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Province, sì o no? Parliamone ma senza demagogia

I presidenti Pd scrivono a l’Unità dopo il voto alla Camera sulla proposta Idv per l’abolizione. Abbiamo assistito in questi giorni ad un dibattito sulla cancellazione delle Province intriso di demagogia e di superficialità. I cittadini e le imprese ci chiedono di riformare con coraggio la pubblica amministrazione per renderla più snella ed efficiente e per consentire al Paese riforme ormai non più rinviabili. Tutto ciò è tema che riguarda seriamente il Partito Democratico e la sua capacità di collocarsi in modo convincente sul terreno delle riforme, spiegando ai cittadini ciò che intende fare e soprattutto ciò che farà al governo del Paese. Per questo la scelta del Partito di non sostenere l’ipotesi demagogica dell’Idv e dei centristi, volta solo all’incasso di un consenso a breve, ci convince. Di fronte alla presa di posizione di autorevoli esponenti del nostro partito, per “amor di verità” crediamo di dover richiamare il nostro programma elettorale del 2008, che come Presidenti di Provincia abbiamo condiviso e che prevedeva l’eliminazione entro 1 anno di tutti gli ATO, settoriali e non, …

"Biotestamento, siamo noi i padroni della nostra vita", di Umberto Veronesi

Per chi esprime il pensiero laico della società civile, al di fuori delle ideologie e delle fedi, i sentimenti di fronte alla legge sul biotestamento in via di approvazione alla Camera sono essenzialmente due: stupore e incredulità. Non capiamo come può il Parlamento prendere decisioni che calpestano i diritti individuali tutelati dalla Costituzione, quale quello, fondamentale, di decidere come vivere e come non vivere. E inoltre non crediamo che lo possa fare. Capiamo invece che il dibattito sulla vita, la sua qualità e la sua fine, passa attraverso dilemmi etici e filosofici, oltre che medico-scientifici, che la politica non riesce a trattare, e capiamo dunque la difficoltà per ogni singolo parlamentare nel dare un voto in piena consapevolezza e coscienza su questa materia. Per questo la maggioranza di noi chiede di fermare l´iter legislativo, nella convinzione che l´assenza di una legge sia un male minore rispetto a una cattiva legge. La mancanza di una normativa permetterebbe a tutti, medici e cittadini, malati e famigliari, di comportarsi nel modo più appropriato, caso per caso, rispettando così …

"Hanno ucciso il federalismo", di Vasco Errani

La manovra presentata dal Governo dovrebbe servire a salvare i conti del Paese ma in realtà fa tre operazioni molto chiare. Assieme ad una buona dose di confusione questa manovra: opera una stretta pesantissima sui servizi, in primis sanità e sociale; colpisce in via diretta il risparmio e dunque il portafoglio dei cittadini; dà una botta mortale all’autonomia di Regioni e Comuni, virtuosi o meno. Certo, si dice l’esatto contrario e lavorando di bisturi sulle pieghe del provvedimento si arriva a dire, come ha fatto il Tg1 l’altra sera, che si difende l’occupazione e si premiano le buone amministrazioni. Ma la distanza di questa finzione dalla realtà del Paese è ormai drammatica. Solo qualche parola per chiarire. Sul sociale dal 2008 ad oggi si è passati da 2.400 milioni a 500, poi a 300 ed ora di fatto a zero. Sulla sanità si operano 8 miliardi di ulteriori tagli e si prefigura un pesante ticket per le prestazioni più diffuse. Si triplica il bollo che colpisce i piccoli risparmi, al punto che si allarma anche …

"Giulio, Renato e la conferenza dei cretini", di Francesco Merlo

Torna, a fine regime berlusconiano, la maledizione socialista, quella speciale maniera di andare a male senza eroismi, di uscire di scena guastandosi, di farsi reciprocamente la linguaccia, di degenerare nella comicità involontaria e nel livore.Tremonti, Brunetta e Sacconi hanno le stesse origini. Scampati per miracolo alla decimazione della schiatta socialista, erano come l´ultima legione romana che, nel trionfante regno dei barbari, aveva saputo creare un´isola di sopravvivenza. Adesso invece si insultano, si disprezzano, sibilano «scemo» e «cretino» ed è facile prendersela con Brunetta che di tutti è il più caricaturale, quello che sta guastando anche gli ultimi giorni di Pompei. Ma Tremonti e Sacconi, e con loro Cicchitto e gli altri, il napoletano Caldoro e i tanti piccoli garofani appassiti, sono pur sempre i fratelli di Brunetta, fratelli coltelli, parenti serpenti … Dentro un governo dove ciascuno rinfaccia all´altro i trucchi andati a male, la vergogna per il Lodo Mondadori, loro danno spettacolo nello spettacolo e con l´umore definitivamente irritato rubano la scena persino a Berlusconi, che è tutto dire. E realizzano appunto una maledizione, …

"Autonomie verso lo strappo", di Eugenio Bruno

Ormai lo «strappo» istituzionale è consumato. Assente Tremonti che per il momento rifiuta anche solo contatti telefonici, assente Berlusconi che ancora non concede l’incontro «urgente» chiesto a gran voce. Così ieri sindaci, governatori e presidenti di Provincia hanno dovuto prendere atto della rottura dei rapporti col Governo sulla manovra. Solo una brevissima apparizione – presenti i ministri Fitto, Sacconi e Calderoli – in Conferenza unificata per esprimere la profonda insoddisfazione verso il decretone. Un breve scambio di vedute dai toni anche aspri, e poi via. Al momento i rapporti restano sospesi. Col cammino del federalismo fiscale in bilico, i servizi sociali e sanitari a rischio, i cantieri fermi, gli investimenti al palo, i fondi alle imprese in naftalina. L’universo delle autonomie, compatto, è pronto a dare battaglia aldilà degli schieramenti. Dall’Esecutivo ieri sono arrivate timide aperture, tutte da verificare nei fatti. Fitto s’è detto sicuro («pur nell’asprezza dei toni di oggi rispetto ai rapporti istituzionali») che l’incontro richiesto si potrà fare presto. Mentre Calderoli, riconoscendo come «ragionevoli» le critiche a una manovra che arriva in …

"Un Fatto abusivo su Berlinguer", di Stefano Menichini

Si tranquillizzino quelli che si preoccupano per il futuro dell’antiberlusconismo di stampo giustizialista quando non ci sarà più Berlusconi. Non rimarranno disoccupati, coloro per i quali il casellario giudiziario è il prisma attraverso il quale leggere l’Italia, e che ritengono che ogni politico o uomo di potere siano a priori colpevoli di qualcosa, finché non riescono a dimostrarsi innocenti. Al Fatto, per esempio, hanno deciso di riposizionarsi per tempo. Per loro, quando Berlusconi non ci sarà più non cambierà granché: la politica è comunque un oceano di corruzione, nessun partito fa eccezione e il Pd – in quanto futuro probabile principale partito di governo – merita fin d’ora un bel trattamento demolitorio. Ed ecco allora ieri la prima pagina, titoli, commenti, articoli: «Questione morale addio», «La diversità perduta», «Berlinguer chi era costui?», «Mazzetta rossa la trionferà». Magari si trattasse del prezioso ruolo del watch-dog che non fa sconti ad alcuna parte politica. Questa è intimidazione a mezzo stampa. È la negazione di una qualità politica differente che, passando dalle sfuriate di Beppe Grillo, finisce per …

Non solo pensioni e Bot. Serviranno più tasse per arrivare al pareggio", di Bianca Di Giovanni

Cominciano a uscire i numeri «veri » della manovra, quelli della relazione tecnica redatta dalla Ragioneria. Ebbene, l’intervento nel 2014 arriva a 24 miliardi di euro. Come anticipato dal Pd e da l’Unità due giorni fa, nel 2014 non si raggiungerà il pareggio di bilancio. O meglio, tutto è affidato alle deleghe, quella sul fisco e l’altra sull’assistenza, che sono ancora tutte da scrivere. Dalle tasse e dai tagli al welfare il governo punta a reperire ben 15 miliardi. Ma l’operazione non può che essere rinviata, visti i pesanti effetti sociali. Il ministro parla di riordino delle detrazioni, prefigurando un consistente taglio. Se si pensa che gran parte degli sconti fiscali sono oggi attribuiti ai redditi da lavoro, e in particolare ai carichi familiari, si ha l’idea dei possibili effetti dell’intervento. Ieri il presidente Giorgio napolitano ha ammonito sul fatto che «la legge di riforma fiscale va decisa nel momentoopportuno, va seguita da decisioni ulteriori e sicuramente da completamente economici necessari ». Come dire: l’operazione non sarà semplice. «Ma vediamo cosa decide il Parlamento», ha …