Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

«C'è da festeggiare, con sobrietà», di Marina Sereni

Il Governo Berlusconi ha le ore contate. Quante volte lo abbiamo letto, scritto, desiderato? Oggi sta veramente per accadere e nella nostra gente sento incredulità e qualche interrogativo. Non e’ la caduta che ci si era immaginati: non c’e’ stato il voto di sfiducia classico e le dimissioni del premier sono, mentre scriviamo, ancora soltanto annunciate, anche se intanto si discute ampiamente di un nuovo Governo a guida Monti. Sabato sera pero’ all’annuncio seguirà il fatto: Berlusconi sara’ a tutti gli effetti l’ex Presidente del Consiglio. Si potrà festeggiare finalmente? mi chiedono alcuni nostri militanti. Si’, rispondo, con sobrietà perché le condizioni di vita delle persone sono difficili, le preoccupazioni per il posto di lavoro, la famiglia, l’azienda sono dure e le incertezze ancora molte. Tuttavia si deve e si può salutare con soddisfazione e speranza le dimissioni di Berlusconi, perché sono prima di tutto il risultato di una nostra battaglia in Parlamento e nel Paese. Mentre in tanti ci accusavano di fare del facile antiberlusconismo noi avevamo colto in anticipo sia la gravita’ della …

"Il Pdl si ribella a Berlusconi, caos e rischi di colpi di coda", di Francesco Lo Sardo

«Stiamo compiendo un suicidio politico. Facciamo nascere un governo tecnico al quale non potremo staccare la spina. Come si fa a sfiduciare un governo che attua i contenuti della lettera che Berlusconi ha portato a Bruxelles? Ovvio che non si può, salvo pagarne poi le conseguenze pesantissime in campagna elettorale…». La conclusione, si sfoga in serata un parlamentare del Pdl ex forzista non lontano dalle posizioni di Scajola – ma in queste ore convulse tutti gli schemi interni tra i berluscones sono saltati – è che «si arriverà alla scadenza naturale della legislatura nel 2013. Con Berlusconi che non sarà più candidato e il Pdl che sarà imploso». Perciò, continua, «io il governo Monti non lo voto. Perché se è governo tecnico resto contrario, coerentemente con quello che abbiamo detto dal 1994 a oggi. E se invece è un governo politico mascherato da tecnico, allora è solo una truffa. Ho fatto politica per quindici anni e concludo qui la mia carriera politica». Amen. Ma c’è un’ulteriore conclusione di valore politico più generale di questo ragionamento …

Le condizioni di Bersani: «Ora equità e nomi nuovi», di Simone Collini

Tra le condizioni poste dal leader dei Democratici, la «discontinuità» rispetto all’attuale governo e la necessità di una nuova legge elettorale. Monito a Sel e Idv per evitare il “fuoco amico”. «Certo che per noi sarebbe stato meglio andare subito a votare, ma il bene del Paese viene prima degli interessi di partito o dei destini personali». Pier Luigi Bersani non si stupisce delle perplessità e delle critiche che militanti e simpatizzanti del Pd esprimono via web, del fatto che mezza segreteria (a cominciare dal responsabile del settore Economia e lavoro Stefano Fassina) evidenzi i rischi che comporta questa scelta, o che l’autore della ormai storica “Velina rossa” Pasquale Laurito bocci il «governo dell’ammucchiata» e annunci che al prossimo giro mancherà il suo voto, dopo 67 anni di militanza tra Pci, Pds, Ds e Pd. Bersani sa bene quale sia nei sondaggi il vantaggio del centrosinistra rispetto al centrodestra, così come sa che con le urne nel 2013 tutto, candidatura alla premiership compresa, rischia di essere messo in discussione. Ma il leader del Pd ripete …

"La verginità della Lega", di Gad Larner

Se l’astuto Di Pietro cerca spazio mascherandosi da improbabile succedaneo dell´anticapitalismo indignado, mentre il trio Ferrara-Feltri-Sallusti strattona il suo Oligarca di riferimento affinché guidi un´improbabile rivolta contro la tecnocrazia europea, tocca invece alla Lega vivere il risveglio più amaro. Contro il governo Monti «ci rifacciamo la verginità», è scappato detto a Umberto Bossi. Una metafora che si presta a fin troppo facili controdeduzioni. Perché quella metafora riconosce la perdita dell´innocenza; e il rimpianto in politica è sinonimo d´impotenza. Non è un caso se la forza più accreditata a guidare l´opposizione sociale contro le ricette amare del risanamento, cioè la sinistra critica di Vendola, fornisce una prudente apertura di credito a Monti e preserva l´alleanza col Pd: la sfida globale al monetarismo e alla grande finanza nulla hanno a che spartire con la goffa convergenza populista Di Pietro-Bossi-Ferrara, destinata al flop. Benché ostenti sollievo, l´uscita dal governo nazionale rappresenta per la Lega una grave sconfitta; difficilmente rimediabile asserragliandosi nelle tre grandi regioni del Nord. Rifarsi una verginità non è dato in natura. E neanche in politica. …

"Irresponsabili il partito trasversale", di Michele Brambilla

È nato un nuovo gruppo in Parlamento: quello degli Irresponsabili. È purtroppo molto numeroso. Lo compongono quei deputati e senatori che in queste ore non pensano agli italiani che temono di veder svanire i risparmi di una vita, o di perdere il lavoro: pensano a quale soluzione sarebbe più conveniente per la propria bottega. Gli Irresponsabili stanno sia a destra sia a sinistra, sia fra i berlusconiani doc sia fra coloro che dell’antiberlusconismo hanno fatto la propria unica ragione sociale. Di Pietro, per esempio. Ha tuonato contro Berlusconi per anni. E ora che Berlusconi cade, lui a che cosa pensa? Pensa che un governo Monti sarebbe una pacchia. Ma non per il Paese: Di Pietro pensa che sarebbe una pacchia per lui, che se ne starebbe fuori, facendo fare ad altri la partaccia di chiedere sacrifici agli italiani. Tra un anno e mezzo, il suo partito raccoglierebbe alle urne i frutti del malcontento. Il caso della Lega è ancora più grave. Perché è più grave? Perché la Lega fa lo stesso ragionamento di Di Pietro …

"Così tramonta un regime", di Guido Crainz

Negli anni trionfali di Berlusconi era possibile sostenere con molti argomenti che non si trattava comunque di un regime: ma come definire il crollare per disfacimento che è sotto i nostri occhi, l´assenza totale di ricambio all´interno del centrodestra, le fughe accelerate e talora sorprendenti, dopo gli “irresponsabili” afflussi dei mesi scorsi (talora con protagonisti non dissimili)? “Muore ignominiosamente la Repubblica” scriveva il poeta Mario Luzi alla fine degli anni settanta: allora la tragedia investiva per intero il Paese e il ceto politico, oggi il centrodestra è in gran parte approdato alla farsa. Ad una dissoluzione senza nobiltà. All´indomani del 25 luglio del 1943 fra i tanti fedelissimi di Mussolini vi fu un solo caso drammatico, il suicidio per coerenza estrema di Manlio Morgagni, presidente dell´agenzia giornalistica di regime: “Il Duce non c´è più, la mia vita non ha più scopo”, lasciò scritto. Le cronache di questi giorni ci danno, fortunatamente, una tranquilla sicurezza: Morgagni non corre proprio il rischio di avere degli imitatori, neppure incruenti, anche se la paura del suicidio (con riferimento solo …

"Il popolo Idv contro Di Pietro "Non è il momento della demagogia"", di Carmine Saviano

Sul web i militanti dell’Italia dei Valori contro l’annuncio dell’ex pm di non votare la fiducia ad un eventuale governo Monti. “Caro Di Pietro, non è il momento della demagogia. Adesso bisogna salvare l’Italia”. Bastano poche parole diffuse dalle agenzie di stampa e dai quotidiani online: “L’Italia dei Valori non darà la fiducia a un governo Monti”. E in un attimo la rabbia di centinaia di militanti dell’Idv si riversa sulla pagina Facebook e sul blog 1 di Antonio Di Pietro. Non capiscono. Chiedono spiegazioni. Criticano in modo feroce la scelta dell’ex magistrato. “Antonio pensa al bene dell’Italia”, “Sei irresponsabile e populista come il peggior Bossi”, “Sono profondamente delusa da questa scelta”. I messaggi sono chiari e diretti. “Antonio, ma non ti rendi conti che la base del partito non comprenderà mai questa scelta?”. In molti revocano la fiducia al leader dell’Idv. Tra i tanti messaggi: “Un vero statista lo si riconosce dal comportamento in situazioni come questa. E tu purtroppo in questo momento sei una grandissima delusione”. Ancora: “Speravo in uomini come te ma …