Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

«Mutamento epocale. E il ceto medio è finito», intervista ad Aldo Bonomi di Laura Matteucci

Per il sociologo i tre pilastri del Novecento – economia, politica, società – hanno ormai raggiunto distanze siderali fra loro. E non è cosi che si rimettono insieme. Nessuno ha capito che siamo alla fine di un’epoca. Questa manovra mette definitivamente in crisi il ceto medio e ci consegna un nuovo ragionamento sulle classi sociali, di cui la politica dovrebbe innanzitutto occuparsi. Dopo vent’anni, il ciclo liberista è finito. E questi sono i risultati». Il sociologo Aldo Bonomi, studioso del territorio e delle trasformazioni sociali, parla di «mutamento epocale» e di «dimensione post-bellica». I tre pilastri del Novecento – economia, politica, società – hanno ormai raggiunto distanze siderali tra loro, la chiave di volta sta nel cercare di rimetterle insieme. A partire da quel (poco) che rimane. Il ceto medio come ultimo baluardo della società del Novecento, sfiancato dall’ennesima manovra che insiste sui redditi e grazia i patrimoni? «Sono vent’anni di liberismo ad aver prodotto questo risultato. E le varie manovre che si sono susseguite in particolare dal 2008, dall’inizio della crisi, ci consegnano una …

"Nel giorno delle deroghe ai contratti nazionali torna l'attacco all'art.18", di Bruno Ugolini

È un trucco quello adottato dal governo sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, la norma che impedisce i licenziamenti facili. Hanno giocato come dei prestigiatori facendo scrivere alle agenzie di stampa: «l’ articolo 18 non sarà toccato». Poi uno va a vedere e scopre che se ora non verrà toccato, più tardi sì. L’esecuzione sarà affidata alle parti sociali disponibili che nel contratto aziendale, una volta seppellito quello nazionale, potranno scrivere molti tipi di deroga, compresi quelli relativi ai licenziamenti e quindi all’articolo 18. E laddove, come spesso avviene, non esistono strutture sindacali? Qualcuno metterà in piedi un sindacato giallo. Certo, forse non si potrà licenziare uno perché è iscritto alla Cgil, come si faceva ai vecchi tempi. Niente «licenziamenti discriminatori». E però si potrá spedire a casa uno che non appare abbastanza svelto nello spostare i pezzi o che non si mostra ossequente verso il capo di turno. E così il lavoratore non solo sarà colpito da una gragnola di colpi (tariffe dei servizi aumentate da comuni e regioni, assistenza negata ai genitori malati, …

"Il popolo dei forzati del fisco", di Maurizio Ricci

Solo 70mila autonomi dichiarano più di 90mila euro. L´evasione distorce l´attendibilità dei dati sui redditi. La vera piramide sociale del Paese non è quella delle statistiche ufficiali. La ricchezza netta delle famiglie italiane è pari, in media, a 153 mila euro.Nel 2010, in Italia si sono vendute, fra fuoristrada e deluxe, un po´ meno di 350 mila vetture di grossa cilindrata. Chi paga? Il conto della megastangata, servita in due razioni dal governo, ricade in larga misura sui ceti medi e popolari. Colpiti, a luglio, dai tagli sulle deduzioni fiscali, sulle indennità assistenziali, sugli asili e gli altri servizi che i Comuni, con i bilanci all´osso, saranno costretti a ridurre. E, adesso, dai blocchi delle tredicesime e dai licenziamenti facili. Ma, nella “Manovra 2”, fa capolino l´intenzione di chiamare all´appello anche chi sta all´altro capo della piramide sociale. Sui ricchi si abbatte il rincaro delle tasse sulle cedole dei fondi e delle obbligazioni, in parte compensata dalla minore tassazione dei depositi bancari. E, soprattutto, il contributo di solidarietà, rispettivamente del 5 e del 10 per …

"Il Pd: prelievo sui capitali «scudati» e crescita", di Raffaella Calandra

Prima le critiche, poi le controproposte. Con una preoccupazione sullo sfondo, affidata ai microfoni di Radio 24: «Temo la reazione dei mercati». Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, «la struttura della manovra non è cambiata molto rispetto a quella già ritenuta non adeguata. E non vorrei – riflette – che questo apparisse come un elemento di debolezza della nostra risposta». Alle decisioni del Governo, giudicate «inadeguate, poco credibili e depressive», il Partito Democratico contrappone il proprio «progetto responsabile e alternativo», rilanciato su Twitter dallo stesso segretario. Sette punti, per «un’ Italia che possa riprendere il suo cammino di crescita», scrive nel documento il principale partito d’opposizione. In testa alle proposte, «il prelievo straordinario una tantum sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, 15 miliardi di euro» e «misure contro l’evasione fiscale», come «tracciabilità dei pagamenti superiori a mille euro e 300; elenco clienti-fornitori; descrizione del patrimonio nella dichiarazione dei redditi». Nella sua contromanovra, il Pd inserisce anche «l’imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato», «dismissioni di immobili pubblici» per 25 miliardi, liberalizzazioni, «politiche …

"Lo scaricabarile non nasconde le colpe del Cav", di Stefano Fassina

E’ in atto, da parte del presidente del consiglio Berlusconi e dei suoi ministri, spalleggiati dai media di famiglia e da quelli «indipendenti» al seguito, il tentativo di liberarsi delle responsabilità politiche per le scelte compiute nelle ultime settimane di emergenza di finanza pubblica. È colpa della crisi globale, la più grave degli ultimi decenni, sentenziano. È colpa degli speculatori, attaccano. È colpa della Banca centrale europea, insinuano, che, per acquistare i nostri BoT, impone una ricetta che fa «grondare di sangue il cuore» del nostro primo ministro. La situazione precipita improvvisamente ed inaspettatamente, dicono. La casa brucia, spegniamo insieme l’incendio, ripetono. Le misure sono necessarie e non vi sono alternative, insistono. No. Non è così. È evidente che siamo in un tornante storico difficilissimo: è una grande transizione, non una crisi da eccessi di finanza e speculazione. Accelera, dopo due decenni di lenti slittamenti, lo spostamento dell’asse geo-economico e geo-politico del pianeta: dal secolo americano al «secolo cinese». Insieme, le contraddizioni materiali squarciano il velo dell’ideologia conservatrice dominante nell’ultimo trentennio . I mercati non …

"Pagano sempre i soliti noti", di Eugenio Scalfari

Sintesi della manovra per Berlusconi: «Il mio cuore gronda sangue, ma ho dovuto farlo per il bene del Paese». Sintesi della manovra per Tremonti: «La mia coscienza è tranquilla perché ho operato per il bene del Paese». Sintesi della manovra per noi commentatori cattivi secondo il ministro Sacconi: «È una tardiva e inutile schifezza». Queste sono le sintesi, ma ora andiamo alle analisi. Questo decreto-manovra che modifica dopo appena due settimane il decreto approvato in tre giorni dal Parlamento, rappresenta il combinato disposto d´un asprissimo conflitto tra Berlusconi e Tremonti nel corso del quale l´uno e l´altro si sono paralizzati a vicenda. Il primo aveva come sponda e come scusante Mario Draghi e la Bce, il secondo combatteva da solo e con un braccio legato da una catastrofe incombente da lui non prevista. Berlusconi avrebbe voluto aumentare l´Iva di uno o due punti, Tremonti gliel´ha impedito dimostrandogli che il gettito sarebbe stato insufficiente e il rischio di inflazione elevato. Tremonti voleva un´imposta di scopo sulla ricchezza, analoga a quella che fu varata da Prodi per …

"In cerca di un'idea di futuro", di Mario Calabresi

La crisi arrivata al suo culmine italiano nelle ultime settimane è cominciata tre anni fa, quando le televisioni di tutto il mondo iniziarono a trasmettere le immagini di persone con la faccia stravolta e uno scatolone tra le mani che uscivano da un grattacielo sulla Settima Avenue di Manhattan. Erano i lavoratori del quartier generale newyorchese di Lehman Brothers che avevano appena avuto la notizia del fallimento della banca d’affari americana. Da quel momento il nostro mondo è profondamente cambiato. Chi ci governa e chi ha governato l’economia italiana in tutto questo tempo ha ripetutamente ridimensionato il problema e sembra essersene accorto soltanto nelle ultime settimane. Certamente in questi giorni c’è stata un’escalation in tutto il pianeta e la situazione si è fatta drammatica, ma sostenere che non era prevedibile quando si ha il quarto debito pubblico del mondo e si ha una crescita bassissima non è credibile. E non dimentichiamo che la crescita dello spread tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi è cominciata dopo l’emergere di divergenze e tensioni tra …