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Fantastico Berlusconi: nessuno nega la crisi. Tranne io

Per anni Berlusconi nega l’evidenza della crisi economica. Davanti all’evidenza però, anche lui deve ammettere: “Nessuno nega la crisi”. Il Pd sono tre anni che, inascoltato, mette in evidenza la gravità della situazione. Per vedere il video e ascolatre le bugie di Berlusconi sulla crisi economica, negata per anni: clicca qui da www.youdem.it

Crisi: da parte del governo drammatica sottovalutazione della situazione del Paese

Incontro tra le parti sociali, le opposizioni e il governo. Bersani: “Il Pd ha le sue proposte e si mette a disposizione di qualsiasi cosa sia utile al Paese” “La Crisi è grave, basta con le scappatoie”, è questo il richiamo che le parti sociali hanno rivolto oggi al governo nel corso dell’incontro collegiale sull’emergenza economica che gli imprenditori, i banchieri e le organizzazioni sindacali hanno avuto a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi. “Le riforme vanno fatte ora non a settembre”, hanno aggiunto i rappresentanti delle forze sociali . Il premier conta invece di portare un documento del governo in Parlamento a settembre. Dopo l’incontro con il governo, la delegazione degli imprenditori, dei banchieri e dei sindacalisti ha incontrato tutte le opposizioni parlamentari, Pd, Udc, Fli, Api, Idv presso la sala delle colonne, a Montecitorio. Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, ha illustrato il documento comune predisposto dalle forze sociali, per far uscire il Paese dalle difficoltà. Il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha illustrato le proposte del Pd, rilevando la forte sintonia con il …

"Le parti sociali: «Momento grave, no a scappatoie». Ma il premier parla di intercettazioni", da www.unita.it

«Il momento è grave: va affrontato con la massima determinazione senza cercare scuse o scappatoie». È il forte richiamo di imprese e sindacati al governo scritto nero su bianco nel documento comune con 6 priorità per la crescita presentato all’esecutivo al tavolo a palazzo Chigi. Le parti sociali sono quindi pronte a fare la loro parte per affrontare la grave crisi economica in atto, ma il governo deve prendere in mano la situazione e mettere in salvo il Paese dai rischi. «Per parte nostra – sostengono – siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità che la situazione richiede. Ma è il governo che deve prendere in mano il timone della politica economica e assumersi l`onere e la responsabilità di farci uscire da questa situazione». La gravità del momento, proseguono, «non consente pause». È quindi necessario convocare un Consiglio dei ministri straordinario per adottare misure urgenti per il rilancio dell’economia. «Noi siamo a disposizione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Riteniamo che – dicono – il Consiglio dei ministri debba assumere decisioni rapidamente e sottoporle …

"Milano in picchiata: minimo storico dal 2009", da www.unita.it

Dopo un avvio di seduta brillante Piazza Affari annulla i guadagni e si rimette in scia all’andamento della settimana girando in negativo. E ora si accentua il calo con l’indice Ftse Mib a 16.590 punti (-2,44%), si viaggia sui minimi dei 28 mesi. Sopratutto, spiegano nelle sale operative, rispetto ai minimi del febbraio 2009 siamo sopra di appena il 20-25%. Piazza Affari è la peggiore in Europa, mentre le altre borse contengono le perdite. «Poi c’e il bund tedesco che aveva aperto in calo, ora è ripartito al rialzo, se non si inverte la tendenza potrebbe arrivare una nuova ondata di vendite anche sui btp», spiega un trader. Giù ciclici, energia e banche: tenaris -11%, fiat industrial -5,81%, pirelli -4,94%, saipem -4,74%, fiat -4,10%, unicredit -4,27%, ubi banca -2,28%, mps -1,98%, intesa sanpaolo -1,53%, banco popolare -1,72%, bpm -1,64%. Avvio positivo per le altre Borse europee che vengono da sette sedute di calo nelle ultime otto giornate di contrattazioni: l’indice Stxe 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, cresce …

"Un marziano a Roma. Ora la vendetta dei mercati?", di Francesco Lo Sardo

La Borsa arretra ancora. Marchionne: altrove il premier si sarebbe dimesso Sotto il cerone niente. Uno sfrontato inno all’immobilismo, persino al di sotto delle più pessimistiche aspettative. Niente nuove misure per la crescita, niente accelerazione sui tempi di intervento a riduzione del debito, niente liberalizzazioni, niente di niente. «Il governo governa. Il paese è politicamente ed economicamente solido. I nostri fondamentali vanno bene. Sono i mercati che non capiscono». E adesso si salvi chi può. In un’atmosfera surreale, col parlamento pronto ad andare in vacanza mentre si rincorrono i rumors di un assalto dei fondi internazionali che si scatenerebbe sull’Italia entro metà agosto e le voci non smentite di un consiglio dei ministri d’emergenza per tentare di fronteggiare la catastrofe, Berlusconi ieri ha messo in scena uno show disarmante: per un verso s’é definitivamente smaterializzato nel vuoto pneumatico di un discorso all’insegna della più inconcludente continuità, dall’altro ha ribadito di voler restare in sella fino al 2013. Frattini assiso a destra che si tiene su la testa a mezzo del dito indice piantato sotto il …

Bersani: "Facciano un passo indietro. E' necessaria una vera discontinuità"

L’intervento del segretario PD alla Camera in occasione dell’informativa del governo sulla crisi economica Clicca qui per vedere il vio dell’intervento. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, o lei ha sbagliato discorso o ha sbagliato Parlamento. Siamo in Italia e non si può descrivere la nostra situazione con i tratti di un cielo azzurro con qualche nuvola, che adesso spazziamo via facilmente. Credo che l’unico merito del suo discorso sia stato quello di essere stato fatto a mercati chiusi, francamente. Mi ha impaurito il discorso di Alfano, perché non credo che ci sia più consentito, a proposito dei reciproci ruoli, di stare nella genericità. Avrei molti motivi di polemica riguardo alle cose che ha detto il Presidente, al modo in cui siamo stati trattati in questi tre anni a proposito delle proposte che non avremmo avanzato, alla sufficienza, all’arroganza. Ma voglio far forza a me stesso e non farò nessuna polemica, e quel che dovevo fare l’ho già fatto. Attualmente, ho un altro tono rispetto a quello del Presidente del Consiglio: o sono su Marte …

"Il Cavaliere senza benzina", di Massimo Gramellini

Ormai non è nemmeno un problema politico. È un problema energetico. Nel momento meno adatto per lui, ma soprattutto per noi, Silvio Berlusconi ha esaurito la benzina. Non seduce e non indigna più. Annoia. Altro che nuovo predellino, questo è il discorso della sedia a dondolo: mancano soltanto la coperta sulle ginocchia e la papalina in testa. Purtroppo non sarebbe ora di andare a dormire, ma di svegliarsi e combattere. E invece non una parola d’ordine, un colpo di barra, un guizzo liberale. Il presidentetisana è completamente fuori contesto. Come se, sul cadavere di Cesare, Marcantonio avesse discettato sommessamente sulla stabilità del governo o, sotto le bombe naziste, Churchill avesse promesso agli inglesi un comitato interministeriale. Eppure speriamo che i mercati internazionali si limitino a leggerlo. Perché se per disgrazia vedranno anche le immagini, l’effetto sulle Borse potrebbe essere ancora più deprimente.