Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

«Una scena impietosa Italia ridicolizzata per colpa del governo», di Andrea Carugati

L’europarlamentare Pd: «ll nostro Paese avrebble possibilità per farcela. Questo governo ci costringe a combattere con le mani legate, senza idee credibili». Quella di Merkel e Sarkozy è una risata molto amara per il nostro Paese. L’Italia viene messa alla berlina dall’Europa, ma non merita tutto questo. Nessuno può offendere l’Italia in questo modo», dice David Sassoli, capodelegazione Pd al parlamento europeo. I due leader hanno sorriso in risposta a una domanda sulle rassicurazioni offerte da Berlusconi sulla crisi… «Quella risata è una fotografia impietosa, e la cosa che fa più rabbia è che il nostro Paese avrebbe tutte le possibilità per farcela, mentre questo governo ci costringe a combattere con le mani legate, senza un’idea, una proposta. Spero che gli italiani esprimano la giusta dose di rabbia per tutto questo…». C’è un ultimatum all’Italia. «La situazione è drammatica e la riunione del Consiglio europeo lo ha consacrato. Siamo in una guerra, davanti ad un’Europa, quella di Merkel e Sarkozy, che presenta anche un volto egoista. L’Italia avrebbe tante buone ragioni da spendere, anche di …

Barroso a Berlusconi: "Il modello è Zapatero", di Amedeo La Mattina

Lo avevano avvertito sabato sera, alla cena del Ppe. Attento presidente, Merkel, Sarkozy, Barroso e Van Rompuy saranno duri, molto duri. Ti diranno che «il problema sei tu» e la tua capacità politica di affrontare le questioni che ti pongono in Europa, di tenere fede agli impegni, di fare le riforme. Anche di assicurare l’obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2013. In sostanza ti diranno, in maniera indiretta, che dovresti dimetterti. Solo così l’Italia potrà riprendere quota. Di fronte a queste anticipazioni, che gli sono arrivate da fonti diplomatiche, Berlusconi è andato in escandescenza: «Ma questa sarebbe un’ingerenza inammissibile! Hanno deciso di farmi la guerra? Vediamo se sono capaci di dirmelo in faccia!». Quello che ieri è andato in scena davanti ai giornalisti, con le parole e i sorrisini di Merkel e Sarkozy, certifica come Berlusconi non venga considerato all’altezza della sfida. Nei colloqui a margine del vertice Ue il presidente francese e la cancelliera tedesca non hanno chiesto al Cavaliere di mettersi da parte. Ma hanno espresso a più riprese la loro grande …

"La scelta che il premier non può più rinviare", di Mario Calabresi

E’ odioso essere commissariati, essere cittadini di uno Stato a sovranità limitata, a cui premier stranieri dettano l’agenda delle riforme e impongono tre giorni di tempo per dare risposte. È irritante assistere ai risolini e agli ammiccamenti di Merkel e Sarkozy quando sentono parlare d’Italia e di Berlusconi: ciò non è accettabile ed è irrispettoso. È umiliante ascoltare che l’Europa ci considera alla stregua della Grecia, anzi – a quanto ci risulta – al vertice di ieri è stato detto che «in questo momento non solo l’Italia è in pericolo, ma è il pericolo». Il rispetto però ce lo si conquista con la credibilità e mantenendo gli impegni e tutto questo a noi manca da troppo tempo. Siamo il malato d’Europa perché il governo è paralizzato e non riesce a indicare una direzione di crescita e riforme. In tutto il Continente, pur tra mille divisioni, si concorda su una cosa: o il premier italiano cambia improvvisamente marcia o – per il bene di tutti – si fa da parte seguendo l’esempio spagnolo. La Stampa 24.10.11 …

"Commissariati da "Merkozy"", di Tito Boeri

Doveva essere il week-end del salvataggio dell´euro e dell´intera costruzione europea. Lo ricorderemo invece per i sorrisi sarcastici di Sarkozy alla conferenza stampa in chiusura del vertice europeo, quando gli è stato chiesto un giudizio sugli impegni presi dal nostro presidente del Consiglio. Lo ricorderemo per gli ammiccamenti fra il presidente francese e Angela Merkel. Lo ricorderemo per il lungo silenzio di quest´ultima di fronte ai dubbi espressi in modo così evidente sulla credibilità di chi rappresenta il nostro Paese. Questo teatrino non solo è umiliante, ma anche ha dei costi per tutti noi: è difficile per chi guarda all´Italia dall´estero scindere le opinioni sul nostro presidente del Consiglio da quelle sulle nostre istituzioni. Ieri il “duunvirato Merkozy” ha operato un netto distinguo tra, da una parte, Grecia e Italia e, dall´altra, gli altri paesi coinvolti nella crisi del debito. Si sono rivolti a Berlusconi e a Papandreou come se fossero loro il problema, come se avessero “la stessa faccia”, e le nostre istituzioni fossero della “stessa razza” di quelle che in Grecia hanno per …

"La paga d'oro dei politici siciliani Fino a 10 mila euro per consigliere", di Gian Antonio Stella

«M’ assettu o cunsigghiu e soddi ggià pigghiu», dice una canzone ironica del cantastorie Antonino Caponnetto, in arte BriganTony: mi siedo al Consiglio e soldi già piglio. Tanti, in certe realtà. Fino ai numeri da capogiro di Agrigento o di Palermo, dove un consigliere comunale può arrivare, pare impossibile, a diecimila euro al mese. Lo spiega, in una lettera a Raffaele Lombardo e all’assessore regionale al bilancio Gaetano Armao, l’avvocato agrigentino Beppe Arnone, storico avversario degli abusivi, da sempre vicino a Legambiente. Il sistema delle indennità ai sindaci e agli assessori, come testimoniano i dati dell’Anci, è un caos. Certo, esistono regole di base. Ma poi le disparità da regione a regione possono essere abissali. Per capirci, il sindaco di Bolzano è di gran lunga il più pagato d’Italia, quello di Bressanone prende quasi 1.000 euro in più di quello di Milano e quello di Merano, proporzionalmente agli abitanti, guadagna 77 volte più di Gianni Alemanno. Il nodo di fondo è che le regole generali sono ignorate nelle Regioni a statuto speciale. Dove il diritto …

Il Pd al tempo dei giovani «Unito e con più coraggio», di Maria Zegarelli

A Bologna parte la kermesse di Serracchiani e Civati. «Primarie per i parlamentari, lotta per la legalità e all’evasione, più scuola e una nuova politica». Chi sono? «Innovatori, non rottamatori». Il Pd? «Più coraggioso». Scenografia minimal, niente effetti speciali, il bianco a farla da padrone, unica nota di colore le bandiere del Pd, niente cartelline ma cartoni della pizza per contenere il materiale. Toni sobri e freddo intenso al mattino, che stempera nel pomeriggio, ma sempre piena la tensostruttura in piazza Maggiore a Bologna, dove va in scena la kermesse organizzata da Pippo Civati e Debora Serracchiani, «Il nostro tempo». Sette minuti a testa per gli interventi, ospiti sul palco a coppia e con un tema preciso di cui parlare, una sveglia a dettare i tempi, big e giovani amministratori, dirigenti navigati e esordienti. Quanti sono in platea? Tanti, piene le 1200 sedie, gente in piedi, chi va e chi viene. INNOVATORI NON ROTTAMATORI È una platea che si autodefinisce, attraverso un «instant-pool» innovatrice al 75%, rottamatrice soltanto un po’ (il 5%), che in buona …

"L'Italia che non si arrende", di Claudio Sardo

La credibilità del governo italiano è sotto zero. Il contagio della crisi greca – prodotto anche dal fallimento delle politiche europee – è una minaccia che incombe su di noi, accentuata dalle nostre strutturali debolezze. L’Europa vive un passaggio cruciale, da cui dipenderà il destino della moneta unica e probabilmente dell’intera Unione E in questo passaggio l’Italia non c’è. Non è rappresentata. Il suo premier non facilita il compromesso finale, non cerca di spostare l’asse europeo verso un rafforzamento delle istituzioni comunitarie (come nella storia del nostro Paese): è piuttosto un problema, un interlocutore sgradito, un’incognita che grava sull’intera Europa. Le cancellerie dell’Occidente si domandano come mai una sfiducia così ampia, interna ed esterna, non basti a innescare un ricambio, un rinnovamento. Ma il sistema modellato dalla Seconda Repubblica è così rigido, così strutturato su leadership personali, da consentire a Berlusconi di resistere nel bunker pur avendo contro, non solo le opposizioni, ma tutte le forze sociali e persino buona parte del suo partito. La stessa politica è così screditata da alimentare disillusione e disimpegno: …