Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Sacrifici? Non per gli avvocati Pdl e per chi ha un «doppio incarico»

È in corso all’interno del Pdl una raccolta delle firme per protestare contro la manovra da domani al voto del Senato (al momento sarebbero circa un’ottantina). «Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, noi il testo – assicura un avvocato del Pdl – non la voteremo mai dovesse anche cadere Tremonti». «È sconcertante che nel Pdl ci sia chi è pronto ad affondare il paese per difendere privilegi e rendite di posizione. Minacciare di non votare la manovra per difendere la propria corporazione è inconcepibile. Il Pdl è irresponsabile e dimostra di non avere alcuna attenzione nei confronti dei problemi del Paese». Lo dichiara Oriano Giovannelli, responsabile Forum Pubblica amministrazione del Pd. «Il Pdl ha sempre irresponsabilmente assecondato gli interessi delle caste, forte con i deboli e debole con i forti, oggi questo gioco deve finire perché non solo è ignobile ma rischia di affondare l`intero Paese», conclude. Un’altra norma contro la quale si stanno alzando le barricate tra i berlusconiani è quella che renderebbe incompatibile l’incarico di parlamentare …

"E' mancato il governo ci sentiamo abbandonati", di Tonia Mastrobuoni

Tra gli imprenditori del Nord-Est il consenso per Berlusconi crolla al 13% È come il film in cui Bill Murray si svegliava tutte le mattine per rivivere la stessa giornata. Gli imprenditori del Nordest non riescono a cambiare idea sulla fine della crisi. Il 32 per cento spera di uscirne entro dodici mesi. Ma è la stessa percentuale del 2010, quando era il 30,2 per cento. Il rapporto della Fondazione Nord Est per il 2011 presentato ieri a Padova ne deduce che la riemersione dalle secche della crisi viene continuamente spostata in avanti, «come se la dimensione dell’incertezza avesse congelato la situazione». Come in un incubo. Anche l’esigua minoranza che pensa che ne stiamo uscendo è sempre la stessa: il 13,2 per cento contro il 10 di un anno fa. Forse a questo infernale, eterno presente contribuisce il fatto che gli imprenditori che animano quest’area nordorientale del paese, la «Germania d’Italia» come la definisce anche il rapporto curato dal sociologo dell’Università di Padova Daniele Marini, si sentano, piuttosto, come in Belgio. Ormai da anni senza …

"Tre ministri in una stanza", di Tony Jop

Mentre il Paese annaspa la Lega annuncia il trasferimento dei dicasteri a Monza. In 200 metri il surrogato (triste) del federalismo. Non il cielo, come cantava Paoli, ma il ministero in una stanza. Anzi, tre stanze, una per dicastero: in duecento metri quadri complessivi si consoliderà molto presto quel surrogato di sogno leghista di trasferire a Nord una parte della testa dello Stato, del governo. Dicono che sabato 23 luglio sarà tutto pronto, fervono i preparativi, cioè niente, a parte l’arrivo della mobilia. L’Italia rischia di colare a picco, gli italiani sopportano un brusco ridimensionamento del loro comfort vitale, ma c’è chi può permettersi di dare corpo ai propri capricci, a Monza, nella Reggia. Perché Bossi ha deciso che in quelle tre stanze del gran palazzo quasi tutto in pezzi alloggeranno lui, Calderoli e l’amico Tremonti: più cheun gesto politicamente rilevante, l’ennesimo dito medio alzato di fronte al paese, alla sua bandiera e, a dispetto delle carinerie opportuniste fin qui macinate dal leader leghista, anche al presidente della Repubblica. Pensano che la loro base sarà …

"Pd: «Stop ai vitalizi per i parlamentari» La contromanovra taglia la politica", di Andrea Carugati

Un taglio drastico ai costi della politica. A partire dagli stipendi e dalle pensioni dei parlamentari, i cosiddetti vitalizi. E un immediato aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie dal 12,5 al 20%. È questo il cuore delle proposte del Pd sulla manovra economica, che saranno presentate oggi al Senato. Di fronte alla crisi dei titoli italiani sui mercati, e all’urgenza di varare in tempi rapidi una manovra che rassicuri gli investitori internazionali, i democratici hanno scelto di lanciare un messaggio forte, senza rinunciare alle proposte per modificare significativamente il testo del governo, giudicato «non equo e non in grado di sostenere crescita e sviluppo», come ha spiegato Massimo D’Alema, ribadendo che «la situazione è grave e ognuno deve contribuire ad evitare danni ancora maggiori». «Noi siamo quelli che hanno affrontato il peggio. C’è un’Italia solida anche dal lato delle opposizioni, di questo si abbia certezza», ha detto Bersani. «In Parlamento abbiamo sempre collaborato, ma il governo la smetta di fare delle chiacchiere». «Il nuovo record dello spread tra Btp e Bund tedeschi non ammette incertezze», rincara …

"Una cura immediata da 12 miliardi", di Eugenio Scalfari

La Borsa italiana ha paurosamente sbandato nella prima mattinata di ieri, poi si è ripresa. L´emissione di titoli del Tesoro è andata male, c´è stato un calo della domanda e un´ulteriore impennata dei rendimenti e dello “spread” rispetto al Bund tedesco. Le altre Borse europee hanno continuato a ballare per tutta la giornata e la stessa cosa è avvenuta a Wall Street. L´attacco della speculazione è dunque rivolto contro tutta la finanza europea e non soltanto contro l´Italia. Ho avuto modo di parlarne ieri con Mario Draghi. La sua valutazione riguarda la necessità che il Consiglio dei Capi di Stato e di governo dell´Unione europea che si riunirà tra una settimana decida di rafforzare anzi di costruire una politica unitaria che finora non c´è stata e la cui assenza ha stimolato l´aggressività della speculazione e la fragilità dei mercati. Avremo dunque ancora alcuni giorni molto agitati in Europa (e anche in Usa) prima di “riveder le stelle”. E in Italia? I commentatori italiani hanno spiegato il miglioramento di Piazza degli Affari con la dichiarazione di …

"Legge sul testamento biologico Una ferita alla laicità dello Stato", di Michele Ainis

Nel grande teatro di Montecitorio ieri è andato in scena Eugene Ionesco, il maestro dell’assurdo. Non tanto perchè i nostri deputati si lambicassero il cervello in esercizi filosofici mentre là fuori tremavano le borse. Nemmeno per la singolare concezione dell’urgenza che ispira il Parlamento: il Senato ci ha messo 17 mesi per votare il ddl Calabrò sul testamento biologico, la Camera ne ha fatti passare altri 14 prima di discuterlo, adesso — chissà perché— lo sprint finale. Ma il paradosso non è soltanto esterno, non è un effetto della congiuntura. No, abita all’interno della legge, come una tenia dentro l’intestino. Anzi: a metterli in fila, i paradossi sono almeno quattro. Primo: le motivazioni. Quelle dettate in aprile dal presidente del Consiglio, con una lettera ai suoi parlamentari. Sarebbe meglio non farla questa legge (Berlusconi dixit), sarebbe preferibile lasciare un vuoto normativo; ma siccome poi i giudici decidono lo stesso, ci toccherà turare il vuoto. E in quale altro modo dovrebbero mai comportarsi, povericristi? Il nostro ordinamento non ammette lacune: se un magistrato lascia cadere nel …

"Così si apre la strada a tante cause legali", di Umberto Veronesi

Ho avviato sei anni fa in Italia la campagna di sensibilizzazione a favore del Testamento Biologico, per allineare l’Italia ai Paesi civilmente avanzati – ad esempio gli Usa, la Francia, la Germania, la Gran Bretagna – come è, e sempre è stato il nostro. È stata per me una battaglia culturale per l’evoluzione di un pensiero in cui credo da sempre: il pensiero laico, libero, trasversale. Ho scritto, come autore unico o insieme ad alcuni dei nostri migliori giuristi, cinque libri sul tema della libertà e il diritto di accettare o rifiutare le cure in ogni circostanza, sulla base delle convinzioni personali. Questo è infatti l’obiettivo del Biotestamento ovunque nel mondo: mettere sempre al centro di ogni decisione la volontà della persona. Avevo anche qualche ambizione in più. Ho sempre pensato che il testamento biologico – cioè l’espressione anticipata delle proprie volontà circa le cure che si vogliono o non si vogliono ricevere, in caso di perdita della facoltà di esprimersi di persona – potesse avere anche un valore educativo, perché obbliga ognuno ad affrontare …