Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Il governo ha fallito. Serve un quadro politico tutto nuovo

Scenari attuali e prospettive di cambiamento sono stati al centro del dibattito “L’Italia di domani” che ha visto la partecipazione Michele Ventura, vice capogruppo PD alla Camera e Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, intervistati dalla giornalista dell’Unità, Maria Zegarelli Alla luce della nuova manovra economica e di tutte le marce indietro che il governo ha intrapreso quotidianamente, Ventura ha ribadito che in Europa e a livello internazionale “il governo Berlusconi è del tutto non credibile e inadeguato per far fronte alla crisi. Servono forme di integrazione delle politiche economiche e finanziarie europee. Noi ne paghiamo le conseguenze in quanto il nostro governo è completamente screditato”. Per Ferrero “la maggioranza procede a stop and go dando un segnale di debolezza e, soprattutto, di furbizia. Temo che alla fine la manovra sarà molto più pesante di come è adesso. Questa manovra è iniqua perché colpisce lo stato sociale, il lavoro dipendente, i pensionati; è recessiva; è inutile alla lotta contro la speculazione finanziaria perché non mette la mordacchia agli speculatori”. Un difetto che per il segretario …

"Cooperative infuriate: ingiusto tassarci", di Stefano Luppi

I presidenti delle tre centrali ( oltre 300 aziende) contro l’abolizione degli sgravi: un attacco alla solidarietà e all’equità. Difficile trovare ieri una categoria soddisfatta della manovra licenziata lunedì sera dal vertice di Arcore tra Berlusconi, Bossi e Tremonti, ma certo l’intervento più pesante – sia economicamente, sia per i rischi delle migliaia di lavoratori impegnati – sembra quello sulla riduzione dei vantaggi fiscali alle cooperative. Una sorta di mannaia finanziaria se si tiene conto che, solo calcolando quelle aderenti a Legacoop e Confcooperative, le “aziende” interessate sono 388 con migliaia di addetti e un fatturato complessivo nell’ultimo anno di quasi sette miliardi di euro solo nella nostra provincia. Ancora il governo non ha fornito i particolari di questo intervento finanziario che economicamente sembra destinato, in parte, a coprire i saldi dell’eliminato superprelievo di solidarietà, ma i vertici delle centrali cooperative sono infuriati. «Noi consideramo ingiusta, superficiale e inaccettabile – spiegano Mauro Veronesi presidente dell’Agci, Gaetano De Vinco presidente di Confcooperative e Lauro Lugli presidente di Legacoop – l’annunciata intenzione governativa di introdurre nella manovra …

Manovra: Maggioranza nel caos

Salta l’accordo Pdl – Lega sulla manovra bis. Bersani: “Il Parlamento prenda in mano la situazione”. Fassina: “Si deve intervenire sui grandi patrimoni per evitare insostenibili tagli dei servizi sociali e regressivi aumenti di tasse a Regioni, Province e Comuni” “Da molto tempo diciamo che maggioranza e Governo non sono in grado di portarci fuori dai pericoli, ma solo di aggravarli. Una conferma inequivocabile viene dal caos di questi giorni, che espone il nostro Paese a rischi davvero seri”. E’ il commento del Segretario del PD Pier Luigi Bersani, dopo che era saltato l’accordo di Arcore riaprendo così ancora una volta il capitolo della manovra. “A questo punto – ha ammonito il Segretario democratico – il Parlamento prenda in mano la situazione con un’assunzione di responsabilità alla quale, pur dall’opposizione, ci rendiamo disponibili con le nostre proposte. Poi, il Governo prenda finalmente atto della sua condizione e passi la mano”. Stamattina infatti, al termine dell’incontro tra Calderoli e Sacconi, sull’onda della pressione esercitata da PD, Opposizioni e Sindacati (tutti), la maggioranza ha deciso di non …

"Pensioni, il governo ci ripensa", di Raffaello Masci

La norma che azzera il riscatto della laurea e del servizio militare ai fini previdenziali, forse, verrà rivista. Perfino cancellata. Ieri c’è stata una levata di scudi così massiccia, dura, vasta e trasversale alle categorie sociali, che il governo e la maggioranza ci stanno ripensando. È stato il relatore della manovra in Parlamento, Antonio Azzollini, a far balenare questa eventualità. D’altronde sarebbero almeno 100 mila i lavoratori immediatamente colpiti da questa nuova stretta, forse 130 mila addirittura. Il ministro Maurizio Sacconi, considerato il padre di questa trovata, ha visto ieri i vertici degli enti previdenziali fino a tardissima sera, e oggi incontrerà il collega leghista Calderoli, quello delle «pensioni non si toccano». Per tutta la giornata, peraltro, c’era stato un clima di rivolta in tutto il paese. «Ho sognato Berlusconi che diceva a Bossi: questa volta li abbiamo fregati sui riscatti previdenziali, la prossima volta vogliamo provare con i Bot?». È il messaggio di un lettore che ieri ha scritto al Forum de «La Stampa.it». Ma su altri siti e sui blog è stata una …

"Ma i conti continuano a non tornare", di Stefano Lepri

No, i conti non tornano. Ancora il Tesoro non ha fornito cifre precise, ma la manovra di Ferragosto appare parecchio indebolita. E non è bene anche solo darne l’impressione, quando sui mercati i titoli di Stato italiani sono sostenuti da interventi che la Bce ha deciso in modo non unanime, con la Bundesbank all’opposizione. Si rischia di aggravare il disamore dei tedeschi verso l’euro. I soliti italiani, diranno: gli dai una mano e approfittano per prendersela comoda. Prima dell’accordo di Arcore era corsa voce che il «contributo di solidarietà» sarebbe stato sostituito da un aumento dell’Iva. Poi il ritocco Iva è scomparso, ma tutti gli altri pezzi della manovra sono stati riaggiustati come se ci fosse. I due moventi principali sono stati renderla più presentabile all’elettorato del centro-destra e attenuare l’ostilità degli enti locali. Ossia minori aggravi fiscali, o almeno l’apparenza di minori aggravi fiscali, da una parte; minori tagli di spese dall’altra. Che così facendo la somma resti uguale è più che dubbio. Già prima, alcuni analisti reputavano la manovra insufficiente a raggiungere l’obiettivo …

"Iniquità, ricorsi e possibili rimborsi caos pensioni per 130mila lavoratori", di Roberto Mania

Caos previdenza. La “decisione di Arcore” sulle pensioni di anzianità rischia di avere un cammino tortuoso in Parlamento, con i maldipancia anche nel Pdl oltreché nella Lega, ed è destinata a provocare subito dopo un´ondata di cause davanti ai tribunali. Da ieri sono al lavoro – costretti a una vera gimcana tra le norme – i tecnici della Ragioneria e gli uffici legislativi del Lavoro e dell´Economia per preparare il testo che dovrà essere inserito nel maxi emendamento del governo. Obiettivo: rendere compatibile con l´attuale normativa generale, e forse con la stessa Costituzione, l´idea di non considerare i riscatti previdenziali effettuati (onerosamente) per la laurea e quelli (gratuiti) per il servizio militare ai fini del calcolo dei 40 anni di contributi per l´accesso alla pensione di anzianità indipendentemente dall´età anagrafica. Di fatto un aumento (da uno a quattro, cinque anni e anche più) dell´età effettiva di pensionamento. Interessati dagli 80 ai 100-130 mila lavoratori. Perlopiù uomini. Risparmi ma anche minori entrate Attraverso questa misura il governo calcola di risparmiare 500 milioni il primo anno (il …

"La prova del tifone", di Barbara Spinelli

Hanno la memoria corta, coloro che guardando fuori dalla finestra, e vedendo i tempi come son brutti, concludono che non è sotto cieli sì rabbuiati che si può fare dell´Europa una grande potenza.Una grande potenza decisa a non farsi abbattere dalle raffiche dei mercati e da quel che le raffiche dicono: la crisi di un mondo, non del mondo; la nascita di un universo multipolare, non più egemonizzato da America e Occidente. L´idea dell´unificazione europea non nacque nei sogni di uomini che se ne stavano sdraiati su verdi prati, ma nella tormenta e nella guerra, quando le forze dei nazionalismi e delle dittature mietevano morte. Lo sanno gli italiani, che da quelle guerre uscirono più saggi perché vinti. Lo sanno soprattutto i tedeschi, per i quali l´Europa fu redenzione democratica. Sembrano averlo dimenticato, ma se negli Anni ´30 la crisi li spezzò, anche spiritualmente, fu perché la Germania era stata trattata, dopo il 14-18, come uno Stato da vessare, da punire economicamente. I suoi creditori furono esosi e sterminatamente vacui, le riparazioni imposte al vinto …