"Putin, escort, Apicella L’Italia esce dall’era B. più povera e precaria", di Oreste Pivetta
Il ventennio berlusconiano non lascia in eredità riforme memorabili e neppure autostrade, ma una scia di veleni, scandali e leggi ad personam. Solo lui è diventato più ricco e gli sono persino ricresciuti i capelli. Berlusconi nella storia. Se era questa la sua ambizione è chiaro che può credere d’esserci riuscito. A prima vista, chi potrebbe contraddirlo. A settantacinque anni Berlusconi potrebbe ritirarsi contento e si ritirerà convincendo se stesso d’aver lasciato il segno. Potrà confidare ai suoi fedeli, che non mancheranno finchè non mancheranno le risorse, ’aver salvato l’Italia, dalla finanza assassina, dalle mani rapaci del’eurozona, dalle frane e dalle inondazioni, soprattutto dai comunisti. Racconterà d’aver preso per mano un povero paese e d’averlo condotto sulle soglie della modernità, lui, l’ottimista, il liberale, l’architetto del futuro, l’avanguardista, eccetera eccetera. L’uomo non è privo di immaginazione. Le frottole, che ha raccontato a noi per venti anni e passa, saprà raccontarle anche a se stesso. Quante altre imprese avrebbe potuto realizzare, il ponte sullo stretto un lampo dalla Calabria alla Sicilia, le centrali nucleari, la giustizia …
