Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Nella faida leghista spunta la black list", di Andrea Carugati

Un foglietto con 12 deputati maroniani da «non ricandidare». Tra loro Giorgetti e Stucchi. «L’ha compilata Reguzzoni». Dopo la lista dei 47 leghisti epurandi di Varese, ora c’è un altro elenco ad agitare le già tesissime giornate del Carroccio. Un foglietto con sopra scritti i nomi di 12 deputati vicinissimi a Maroni, con una indicazione precisa: non vanno ricandidati. Al gruppo leghista a Montecitorio non si parla d’altro. La lista, secondo fonti maroniane, sarebbe stata compilata dal capogruppo Reguzzoni, uomo di punta del cosiddetto Cerchio magico e “bestia nera” degli uomini più vicini al ministro dell’Interno. Sarà un caso,ma in cima al foglietto spiccano i nomi dei più acerrimi rivali di Reguzzoni, a partire da Giancarlo Giorgetti, presidente della commissione Bilancio di Montecitorio e segretario della Lega in Lombardia, fino a poco tempo uomo ombra del Senatur per tutte le delicate partite in campo economico, ora in difficoltà dopo le critiche di Bossi per a gestione del tumultuoso congresso a Varese. E ancora, compare anche il nome di Giacomo Stucchi, da mesi in attesa di …

"Scilipoti show, meglio del circo", di Silvia Cerami

Massoni, modelle, fascisti, compaesaani, aristocratici, agopunturisti, attori, suore e molto atro: è il congresso del Movimento di responsabilità nazionale, ultimo prodotto della Seconda Repubblica. Svoltosi a Roma «sotto la protezione di Dio e degli angeli custodi» Strette di mano, ovazioni, applausi, standing ovation. L’Auditorium del ‘Massimo’ a Roma è gremito. Sono tutti lì per Domenico Scilipoti. Il nuovo leader della politica italiana. Il peones si è trasformato in re. Scende dall’auto blu e la banda, arrivata direttamente da Caltanisetta, suona la fanfara. Tra ali di folla, Mimmo debutta nel mondo che conta. Saluta, firma autografi, sorride ai flash. Si gode l’osannazione. Scily Potter, il maghetto della politica italiana, ce l’ha fatta. Persino Silvio Berlusconi se n’è dovuto fare una ragione. Si lascia fotografare accanto a un uomo di cotanta statura, canta con lui l’inno di Mameli, e poco importa se sbagliano le parole, “grazie a Mimmo durerò cinque anni, non posso che essergli riconoscente” fa modestamente sapere. Mimmo ha superato il maestro. Di prima mattina arrivano i pullman dalla Sicilia, il palco è un tripudio …

Bersani: governo a fine corsa «Ora l’alleanza con gli italiani», di Simone Collini

«Non possono fare con un provvedimento ciò che non hanno fatto in tre anni». Pier Luigi Bersani osserva a distanza i movimenti del governo sul decreto sviluppo, il va e vieni di ministri a Palazzo Grazioli, le uscite di chi preventiva un pacchetto di misure a costo zero e di chi sostiene che una simile ipotesi sarebbe impraticabile. E la conclusione del leader del Pd non è sotto il segno dell’inedito: «Devono farsi da parte ». Il richiamo dell’Unione europea ad approvare in tempi rapidi riforme strutturali per la crescita costituisce per Bersani un ultimo avvertimento che esporrebbe il nostro Paese a gravi rischi, se disatteso. Ma ormai, dice il vicesegretario del Pd Enrico Letta, è evidente che questo governo «invece di essere costruttore di soluzioni è diventato il problema di questo Paese». E determinate uscite di personalità di primo piano del centrodestra spingono il Pd a stringere i tempi per quella che Bersani definisce l’«alleanza con gli italiani». Un’alleanza che il leader dei Democratici vorrebbe già visibile in piazza San Giovanni, il 5 novembre, …

L’Europa boccia Berlusconi «Ora servono nuove misure», di Laura Matteucci

È «urgente e importante» una «tempistica concreta» sull’adozione delle misure per la crescita, con obiettivi e scadenze «dettagliati». La lettera della Bce non è bastata, l’Italia era e resta un sorvegliato speciale. Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto quantomeno discutere il decreto Sviluppo, e invece non s’è nemmeno riunito (ma del resto il decreto «non è urgente», come è riuscito a dire Berlusconi), l’Europa torna a incalzare l’Italia e a sconfessarne il presidente del Consiglio. Con il richiamo del commissario agli Affari economici Olli Rehn, la Ue «prende atto dello slittamento del decreto», rinvio che evidentemente vede con preoccupazione, e chiede al governo chiarezza sulla politica di bilancio e forti misure per lo sviluppo «con la massima urgenza». Perchè l’Italia ha bisogno di «riforme strutturali oltre al consolidamento di bilancio, per liberare il potenziale di crescita e per la creazione di posti di lavoro »: la mancanza di crescita «è il suo tallone d’Achille». Tutta l’Europa è in pressing su Roma: soprattutto Germania, Francia e Olanda attendono indicazioni precise in occasione …

"Anche l’esercito dice basta a Berlusconi", di Gianni Del Vecchio

Non basta il caos politico, contro il governo anche le organizzazioni di rappresentanza dei militari. Quella appena finita è forse la settimana più brutta per il governo e la maggioranza che lo sostiene. Almeno da un punto di vista elettorale. Il bacino di voti che negli ultimi anni ha premiato Pdl e Lega si sta pian piano prosciugando. Lunedì a Todi il mondo cattolico si è riunito per discutere del post Berlusconi; martedì Confindustria e gli imprenditori hanno ribadito che per il premier il tempo è scaduto; sempre martedì i poliziotti sono scesi in piazza per protestare contro i ripetuti tagli di Tremonti. Giovedì e venerdì infine sono state le giornate di militari e carabinieri: hanno detto basta a questo esecutivo e soprattutto all’ipocrisia dei suoi componenti. Fa impressione il duro attacco venuto dal Cocer interforze, un organismo che rappresenta gli interessi e le esigenze dei militari dell’esercito, della marina e dell’aeronautica (una sorta di sindacato delle forze armate). Nel comunicato si spera addirittura nel crollo dell’esecutivo: «Giudichiamo fallimentare la gestione del sistema di difesa …

"Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci", di Nicoletta Cottone

Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci. La Corte Costituzionale, decidendo sul caso Stancanelli, senatore del Pdl e sindaco di Catania, ha bocciato la legge 60/1953 nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di un comune con più di 20mila abitanti. Con la sentenza 277/2011, (presidente Alfonso Quaranta, giudice redattore Paolo Grossi), è stata, dunque, dichiarata «l’illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (Incompatibilità parlamentari), nella parte in cui non prevedono l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti». La vicenda nasce dal ricorso di un elettore A sollevare la questione dinanzi alla Consulta è stato il Tribunale civile di Catania, al quale un elettore, Salvatore Battaglia, aveva fatto ricorso. Candidatosi a sindaco di Catania nel giugno del 2008, quindi dopo essere stato eletto due mesi prima senatore del Pdl, Raffaele Stancanelli aveva mantenuto il doppio incarico. Vale per tutti i parlamentari divenuti sindaci di grandi città …

La politica non negozia i valori ma la convivenza

Confronto pubblico tra Bersani e monsignor Fisichella. Bersani ai cattolici: “Serve accumulo di risorse morali, non un partito. Facciamo un’agenda italiana sui temi etici”. “La politica non deve negoziare i valori etici o religiosi ma deve dare soluzioni concrete ai problemi, occupandosi della ‘convivenza’ ed evitando scelte ‘divisive’ che nuocerebbero a un Paese già spaccato”. Lo ha detto il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, durante un confronto pubblico con monsignor Rino Fisichella. Al confronto, svoltosi in via della Conciliazione, era presente il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, e numerosi prelati che hanno applaudito Bersani. Il tema del confronto era la “laicità e Vangelo”, e prendeva spunto dal recente libro dello stesso monsignor Fisichella dedicato alla nuova evangelizzazione. Bersani ha convenuto sul fatto che “la laicità non è semplice neutralità perchè senza alcuni valori comuni non esisterebbe convivenza. E il primo di questi valori comuni – ha spiegato – è che l’uomo non è solo natura, l’uomo non è solo un grumo di cellule”. Toccando poi i temi bioetici Bersani ha aggiunto: “Sono convinto …