Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Il debito secondo Brunetta", di Marcovaldo

Il fantasioso ministro Renato Brunetta l’altra sera a «Porta a Porta» ha sostenuto, con la sua incontenibile veemenza, che il governo di unità nazionale non s’ha da fare perché quel tipo di governi ha prodotto nel nostro Paese un aumento enorme del debito pubblico. Uno pensa che l’Italia abbia avuto chissà quanti governi di unità nazionale e per tempi così lunghi da riuscire a rovinare i conti dello Stato. Ma, come è noto, di esecutivi così ce ne sono stati quattro: uno dopo la guerra (1945-1947), uno nel periodo del terrorismo (1976-1979), uno durante la bufera di tangentopoli (1993-1994) e l’ultimo dopo la crisi del primo Berlusconi (1995-1996) . Solo sette anni su sessantasei di vita repubblicana. In quei periodi, come è facile desumere dai dati ufficiali, il debito pubblico fu tenuto sotto controllo e anzi, prima Ciampi e poi Dini realizzarono, con il patto sociale, importanti riforme strutturali che consentirono risanamento nei conti. Il debito prese a volare, invece, nel decennio dei governi pentapartito tra gli anni ’80 e ’90 quando grazie a Craxi, …

"I fondi per l’Ambiente e il gioco delle tre carte I soldi tornano indietro", di Marco Bucciantini

E’come il gioco delle tre carte. Quella vincente c’è, ma non esce mai. Perché la mano che guida il gioco ha interesse a nasconderla, e incassare così i soldi dell’avventore. Con i finanziamenti per l’ambiente e il territorio è la stessa manfrina. I soldi aleggiano, come la carta vincente. Poi spariscono, non li vede nessuno: non gli enti locali interessati, non i cittadini in forma di opere realizzate per la loro sicurezza. Quei soldi restano al banco, e si scoprono solo le due carte perdenti. Due colpi da baro che assicurano il medesimo effetto: i soldi vengono promessi, annunciati, ma non vengono mai spesi. E restano così al governo, che può impiegarli (o solo prometterli) altrove. Altre volte i soldi ci sono, ma è una finzione: le opere sono progettate e decretate. Ma non vengono mai “cantierizzate”. Per molti motivi: per mancanza di forza politica, per impedimenti tecnici, per eccesso di burocrazia. Ma il perché non è discriminante, come ha confermato la Corte costituzionale appena 3 mesi fa, giudicando un ricorso della Regione Liguria proprio …

"Per le opposizioni la partita non finisce", di Rudy Francesco Calvo

E ora? La tempistica scelta da Berlusconi complica l’ipotesi di un governo di larghe intese. Ora le opposizioni garantiranno una rapida approvazione della legge di stabilità, per accelerare il più possibile le dimissioni del governo. «Certo, non sarà la nostra manovra, ma non possiamo fare altro», spiegano fonti parlamentari democrat. Poi si apre una pagina bianca, tutta da scrivere, checché ne pensi Berlusconi. Pd, Idv e Terzo polo hanno proceduto finora di pari passo e così faranno anche in quelli che si preannunciano come gli ultimi giorni del ventennio berlusconiano. A imporlo sono, da una parte, i mercati e, dall’altra, il capo dello stato: il maxiemendamento (ancora inesistente) contenente le misure anti-crisi imposte dall’Ue arriverà in aula al senato martedì prossimo, senza lo scudo della fiducia e senza le barricate delle opposizioni. Tempo pochi giorni e il testo passerà alla camera, dove sarà approvato in via definitiva con pari trattamento. I più ottimisti fissano così già alla fine della prossima settimana le dimissioni di Berlusconi, più realisticamente si dovrà attendere quella successiva, attorno al 23 …

L’Ue non si fida più «Italia, necessarie misure aggiuntive», di Marco Mongiello

L’Ue è fortemente preoccupata per la crisi italiana. In una lettera inviata venerdì si chiedono spiegazioni e si avanza la possibilità che servano «misure aggiuntive» per superare la crisi. Allarme per lo spread. «La situazione economica e finanziaria dell’Italia è molto preoccupante» e le risposte «sulle misure da attuare devono arrivare il prima possibile con questo o con un altro governo». Alla fine di una lunga e convulsa giornata di riunioni a Bruxelles è questa la conclusione a cui è arrivato il commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn, che ieri ha fatto partire d’urgenza la missione di monitoraggio dell’Italia. Secondo gli esperti della Commissione europea inoltre la manovra di bilancio approvata quest’estate non è sufficiente. In un questionario inviato venerdì per chiedere dettagli sulle riforme promesse da Berlusconi i funzionari dell’Ue hanno scritto che «nell’attuale contesto economico la strategia di bilancio pianificata non assicura il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013» e quindi «saranno necessarie misure aggiuntive per raggiungere gli obiettivi per il2012 e il 2013». Al momento la richiesta di …

"Cala il sipario sul Truman Show", di Barbara Spinelli

Ci sono due scene, nel fine regno di Berlusconi, che dicono la sua caduta con crudezza inaudita: più ancora del voto del rendiconto dello Stato che ha attestato, ieri, lo svanire della maggioranza. Ambedue le scene avvengono fuori Italia, trasmesse dal mezzo che Berlusconi per decenni ha brandito come scettro: la tv. La prima è il riso di Sarkozy e Merkel, quando una giornalista chiede se Roma sia affidabile. È l´equivalente del lancio di monete su Craxi: un´uccisione politica. La seconda scena è del 4 novembre, dopo il G20 a Cannes, e forse è quella che parla di più. Con volto tirato, stupito, il Premier ripete che di crisi non c´è traccia, che «per una moda passeggera» i mercati s´avventano sul nostro debito sovrano: «Noi siamo veramente un´economia forte, la terza economia europea, la settima economia del mondo… la vita in Italia è la vita di un Paese benestante, in tutte le occasioni questo si dimostra… i consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, con fatica si riesce a prenotare posti negli aerei, i …

"Senza B", di Massimo Gramellini

Se penso a un’Italia senza B, immagino un brigadiere che si addormenta mentre intercetta le telefonate fra il professor Monti e Mario Draghi. Oh, mica voglio un’Italia di banchieri. Ma un po’ grigia e barbosa, sì. Non moralista, morale. Che per qualche tempo si metta a dieta di barzellette, volgarità, ostentazioni d’ignoranza. Dove l’ottimismo non sia la premessa di una truffa, ma la conseguenza di uno sforzo comune. Un’Italia solare, anche nell’energia. Con meno politici e più politica. Meno discorsi da bar e più coerenza fra parole e gesti. Una democrazia sana e contenta di sé, che la smetta di prendere sbandate per gli uomini della provvidenza e si ricordi di essere viva ogni giorno e non solo una volta ogni cinque anni per mettere una crocetta su una scheda compilata da altri. Un’Italia di politici che non parlano di magistrati, ma coi magistrati (se imputati). E di magistrati che parlano con le sentenze e non nei congressi di partito. Di federalisti che non fanno rima con razzisti. Un Paese allegro e però serio. Capace …

"Voltare pagina", di Ezio Mauro

“Consapevolezza”, “preoccupazione” e infine “dimissioni”. Tre parole che sono mancate per anni nel vocabolario berlusconiano, e che il premier ha dovuto pronunciare ieri davanti a Napolitano, annunciando la fine del suo governo dopo aver perso alla Camera la sua maggioranza. Finisce un´epoca durata 17 anni e si apre una crisi che passa interamente nelle mani del capo dello Stato: senza più spazio per furbizie e manovre sulla pelle del Paese. Berlusconi ha annunciato che si dimetterà un minuto dopo l´approvazione della legge di stabilità, con le misure di risanamento imposte dall´Europa. Quelle misure sono indispensabili, a due condizioni: che si badi all´essenziale, sfrondando dal pacchetto le norme ideologiche volute dai Sacconi e dai Brunetta – cercando così un percorso concordato con le opposizioni – e soprattutto che si agisca con la massima urgenza, dopo che i mercati ci hanno già fatto pagare duramente le incertezze e le contraddizioni di Berlusconi. Ieri, mentre il premier incontrava i dissidenti cercando di resistere, l´Europa ci dava una settimana di tempo, ci chiedeva 39 chiarimenti e ci avvertiva che …