Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Marcia pdl sul decreto, Lega sotto assedio", di Francesco Lo Sardo

“Arditi” berluscones scatenati su Iva e pensioni. Il Capo tace Il disordine ha raggiunto il clou. Campane sempre più a morto per il prelievo di solidarietà sui redditi oltre i 90mila euro, viceversa Iva al galoppo, mentre resta ancora alta la tensione tra Pdl e Lega sulle pensioni di anzianità. Queste le ultime confuse notizie che arrivano dal fronte della maggioranza. Parte in commissione al senato l’iter parlamentare della manovra bis e sul decreto legge di Ferragosto da 45,5 miliardi lo scontro nella maggioranza si acuisce. La crisi morde, la Bce continua a invitare a far presto: i tempi per l’approvazione del decreto sono strettissimi, ma i suoi contenuti continuano a cambiare di ora in ora. Dietro lo scontro sulla manovra si gioca del resto una partita di potere, di ridefinizione dei rapporti di forza nella maggioranza i cui esiti saranno rilevantissimi per l’evoluzione della situazione politica. Stavolte nell’estenuante braccio di ferro Tremonti- Berlusconi – che non poteva non investire anche la manovra – sono apertamente e rumorosamente entrate in campo forze organizzate di tre …

"Secessione, un fantasma agitato a intermittenza", di Mattia Feltri

In 20 anni di storia la Lega lo ha riesumato secondo le esigenze Vent`anni di secessione sì e secessione no, ad anni alterni, secondo la stagione, in base a come gira il mondo o a come gira a Umberto Bossi. Ora gli gira la secessione sì esattamente come dodici mesi fa gli girava la secessione no e questo andirivieni padano prosegue da una vita, portando con sé il periodico scandalo o sollievo delle classi dirigenti. Però non è difficile scovare la regola: è tempo di secessione quando la Lega molla la metà campo e gioca all`attacco, se non altro perché è la miglior difesa, e infiamma il pubblico assonnato o deluso. L`epoca più di bigiotteria che d`oro della secessione cominciò nel 1996 e si concluse fra il `99 e il 2000, gli anni di Bobo Maroni che sfida gli sbirri come Enrico Toti, dell`assalto al campanile di Venezia con l`autoblindo serenissimo, del sortire tambureggiante di istituzioni padane che in due settimane sprofondano nello sbadiglio. Però le minacce di qualche gusto, perché inedito, risalgono ai primi …

«Doppi stipendi un’anomalia da sanare», intervista a Valerio Onida di Maria Zegarelli

È arrivato il momento di affrontare la questione». Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, nonché docente di Giustizia costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano pensa che sì, sia davvero arrivato il momento di mettere fine alla possibilità per i parlamentari di accumulare altri redditi all’indennità da onorevoli. E non soltanto per una questione morale. Presidente, non solo questione morale o etica. Ma? «Proviamo a ricostruire da dove nasce l’indennità parlamentare. Nasce per motivi di uguaglianza: per consentire a chi non ha altri redditi che gli diano mezzi di sostentamento di impegnarsi a tempo pieno nelle funzioni pubbliche per cui viene eletto. Quando le cariche pubbliche erano gratuite potevano svolgerle soltanto le persone che vivevano di rendita. L’indennità non è altro che questo, nonè uno stipendio, serve a rendere indenne dal danno economico chi si mette a disposizione della società con compiti istituzionali». La motivazione era nobile, ma oggi i parlamentari non solo prendono l’indennità, continuano a svolgere le proprie professioni spesso a danno della loro funzione pubblica. «E questo èun altro profilo, sicuramente …

"«Dal governo una torta indigeribile». I dem presentano la contromanovra", di Rudy Francesco Calvo

Bersani: «Peonti a discutere, non so se lo sarà anche la maggioranza». Dieci punti «per il rigore, l’equità e lo sviluppo sostenibile» È soddisfatto Pier Luigi Bersani. Probabilmente, sa già che le sue proposte troveranno vita dura in parlamento, di fronte a una maggioranza già troppo in affanno al proprio interno per poter concedere aperture di credito al Pd. Ma il suo partito ha superato una prova non facile e per questo lui ha voluto ringraziare questo «meraviglioso collettivo », in grado di giungere a una serie di proposte condivise prima dell’avvio della discussione al senato. «Non so se il governo e la maggioranza saranno in grado di fare altrettanto», attacca il segretario dem. Accanto a lui sono seduti Enrico Letta, Rosy Bindi e Stefano Fassina, ma i parlamentari in sala sono molti, a sottolineare l’importanza del momento. «Eravamo descritti come l’armata Brancaleone – ricorda Bersani – e invece si è visto che i partiti con un padrone vanno nel caos. È meglio tenerlo presente anche per il futuro». Il riferimento è a chi «intende …

"Scajola, Tremonti e le bucce di banana", di Piero Ottone

Due uomini spiccavano, nello squallido panorama politico italiano, perché erano, per una ragione o per l´altra, meglio degli altri. Dei due, uno sembrava destinato a prendere in mano il partito di maggioranza, a diventarne il leader, succedendo a quel fenomeno anomalo, e ormai impresentabile, che è Silvio Berlusconi. L´altro pareva predestinato alla guida di un governo di transizione, che avrebbe permesso di superare una situazione disastrosa. Ma entrambi si sono giocati l´avvenire perché sono scivolati, con incredibile stupidità, su una buccia di banana. Dobbiamo dunque chiederci: quali sono stati i labirinti psicologici che li hanno indotti a rovinarsi, l´uno e l´altro ? Come mai hanno rinunciato, per un piatto di lenticchie, alle grandi mète alle quali potevano aspirare? Il quesito è psicologico piuttosto che politico. Potrebbe interessare, che so, Dostojevski o Stendhal, conoscitori dell´animo umano, piuttosto che i colleghi, Giannini o Cazzullo, che seguono di giorno in giorno la vita politica italiana. Claudio Scajola era l´unico, nella compagine berlusconiana, con la stoffa dell´uomo politico: non per nulla proveniva dalle schiere democristiane. Aveva la risolutezza, la …

"Responsabili come chiede il Colle ma il governo accetti confronto", intervista a Dario Franceschini di Annalisa Cuzzocrea

Cambiare la filosofia della manovra, costringere a pagare chi non l`ha mai fatto e pensare – da subito – al dopo Berlusconi. A un governo che faccia recuperare prestigio al Paese, che si occupi delle regole e della crisi prima di aprire – con le elezioni del 2013 – una fase nuova. E` appena tornato dalle vacanze Dario Franceschini, ma il capogruppo del Pd alla Camera ha già bene in mente qual è la svolta che il suo partito deve contribuire a preparare. E non crede affatto a una vera frattura tra Bossi e Berlusconi. Napolitano ha invitato tutto il mondo politico a superare lo spirito di parte per il bene del Paese. Cosa deve fare il Pd? «Abbiamo sempre accolto gli appelli di Napolitano e ci siamo comportati nel modo più responsabile possibile. Abbiamo permesso la conversione di un decreto che non condividevamo in tre giorni. Stiamo affrontando in modo costruttivo la discussione sulla nuova manovra. Ma fare l`opposizione significa anche denunciare le cose che non vanno bene. Nel caso del primo decreto la …

"Bersani: sulle pensioni sono pronto a discutere", di Federico Geremicca

Ne ha per il tandem Berlusconi-Tremonti, rei «di aver disseminato il Paese di macerie»; e ne ha – naturalmente – per la Lega, perché «è un anno che denuncio le loro contraddizioni, e ora osservo l’effetto della crisi strategica in cui sono caduti». Ma Pier Luigi Bersani commenta anche l’ultima uscita (lunedì a Cortina) di Luca Cordero di Montezemolo, prendendosela con «un certo terzismo che attacca destra e sinistra ma non dice mai da che parte sta». Interrotte le vacanze (in realtà mai cominciate) per tornare a Roma e definire gli emendamenti pd alla manovra-bis del governo, il leader democratico accoglie con cortesia la richiesta di intervista. Che non può che cominciare dall’intervento pronunciato dal Capo dello Stato l’altroieri a Rimini. Il Presidente Napolitano è parso avercela anche col Pd, colpevoli di far risalire a Berlusconi qualunque problema investa il Paese. «Noi ripassiamo sempre due o tre volte, nella nostra testa, quello che dice il Presidente. Lo ascoltiamo. Io rivendico al Pd di aver fin dal primo giorno, inascoltato, descritto la situazione per quel che …