Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Quando la politica è debole", di Stefano Folli

La politica italiana sarà «debole e divisa», come dice Giorgio Napolitano parlando al convegno dei radicali sulla condizione carceraria. Ma riesce a serrare i ranghi per votare la fiducia al Senato sul cosiddetto «processo lungo». Sarà debole e divisa, ma la maggioranza si aggrappa sempre ai suoi numeri nei momenti cruciali. Peraltro la debolezza generale non impedisce a Umberto Bossi – ministro in carica – di replicare in modo ruvido al Quirinale sui ministeri al Nord. Strana vicenda. Il capo dello Stato invia una lettera piuttosto ferma al presidente del Consiglio e non riceve una risposta formale (almeno fino a ieri sera). Solo una frase generica («ne terremo conto») pronunciata da Berlusconi nel Consiglio dei ministri. In compenso Bossi butta lì, davanti ai giornalisti, che «la Costituzione non c’entra niente», quando il punto del Quirinale riguardava proprio il profilo costituzionale di Roma capitale. Per non dire della bizzarria di uffici aperti a Monza senza neanche un decreto pubblicato dalla Gazzetta ufficiale. Siamo a una sfida istituzionale, come qualcuno ieri ha pensato? In realtà, no. Per …

Processo lungo, via libera con fiducia Csm: "Così andiamo contro l'Europa"

Al Senato passa il ddl che permette di allungare i testi a difesa. Il governo ottiene la 48esima fiducia. Pd, Udc e Idv protestano. Adesso Il provvedimento torna alla Camera. Anm: “In pericolo la sicurezza di tutti”. Vietti: “Va in direzione opposto rispetto all’Europa”. Senza sorprese. Il Senato vota la fiducia (per la 48esima volta) sul ddl del “processo lungo 1”. Con 160 voti a favore, 139 voti contrari e nessun astenuto, palazzo Madama concede il via libera ad un provvedimento che l’opposizione definisce l’ennesima legge ad personam per il presidente del consiglio. Norme che, sempre secondo l’opposizione, i suoi legali potranno utilizzare nel processo Mills e in quello Ruby. Il provvedimento adesso torna alla Camera. Tra le proteste dell’opposizione, del Csm e dell’Associazione dei magistrati. L’articolo unico di 9 commi, contiene alcune novità. Si conferma la possibilità per la difesa di presentare lunghe liste di testimoni e di non considerare più come prova definitiva in un processo la sentenza passata in giudicato in un altro procedimento, anche se, in quest’ultimo caso, le modifiche del …

"La lunga estate delle leggi ad personam", di Franco Cordero

Il teatro berlusconiano ha movimenti e statue da presepio meccanico. Luglio 2010: Sua Maestà pretendeva che il Senato votasse subito un ddl sulle intercettazioni, emendato dalla Camera; sapendosi seduto sul camino d´un vulcano, temeva l´eruzione; quanta roba bolliva là sotto, dalle serate d´Arcore alla P4. Non c´era più tempo: l´estate porta la scissione nel Pdl; da lì un travaglio chiuso sul filo del rasoio, con l´acquisto d´anime transumanti e sopravvivenza artificiale d´un governo catalettico. Adesso comanda lavori legislativi in settantadue ore, prima che Palazzo Madama chiuda. Nel frattempo pioveva sul bagnato. Annus horribilis: gli votano contro Torino, Milano, Napoli, mentre l´anno scorso aveva nella manica l´asso plebiscitario o almeno credeva d´essere agonista irresistibile; quattro referendum affondano altrettante leggi sue; invocava l´arrocco nel voto sull´arresto d´un parlamentare Pdl (posizione strategica, essendo in ballo la P4) e soccombe ancora, tradito dalla Lega. Non è più lui nella fantasia collettiva e, stando ai casi analoghi, i carismi svaniti non tornano. Questa diversione parlamentare sa d´estremo esorcismo. Vediamola. Delle due novità una non è tale. Secondo l´art. 238-bis (interpolato …

"Giovani e disoccupati, Napolitano inascoltato", di Luigi Bartone e Rosario Oliverio

Giovani e disoccupati, Napolitano inascoltato Nel mondo «civile» li chiamano Neet, «Not in Education, Employment or Training». Sono i giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti né a scuola né all’università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale.Un esercito invisibile di ragazzi in fila davanti ad una porta, in attesa che qualcuno apra. La disoccupazione giovanile in Italia è un fenomeno che ormai assume dimensioni non più trascurabili. Quasi il 30% dei giovani italiani, secondo i dati Istat, è disoccupato contro una percentuale dell’8-9% della media europea. Il fenomeno assume cifre a dir poco preoccupanti se si guarda al Sud. La crisi ha accentuato ancora la distanza tra le regioni del Nord e quelle del Mezzogiorno. Il 46% delle donne residenti al Sud non lavora. Un dato che, già catastrofico di suo, è comunque contenuto dai fenomeni di scoraggiamento che hanno spinto molti lavoratori ad interrompere le azioni di ricerca, finendo classificati fra gli inattivi. Le generazioni più giovani passano dalla precarietà alla disoccupazione, …

"Crisi, Camusso rilancia la sfida:cambiare agenda o via il governo", di Simone Collini

Cambiare l’agenda. O cambiare governo. Il giorno dopo che Confindustria, banche, sindacati e rappresentanti di diverse associazioni produttive hanno firmato una nota congiunta per chiedere “discontinuità” e “un progetto per la crescita”, Susanna Camusso spiega a parole quello che la mediazione con gli altri protagonisti dell’iniziativa non ha consentito di mettere nero su bianco. E cioè o il governo – dice il segretario della Cgil arrivando ad Amalfi per partecipare a convegno organizzato dalla componente del Pd guidata da Dario Franceschini Area democratica – «è in grado di immaginare un progetto per il Paese o è meglio cambiare il soggetto che governa». In realtà non tutti i firmatari della nota diffusa mercoledì sottoscriverebbero pubblicamente la richiesta di dimissioni, foss’anche come una tra le ipotesi in campo. L’operazione infatti è nata da un’iniziativa congiunta Confindustria-Abi, che non sono propriamente due sigle antiberlusconiane. E che però hanno voluto mandare al governo un segnale concreto, più forte di quelli lanciati negli ultimi mesi attraverso semplici dichiarazioni. Il via è stato dato da Giuseppe Mussari mentre due settimane fa …

"Il sistema istituzionale liquefatto", di Gian Enrico Rusconi

Come si permette Umberto Bossi di rispondere al Presidente della Repubblica di rassegnarsi al fatto compiuto del «decentramento» di alcuni ministeri a Monza? «I ministeri li abbiamo fatti e li lasciamo là, siamo convinti che il decentramento non sia solo una possibilità, ma una opportunità per il Paese». Questa non è affatto una risposta alla qualità dei rilievi che il Presidente della Repubblica ha rivolto si noti – al presidente del Consiglio, che si è ben guardato dal rispondere. A parte la scorrettezza istituzionale e la sceneggiata di Monza, siamo davanti ad un gesto di irrisione istituzionale che umilia i cittadini e ridimensiona di fatto lo stesso Berlusconi. A quando il trasferimento (pardon, il decentramento amministrativo) di Palazzo Chigi ad Arcore? Non mi pare che la classe politica nel suo insieme – alle prese con il fango della corruzione – si sia resa conto della gravità di quella che l’opposizione si è limitata a chiamare «farsa». In realtà rischia di essere una trappola istituzionale dalle conseguenze imprevedibili. Eppure il presidente del Senato Schifani, con aria …

"Tutto in suo nome", di Aldo Schiavone

Il Parlamento è prigioniero degli incubi di un uomo che è stato un leader e che ora non riesce a pensare ad altro che alle sue paure e alle sue ossessioni. Non vi sono strategie, non vi sono programmi. La salvezza privata si fa ragion di Stato e diventa l´unico orizzonte in cui muoversi. Allungare i tempi del processo penale con una modifica legislativa che sarebbe un azzardo chiamare riforma, è l´ultima cosa di cui l´Italia avrebbe in questo momento bisogno. Con una scelta senza precedenti, tutte le forze produttive che tengono in piedi il nostro sistema economico hanno chiesto solennemente una svolta, una “discontinuità” nella politica e nel governo. Ogni giorno appare sempre meglio che la manovra appena votata non basta, e che bisognerà probabilmente impostarne una nuova, probabilmente drammatica. La speculazione finanziaria ha puntato il mirino sulla nostra fragilità finanziaria. Un numero crescente di famiglie sente sul collo il fiato di una povertà che sembrava dimenticata per sempre. Eppure tutto questo non basta. Che l´Italia attraversi la crisi più grave dal dopoguerra non …