Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Beni culturali senza guida e senza custodi", di Vittorio Emiliani

Un recente rapporto stima il fatturato della cultura, nella Ue, sui 650 miliardi di euro, contro i 250 dell’industria dell’auto. E però, da noi, la cultura è sotto lo zero rispetto alla Fiat. Secondo lo stesso rapporto, la cultura produce il 2,6% del Pil europeo, contro il 2,1 delle attività immobiliari. E però – grazie all’immobiliarista Berlusconi – da noi la politica edilizia pesa tanto e la cultura niente. Nonostante 3500 musei, 500.000 complessi storici (il dato è del segretario generale del MiBAC, Roberto Cecchi), 95.000 fra chiese e cappelle, 2.100 aree archeologiche, ecc. Che muovono un terzo di tutto il turismo il quale, da solo, contribuisce al Pil quasi come la tanto esaltata edilizia. Nella crisi in atto, Francia e Germania hanno accresciuto gli investimenti nella cultura considerata motore di creatività e di sviluppo. Da noi il governo li ha assurdamente tagliati: dal 2004 a oggi la spesa del MiBAC è scesa dallo 0,34 (ed era già poco) allo 0,21% del bilancio statale, ultimo posto nella Ue. Al non-governo generale si è sommata la …

«La destra coltiva l’antipolitica per negare la questione sociale», intervista a Vasco Errani di Simone Collini

Il presidente della Regione Emilia Romagna: «Le inchieste su dirigenti Pd? La nostra diversità si vede dal rispetto del ruolo della magistratura». È in atto un attacco contro la politica, in generale, senza distinzioni», dice Vasco Errani paventando gli effetti negativi di un’operazione che «favorisce inevitabilmente la destra» e mette a rischio la «qualità della democrazia». Per il presidente della Regione EmiliaRomagna, gli esponenti della maggioranza che citano i casi riguardanti Alberto Tedesco e Filippo Penati per denunciare una questione morale nei confronti del Pd hanno l’obiettivo di «nascondere la grave questione sociale di cui è responsabile il governo». Ma c’è o no una questione morale nel Pd, presidente Errani? «Non c’è. Ci sono singoli casi». Che pongono o no un problema? «Il punto fondamentale è che la nostra diversità non ha un carattere genetico. La diversità si definisce nei comportamenti. La nostra differenza rispetto alla destra è che il Pd, sia sul caso Tedesco che nell’inchiestariguardante Penati, ha detto che non c’è fumus persecutionis e che la magistratura deve svolgere il suo lavoro. E …

"Forse la grecia si salverà ma l´italia non crescerà", di Eugenio Scalfari

Costerà 160 miliardi il salvataggio della Grecia e dell´euro all´Unione europea e in particolare ai diciassette membri dell´Eurozona. Ma finalmente tutto torna a posto, venerdì la Borsa di Atene è risalita, tutte le Borse europee si sono posizionate attorno al pareggio tra offerta e domanda, lo «spread» nei confronti del Bund tedesco è peggiorato di poco. Tutto a posto. L´ha detto Christine Lagarde a nome del Fondo monetario internazionale, l´ha detto il presidente della Commissione di Bruxelles, Manuel Barroso, il presidente dell´Ue, il presidente dell´Eurozona, il presidente della Bce. E l´hanno confermato la Merkel e Sarkozy. Tutto a posto, ma niente in ordine. E perché? Perché l´agenzia di rating Fitch, la più piccola e di solito la più prudente delle tre agenzie di rating americane, ha pronunciato la parola «default» a proposito del salvataggio della Grecia. Per essere esatti: ha definito l´operazione da 160 miliardi un “selective default”. È mai possibile che nonostante la contentezza di tutte le autorità europee, la buona accoglienza dei mercati e la dimensione delle risorse mobilitate, basti la dichiarazione di …

"Le Province sono davvero inutili o è la retorica dell’antipolitica?", di Valerio Onida

Caro direttore, da qualche tempo, in nome della necessità di ridurre i «costi della politica» , ha ripreso vigore l’idea di abolire le Province come enti locali. Ma davvero sarebbe una buona idea? Naturalmente non basta l’argomento che le Province «costano» . Tutte le istituzioni «costano» . Il problema è se «servono» . Le Province «enti inutili» ? È vero che alla Costituente si era pensato che la creazione delle Regioni le avrebbe reso superflue. Ma poi l’idea rientrò; e l’esperienza successiva ha condotto viceversa ad un progressivo rafforzamento delle funzioni del livello di governo provinciale, pur dopo l’istituzione delle Regioni. Sono lontani i tempi in cui si diceva che le Province servivano solo per strade, manicomi e assistenza agli illegittimi. Le Province continuano ad occuparsi di strade, ma le loro funzioni sono andate crescendo. Nella legge del 1990 sulle autonomie locali e nel testo unico del 2000 la Provincia è definita come l’ «ente locale intermedio tra Comune e Regione» , che «rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove e ne …

Inchiesta su Penati, l’accusa: «È un sistema trasversale», di Giuseppe Vespo

Ci sarebbe un «sistema» dietro il presunto giro di mazzette di cui è accusato Filippo Penati. A sostenerlo sono gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta di Monza. Il Pd: nessun finanziamento. I nostri bilanci sono certificati. Finanziamento illecito ai partiti. È l’ipotesi di reato che più fa discutere tra quelle messe in piedi dalla procura di Monza, che indaga sulle presunte mazzette prese dall’ex sindaco di Sesto San Giovanni, e vicepresidente del consiglio regionale lombardo, Filippo Penati, nell’ambito «degli interventi edilizi sulle aree Falck ed Ercole Marelli, e sulla gestione del servizio trasporti Altomilanesi». La bufera giudiziaria scatenata dai pm Walter Mapelli e Franca Macchia svelerebbe infatti «un sistema insospettabile e trasversale, che qualcuno chiama “lobbismo” e che io chiamo “mazzette”, che non riguarda un solo partito, ma una classe politica». A sostenerlo è Piero Di Caterina, indagato e imprenditore nel settore del trasporto pubblico con la «Caronte srl». È uno dei principali accusatori dell’esponente democratico, insieme al consigliere sestese di centrodestra, nonché ex proprietario dell’area Falck, Giuseppe Pasini. Dai verbali secretari delle loro rivelazioni ai magistrati …

"Napolitano: attacchi inaccettabili alle toghe", di Umberto Rosso

“Attenti agli umori antidemocratici”. Berlusconi: con Bossi tutto a posto, governo saldo. Il capo dello Stato “bacchetta” il premier: sul nuovo Guardasigilli non sono pronti. Napolitano che sulla finanziaria ha “commissariato” il governo? E che esercita ormai un presidenzialismo di fatto? «Interpretazioni dietrologiche, fanta-istituzionali del mio operato». Il capo dello Stato liquida così le polemiche, ricevendo il tradizionale Ventaglio della stampa parlamentare, spiegando che «non c´è nulla di serio in queste ricostruzioni, perché non ho invaso alcuno spazio o ruolo che non fosse il mio». Un suo preciso «dovere», precisa Napolitano, quello di spingere per far passare in tempi record la manovra, con un´importante «prova di coesione» fra le forze politiche che però non deve restare l´unica. «È indubbiamente servita, come sa bene chi segue l´Eurozona e i mercati finanziari, ma quella prova di coesione non è stata risolutiva perché molto resta da fare». Invito rivolto a tutti i partiti, ma poi a margine della cerimonia, chiacchierando con i giornalisti, il presidente della Repubblica spedisce un messaggio al governo sulla telenovela della sostituzione del ministro …

"Un paese impoverito e l'erosione della legalità", di Nadia Urbinati

Chi governa un Paese non dovrebbe sottomettere le proprie scelte a nessun´altra autorità che non sia la legge: qui sta il seme della libertà e anche la condizione del benessere, individuale e collettivo. Su questa massima si sono trovati d´accordo conservatori e democratici, i seguaci di Edmund Burke e di Jean-Jacques Rousseau. Nonostante la sua generale condivisione, però, questa massima di prudenza e di buon senso ha trovato forti resistenze. Chi scriverà la storia del nostro Paese e la potrà raccontare senza incontrare diffidenze ideologiche si troverà probabilmente a dover dar conto degli effetti sociali che questa resistenza ha prodotto nel corso degli ultimi decenni, per esempio della correlazione tra impoverimento generale e deperimento del senso della legge, e poi, immancabilmente, tra essa e il declino del senso di giustizia sociale. L´escalation delle manovre economiche è in qualche modo un riflesso e un´indicazione di questa storia. L´incontro nefasto di questi fattori ha accompagnato il graduale declino economico e sociale, un declino il cui inizio è databile agli anni ´80 e ai governi ispirati o guidati …