Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La fine della seconda Repubblica", di Gianni Cuperlo

Dimissioni del governo, ma solo dopo il voto sulla legge di stabilità. E’ l’ultimo escamotage del Cavaliere, la mossa disperata di chi messo spalle al muro pensa di rompere il muro a testate. Per noi, invece, è l’avvio di un ciclo nuovo. Il che solleva il nodo di fondo: come le opposizioni si preparano al dopo. Non solo a un possibile governo di transizione o a una campagna elettorale ravvicinata, ma a quella ricostruzione del paese di cui ha parlato Bersani a San Giovanni. E allora non bisogna perdere tempo. Dobbiamo tirare un filo alternativo. Perché, nel breve, potremmo anche dover votare provvedimenti duri e severi, ma tanto più peseranno moltissimo le scelte e gli indirizzi futuri. Insomma l’idea dell’Italia che ci impegniamo a costruire dopo la destra. Sapendo – e questa è la premessa – che l’epicentro della crisi che ha sconvolto il mondo e rischia di travolgerci è nello sviluppo sregolato della finanza in economia, ma soprattutto in una crescita immorale delle diseguaglianze. Di fronte a questa doppia verità la politica e i …

"Possiamo farcela" di Ferruccio De Bortoli

La nomina, a sorpresa, di Mario Monti a senatore a vita prelude alla sua designazione, appena sarà approvata in tutta fretta la legge di stabilità, alla guida di un esecutivo di emergenza nazionale. Una mossa che sottrae il nome dell’economista milanese alla contesa politica e ne sottolinea le qualità super partes. È significativo che la scelta di Napolitano abbia la controfirma, non necessaria, di Berlusconi. Il premier uscente, è bene ricordarlo, ebbe il merito di proporre, nel ’94, il presidente della Bocconi come commissario europeo. Il pensiero di Monti è noto ai lettori del Corriere. Il prestigio internazionale è indiscusso. La sua bussola è l’Europa. Non è un freddo tecnocrate, è un italiano appassionato, disposto a svolgere il ruolo di civil servant senza mire personali. È portatore di idee, non di interessi. Una svolta clamorosa. Indispensabile e indifferibile dopo quello che è accaduto ieri sui mercati: il crollo della Borsa, lo spread fra i nostri Btp e i Bund tedeschi a 553 punti, lo spettro di un default alla greca. La regia del presidente della …

"Il Cavaliere: è finita la Seconda Repubblica", di Claudio Tito

«Nel ´94 è finita la Prima Repubblica, ora finisce la Seconda». La melanconia con cui Berlusconi nell´ultimo vertice del Pdl ha dato il via libera alla candidatura di Monti è forse condita da un eccesso di solennità. Ma dà bene il senso del passaggio che si è consumato nel giro di 12 ore. L´idea che non solo la stagione politica del Cavaliere è finita ma anche quella del berlusconismo è racchiusa in quella frase. E infatti le conseguenze politiche che derivano dalla nascita di un esecutivo guidato da un “esterno” vanno bel al di là di una semplice e ordinaria successione a Palazzo Chigi. Si chiude un ciclo che, però, apre una serie di questioni dentro e fuori gli schieramenti. Basti pensare all´esplosione che sta subendo il Popolo delle libertà. Il principale partito italiano sembra deflagrare in mille correnti e gruppi di potere proprio come accadde 17 anni fa con la Dc e il Psi. Una miriade di corpuscoli alla ricerca di un nuovo agglomerato e attratti dal Terzo polo di Casini. Non solo. Nel …

«L’Italia prima di tutto, Sì a un governo diverso ma niente ribaltoni», di Simone Collini

Il segretario del Pd: «Basta con i giochetti. Ora un esecutivo di emergenza per fermare la crisi sui mercati. Se la destra non ci sta, subito alle elezioni». La spinta della piazza: «La nostra manifestazione è stata determinante per l’esito della crisi. Chi è venuto a Roma non lo ha fatto per niente». Questo governo ci ha precipitati nel discredito, nell’umiliazione, nella totale mancanza di credibilità». La preoccupazione per l’andamento della Borsa e per il nuovo record segnato dai tassi d’interesse dei Buoni del tesoro sembra quasi superare la soddisfazione per le annunciate dimissioni di Berlusconi. Dice Pier Luigi Bersani che la soddisfazione è «per come abbiamo condotto una battaglia che si sta rivelando positiva, per come abbiamo indotto il Parlamento a certificare la crisi della maggioranza col voto, e per come abbiamo ottenuto l’accelerazione della fase politica». Oggi viviamo «un disastro annunciato», dice guardando ai dati economici. «Almeno da noi». Il leader del Pd parla nel suo studio a Montecitorio. Lo sguardo è ora rivolto a domenica quando, «se il Presidente della Repubblica ritiene, …

"Una vita con B", di Massimo Gramellini

Politico, impresario, presidente di calcio, venditore di sogni, comico, playboy. Vent’anni passati (per lavoro) a seguire l’ascesa di Berlusconi. Forse solo adesso che sta, oh molto lentamente!, evaporando nell’album dei ricordi, comincio a rendermi conto con un certo spavento che ho trascorso metà della mia vita a occuparmi di B. Anche molti di voi, lo so. Per quanto un po’ meno di me, che come cronista l’ho avuto accanto fin dal primo giorno di lavoro. Quando il mio vicino di scrivania al «Giorno» mi mostrò una fotografia del neo-presidente del Milan fra Baresi e Maldini. «Tempo sei mesi e al loro posto ci saranno due carabinieri!» mi vaticinò, quel comunista. La prima di tante previsioni sbagliate. Sei mesi dopo al posto dei carabinieri c’ero io, ma B non era nelle condizioni di spirito per farci caso. Eravamo in un salone dei palazzi vaticani per l’udienza del Milan col Santo Padre. Un vescovo si avvicinò a B: «Come d’accordo, Sua Santità parlerà dopo di lei…» B, che non ne sapeva nulla, sorrise al porporato, poi si …

"La svolta del Quirinale", di Massimo Giannini

In piena bancarotta politica, e a un passo dalla bancarotta finanziaria, l´Italia trova finalmente una via d´uscita. Non solo dal suo mercoledì nero, ma soprattutto dal suo Ventennio berlusconiano. Grazie all´accelerazione impressa alla crisi dal presidente della Repubblica, il Paese evita quella che stava ormai diventando una suicida «via patriottica al default». Il Cavaliere impegnato a pasticciare sul maxi-emendamento e sulla sua «lettera d´intenti» alla Ue, con l´idea malcelata di trasformarla nel rivoluzionario «manifesto liberale» sul quale giocarsi la campagna elettorale, e di brandirla come una clava contro la solita sinistra «nemica» delle riforme volute dall´Europa. La cerchia ristretta dei suoi «lieutenant», chiusi nel bunker a imprecare contro il «direttorio franco-tedesco» come un tempo si malediva la «perfida Albione». I suoi corifei asserragliati in tv e nei giornali di famiglia, intenti a inveire contro gli «speculatori» come un tempo si vaneggiava della «congiura giudo-pluto-massonica». E nel frattempo i mercati all´opera, per celebrare il fallimento dell´Italia con un funerale di «rito greco». Fuga di massa da Bot e Btp, spread e premio di rischio alle stelle, …