"Quando la politica è debole", di Stefano Folli
La politica italiana sarà «debole e divisa», come dice Giorgio Napolitano parlando al convegno dei radicali sulla condizione carceraria. Ma riesce a serrare i ranghi per votare la fiducia al Senato sul cosiddetto «processo lungo». Sarà debole e divisa, ma la maggioranza si aggrappa sempre ai suoi numeri nei momenti cruciali. Peraltro la debolezza generale non impedisce a Umberto Bossi – ministro in carica – di replicare in modo ruvido al Quirinale sui ministeri al Nord. Strana vicenda. Il capo dello Stato invia una lettera piuttosto ferma al presidente del Consiglio e non riceve una risposta formale (almeno fino a ieri sera). Solo una frase generica («ne terremo conto») pronunciata da Berlusconi nel Consiglio dei ministri. In compenso Bossi butta lì, davanti ai giornalisti, che «la Costituzione non c’entra niente», quando il punto del Quirinale riguardava proprio il profilo costituzionale di Roma capitale. Per non dire della bizzarria di uffici aperti a Monza senza neanche un decreto pubblicato dalla Gazzetta ufficiale. Siamo a una sfida istituzionale, come qualcuno ieri ha pensato? In realtà, no. Per …
