Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

«Case e appalti, i segreti della Sogei. E i vertici sono di nuovo in bilico», di Sergio Rizzo

Le strane coincidenze sulla sede di rappresentanza a Roma Un nuovo ribaltone si prepara ai vertici della Sogei, la società pubblica che ha in mano con l’Anagrafe tributaria tutti i nostri dati più delicati. E’ l’ennesimo, nel giro di neanche tre anni. Il grimaldello per far saltare i vertici è stato infilato nel decreto sviluppo. Con il pretesto di rilanciare il progetto della carta d’identità elettronica è previsto che un pezzo del Poligrafico dello Stato venga integrato nella Sogei: conseguenza inevitabile il rinnovo degli amministratori a strettissimo giro di posta. Il decreto ha concesso al consiglio una sopravvivenza massima di 45 giorni. E sebbene la disposizione sia stata concepita ben prima che esplodesse il caso di Marco Milanese, non è escluso che questo renda l’avvicendamento ancora più rapido del previsto. L’amministratore delegato Marco Bonamico non sconterà il fatto che la sua nomina sia stata a suo tempo caldeggiata proprio dall’ex consigliere di Tremonti ora destinatario di gravissime accuse, quanto piuttosto una gestione che il principale cliente della società, cioè l’Agenzia delle entrate, non considera a …

"Prodi: «L’Italia paga per la debolezza di questo governo»", di Francesco Cundari

L’allarme per l’attacco della speculazione contro l’Italia si inserisce nel contesto della crisi dell’Europa, dice Romano Prodi, ma se in questo quadro l’Italia ha preso «la bastonata più forte» è perché «lo scossone europeo ha coinciso con un momento di grande debolezza e di fortissime tensioni interne al governo italiano». Negli ultimi anni Romano Prodi ha scritto molto e parlato poco. Ha partecipato al dibattito pubblico più attraverso articoli e interventi d’occasione che attraverso interviste. In questo caso, l’occasione è offerta dagli auguri che l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea ha voluto fare al nuovo direttore dell’Unità, «tanto più doverosi in un momentoc osì difficile per la stampa quotidiana». Certo non è un momento facile nemmeno per l’Italia nel suo complesso. Qual è la sua impressione, all’indomani del tracollo della borsa e dei titoli di stato sui mercati? «Sono problemi che partono da lontano. Pesa, in particolare, l’incapacità della leadership europea di affrontare i problemi della moneta unica. Ormai è più di un anno che si continua a rinviare, lasciando così uno spazio …

"Un regno che affonda in un mare di scandali", di Eugenio Scalfari

LA FINE d’un regno ha sempre un andamento drammatico e talvolta addirittura tragico. Pensate a Macbeth e a Lear ma anche a Hitler e a Mussolini, dove la realtà sembra imitare i vertici della letteratura. Talvolta però alla cupezza del dramma si accompagna la sconcia comicità della farsa; sconcia perché inconsapevole e quindi cupa e drammatica anch’essa. Vengono in mente alcuni comprimari del fine regno berlusconiano: Brunetta, Gasparri, La Russa, Quagliariello, Sacconi, Ghedini, Prestigiacomo, Gelmini, Alfano e il suo partito degli onesti. Con Calderoli siamo al culmine della comicità inconsapevole, a cominciare da come si veste e da come cammina: non è un pavone che esibisce la sua splendida ruota e neppure un tacchino con i suoi bargigli, ma ha piuttosto l’andare del gallinaccio, il più sgraziato dei pennuti. Bossi no, non è comico ma profondamente drammatico: un leader lucido e sensibilissimo a cogliere gli umori della sua gente, cui la malattia aveva addirittura conferito un di più, quella parlata inceppata, quei gesti di una volgarità voluta, quella faccia segnata ma non rassegnata: così era …

«La lezione delle "nonne"», di Giovanna Zincone

Il movimento delle donne riprende finalmente fiato: le manifestazioni di febbraio e le assise di Siena di questi giorni lo testimoniano. Auguriamoci però che funzioni meglio del suo antenato prossimo. Il femminismo degli Anni Settanta è stato come l’algebra: erano poche quelle che sapevano insegnarlo, non abbastanza quelle che avevano voglia di impararlo. Una quota troppo significativa delle femministe di allora era assorbita dall’autocoscienza in piccoli gruppi, talora persino impantanata in astruse teorie che si sforzavano di dimostrare l’insuperabile differenza tra i sessi allo scopo di promuovere la separazione culturale e politica dal mondo maschile. Ma questo femminismo troppo introverso e isolazionista ha avuto il grande pregio di rivendicare autonomia e dignità. E, nell’insieme, nonostante questi limiti, il femminismo delle nonne – come hanno ricordato ieri Mariella Gramaglia su «La Stampa» e Benedetta Tobagi su «Repubblica» – ha ottenuto molto. Ma i successi pratici si devono soprattutto ad un’altra componente, quella pragmatica: alle reprobe che hanno dirazzato portando istanze femministe nei partiti e negli organismi rappresentativi, magari alleandosi con maschi non necessariamente radicali, ma fautori …

"E il Pd resta maggioritario", di Stefano Menichini

Molta gente tira un sospiro di sollievo, ora che Stefano Passigli ha annunciato la sospensione della raccolta delle firme (peraltro mai partita) per un referendum che avrebbe riportato in vita il sistema proporzionale. Ha perfettamente ragione Rosy Bindi: «È una buona notizia». Perché adesso, sgombrato il campo da tentazioni che avrebbero riportato il sistema politico indietro di anni, il Pd può serenamente lavorare ad una sua proposta da porre rapidamente all’ordine del giorno del senato. Tira un sospiro di sollievo Bersani, che per questo esito aveva lavorato, seppure – secondo noi – palesando un ritardo che non ha impedito l’accendersi delle polemiche interne. Sollievo anche qui a Europa, che aveva auspicato questo finale. Ma soprattutto sono comprensibilmente soddisfatti tutti quelli che stanno lavorando per un referendum che riporti in vita il Mattarellum, i vari Castagnetti, Parisi, Veltroni e gli altri che sul punto fondamentale della difesa del bipolarismo e del diritto degli elettori a scegliere chi li governa non mollano. Il deterrente ha funzionato. È andata come a Risiko: i proporzionalisti hanno attaccato ma avevano …

Lodo Mondadori, Fininvest pagherà 560 milioni

Fininvest dovrà pagare 560 milioni alla Cir di De Benedetti. Dopo il blitz fallito di inserire – di nascosto – una norma “ad aziendam” nella manovra, l’azienda di Berlusconi dovrà aprire il portafoglio. I giudici della seconda corte d’appello di Milano hanno depositato la sentenza civile della causa che vede contrapposte Fininvest e Cir, la holding di Carlo De Benedetti. Oggetto: la vicenda del Lodo Mondadori. La sentenza è immediatamente esecutiva. I giudici hanno condannato Fininvest a risarcire Cir per la vicenda del Lodo Mondadori per 540 milioni circa di euro alla data della sentenza di primo grado dell’ottobre 2009, più gli interessi e le spese decorsi da quel giorno. La cifra quindi arriverebbe intorno ai 560 milioni di euro. Gli esperti da giorni dicono comunque che l’esborso non porterà particolari sconquassi alla Fininvest. I 560 milioni sono una cifra nettamente inferiore ai 750 disposti in primo grado dal giudice Raimondo Mesiano. A tanto ammontava la condanna emessa nell’autunno del 2009, nel primo round della battaglia di una guerrà legale lunga vent’anni. Si tratta del …

«Parma in rivolta contro i corrotti ora sembra la Milano del ’ 92», di Dario Di Vico

Denunce e fiaccolate anticorruzione È ovvio che il precedente che viene alla mente non può che essere Milano e la stagione di Mani Pulite iniziata nel ’ 92. A Parma, infatti, mutatis mutandis sta succedendo qualcosa del genere: la politica è in mora e si è creato un circuito di consenso diretto tra magistratura e opinione pubblica. Dal 24 giugno scorso, giorno in cui sono stati arrestati per tangenti negli appalti pubblici in un colpo solo ben 11 tra alti dirigenti del Comune, funzionari e imprenditori, è scoppiata una piccola rivolta anticorruzione. Il copione in fondo è semplice: i cittadini sono stanchi di piccole e grandi malversazioni e chiedono ai giudici di fare piazza pulita, di aiutarli a liberarsi di una casta fastidiosa e costosa. La sera stessa in cui in città si era sparsa la notizia del clamoroso blitz la ribellione si è espressa con un vero e proprio assedio al municipio, un centinaio di persone che scandivano a gran voce la richiesta di dimissioni del sindaco, Pietro Vignali, individuato come il responsabile del …