"Numeri senza politica", di Michele Prospero
I numeri ricevuti alla Camera, inferiori a quelli preventivati, per ora evitano a Berlusconi l’umiliazione della resa senza condizioni ma non gli garantiscono certo le basi di una politica efficace. Con margini sempre più risicati, il Cavaliere resiste al comando diun esecutivo screditato agli occhi del mondo. Oggi il sistema politico è paralizzato e sembra imboccare la scivolosa strada in cui la legalità dei numeri sfida la legittimità.unleader disperato e sempre più solo. Con numeri racimolati in modo sfacciato, egli irride alla maggioranza reale del Paese (quella emersa non solo nei sondaggi, che sono sempre fotografie meramente virtuali del consenso, ma nelle elezioni amministrative e nei referendum), fa sberleffi alle richieste, mai così esplicite, dei sindacati, della Confindustria, dei principali giornali di opinione. Tutti avvertono che esiste uno scarto enorme tra una società angosciata per un presente che promette solo tempeste per colpa di un governo inetto e il rifugio di comodo dietro la forza legittimante dei numeri. I numeri sono l’essenza della democrazia ma diventano uno schermo assurdo quando il rito stanco dei voti …
