Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L'Italia di oggi e quella di tangentopoli", di Miguel Gotor

Nell´Italia di oggi va di moda il gioco dell´oca: si tirano i dadi, si avanza di qualche casella, ma alla fine si ritorna sempre al punto di partenza, ossia al biennio 1992-93, l´età di Tangentopoli, perché in tanti sono convinti che l´attuale fase politica abbia delle analogie con il tempo in cui finì la cosiddetta “Repubblica dei partiti”. L´ultimo a cogliere elementi di corrispondenza tra i due momenti è stato il leader dell´Udc Casini nel dibattito alla Camera, il quale ha parlato della «fine di un´epoca» simile a quella di vent´anni fa. Ai tempi di Mani pulite il discorso pubblico fu presidiato da tre retoriche nazionali: la prima riguardava il ruolo salvifico e di supplenza della magistratura destinata a surrogare un sistema corrotto e allo sbando; la seconda si fondava sull´autosufficienza rigeneratrice della società civile, giudicata per principio incontaminata e quindi in grado di sostituirsi al vecchio regime; la terza offriva una lettura rivoluzionaria di quel passaggio storico tesa a sottolineare soltanto gli aspetti di rottura e non le dinamiche di conservazione e di trasformismo …

"Costituzione, maneggiare con cura", di Pierluigi Castagnetti

Speriamo che la seduta congiunta di domani delle commissioni parlamentari Affari costituzionali e Bilancio sia la sede in cui il governo finalmente parla e dice ciò che ha in mente di fare. Il paese ha necessità di conoscere con precisione le richieste della Bce e di eventuali altri organismi internazionali per poter valutare il progetto del governo, sempre che, lo ripeto, sia in grado di presentarlo. Ascolteremo e valuteremo. Bersani ha già detto che la manovra così come era stata presentata nell’architettura e nei saldi, se non sarà profondamente cambiata, non potrà essere condivisa. Ma vi sono due proposte che sembrano già definite, anzi che sono già state assunte a manifesto promozionale dell’operazione governativa, quella di revisione dell’art. 41 della costituzione e quella dell’introduzione sempre in costituzione del vincolo di pareggio del bilancio, su cui è già possibile pronunciarsi. Francamente non si capisce l’importanza e il nesso di queste due revisioni costituzionali con le questioni poste dall’attuale crisi economica. I tempi della revisione poi, per le procedure dettate dall’art. 138, sono troppo lunghi per potere …

"L'irruzione della realtà", di Barbara Spinelli

Non ha affatto torto Berlusconi, quando dice che non riesce a fare tutto quel che desidera, imbrigliato com´è da poteri che sfuggono al suo controllo: il potere della giustizia e dei giornali, della Costituzione nazionale e di quella europea, dei mercati finanziari e delle agenzie di rating. Tutto gli sta stretto, l´intralcia: la democrazia con le sue istituzioni plurali, i mercati finanziari e l´Europa che d´un tratto gli strappano la corona e lo scettro che immaginava di possedere. Il presidente del Consiglio non ha torto ma non sa la storia che vive: così come non comprende quel che significhi democrazia – al di là del momento magico in cui il popolo elegge governi e parlamenti – oggi non comprende l´enorme mutazione economica cui viene dato il nome, eufemistico, di crisi. Quel che l´intralcia non è una forza esterna: è l´interiore non-forza del suo animo. È con la realtà che gli tocca fare i conti, dopo averla ignorata o imbellita per anni. La sua favola era già malandata ma ora si spezza, come accadde per bolle …

"La colpa di vivere", di Massimo Gramellini

Pare proprio che a salvare la patria in mutande dovranno essere i pensionandi. Decine di migliaia di lavoratori che, dopo aver sgobbato fin da ragazzi e pagato contributi previdenziali per decine e decine di anni, arrivati a poche buste paga dal traguardo stanno per sentirsi dire che la loro pensione è diventata un lusso insostenibile. I nullatenenti con yacht a carico, le società municipalizzate che proliferano come funghi velenosi: queste e altre minuzie possono aspettare. La vera urgenza è il taglio di un diritto maturato, e autofinanziato, per tutta una vita. E’ un’ingiustizia, quindi si farà. Nel più totale disprezzo dei progetti di quelle persone, che ora rischiano di annegare nell’incertezza insieme con le loro famiglie. Un’ingiustizia e anche un controsenso: come riusciranno i giovani a entrare nel mondo del lavoro, se si impedisce ai diversamente giovani di uscirne? Le ragioni della scelta sono fin troppo facili da comprendere. I pensionandi non hanno una lobby che li tuteli e non godono neppure di simpatia sociale. Come gli anziani in genere. Con il prolungamento della vita …

"Così la P3 condizionava le istituzioni", di Maria Elena Vincenzi e Francesco Viviano

I pm: corruzione per Verdini e Dell´Utri, pressioni in Cassazione per favorire Mondadori. Lo scopo era quello di realizzare una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso e illecito finanziamento Cosentino diffamò Caldoro facendo scrivere su un blog che frequentava dei transessuali. Il giudice Carbone accettava la promessa di futuri incarichi e interveniva sulla causa di Segrate. L´associazione tentò d´influenzare la decisione della Consulta nel giudizio sul cosiddetto lodo Alfano. La Procura di Roma non ha dubbi. La P3 è stata un´associazione a delinquere che, oltre a Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, aveva al suo vertice Marcello Dell´Utri e Denis Verdini. Venti gli indagati, tra cui spuntano il nome dell´ex primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, e quello di un altro parlamentare del Pdl, Massimo Parisi. Una loggia che si è macchiata di reati che vanno dalla corruzione al finanziamento illecito, passando per diffamazione, abuso d´ufficio e violenza privata. Questo si legge nell´avviso di conclusione indagini firmato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli. Accuse che la difesa di Verdini, …

"Ma loro non sono credibili", di Sergio D'Antoni

Le stringenti condizioni imposte al governo Berlusconi dall’Europa in cambio del via libera all’acquisto dei titoli di debito da parte della Bce ci parlano chiaramente di un governo a sovranità limitata. Di un esecutivo a credibilità zero, trasformato di fatto in esecutore di una agenda eterodiretta perché ritenuto incapace di prendere la minima decisione in materia di sviluppo e di contenimento della spesa. Una condizione bruciante e umiliante per il nostro paese, ma anche rivelativa. Cade infatti, e definitivamente, la retorica vuota del governo del fare, la maschera falsamente decisionista di una compagine lontana anni luce dai requisiti di autorevolezza, autonomia e trasparenza indispensabili ad aprire una fase di responsabile cooperazione che produca riforme eque e durature. Il governo non possiede alcuna delle credenziali necessarie per aprire una nuova stagione concertativa. Per incapacità e per inettitudine. Ma anche per deliberato e miope disegno politico. Nel suo operato non c’è, né c’è mai stata l’ombra di una apertura alle proposte dell’opposizione. Non c’è, né c’è mai stata traccia di una azione tesa a coinvolgere tutte le …

"E la "rapina" franco-tedesca in 24 ore diventa salvagente, tutti gli eurodeliri del Senatùr", di Filippo Ceccarelli

Nel ´99 il Carroccio arrivò a minacciare la “rivoluzione” contro l´adesione alla nuova divisa. Nel 2001 un giudizio filo-Ue: “L´addio alla lira ha scongiurato la secessione”. Nel complesso sistema della comunicazione che fa capo al ministro Umberto Bossi l´euro-delirio si configura come un capitoletto pregiudizialmente surreale, ma opportunamente contraddittorio. Così se ieri l´altro l´adesione alla moneta unica era qualificata come un “errore storico”, dopo appena 24 ore sulla bocca del Senatùr l´euro era divenuto un´entità salvifica; mentre oggi, per chi legge, può adeguatamente tornare a essere una dannazione o trasfigurarsi in una speranza, una panacea, un handicap, un segno divino, una coincidenza inesorabile, un nulla assoluto o chissà cos´altro ancora. E´ sempre più difficile prendere sul serio le uscite di Bossi, e tuttavia qualcosa dice anche la rapidità con cui egli cambia idea. Motus in fine velocior, dicevano gli odiati antichi romani per indicare come alla fine ogni cosa, ogni movimento tenda ad acquistare una maggiore velocità. Per chi ama la storia, è bene sapere che nel 1996 il leader della Lega, allora in piena …