solo) da un lungo regime populistico, guidato dall’uomo più ricco d’Italia. Non l’hanno ancora capito quelli che adesso si stracciano le vesti perché la “politica uscirebbe umiliata dal governo dei professori” Sciocchezze. Che cos’è per costoro la politica? La politica non è quel triste gioco per cui una bella …

"Lega in cerca di verginità. E di poltrone?", di Mariantonietta Colimberti

Lo sgarbo di ieri a Monti potrebbe essere il segno dell’apertura delle ostilità. Al momento, però, sembra piuttosto l’annuncio delle mani libere. Umberto Bossi ha scelto di non tornare a Roma per incontrare il presidente incaricato e così gli altri membri della delegazione. Motivazione ufficiale: la convocazione è arrivata quando tutti erano già andati via dalla capitale per partecipare alla segreteria politica del partito a Milano. Dunque, ieri solo una telefonata tra Bossi e Monti: la Lega non voterà la fiducia al governo, ma si riserva di valutare i singoli provvedimenti, caso per caso. Come mai? Che fine ha fatto la belligeranza dichiarata dei “duri e puri”? Il fatto è che tra gli adempimenti rimasti in sospeso con la caduta del governo c’è qualcosa che sta molto a cuore ai lumbàrd e che forse ha consigliato un atteggiamento più prudente: mancano ancora i decreti attuativi del tanto sofferto federalismo, a partire da quelli del federalismo fiscale e del federalismo demaniale. Un disastro, per chi ne ha fatto l’unica ragione di vita, pena la secessione. E …