Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Le cattive compagnie di SuperGiulio", di Gianni Del Vecchio

La richiesta di arresto per l’ex consigliere imbarazza l’uomo forte del governo, Tremonti. «Era un commento sottovoce, come ce ne possono essere tanti, pare comunque che l’incidente sia chiuso, Tremonti ha chiesto scusa in consiglio dei ministri. Brunetta era dispiaciuto ma ha avuto la solidarietà di tutti. Andremo tutti al suo matrimonio». Il ministro allo sviluppo economico, Paolo Romani, ha ovviamente cercato di sdrammatizzare la brutta gaffe del collega all’Economia, pizzicato dalle telecamere a insultare Brunetta durante la conferenza stampa in cui i ministri economici hanno illustrato la manovra. Giulio Tremonti s’è lasciato andare a un eloquente «Questo è il tipico intervento suicida, è proprio un cretino », mentre Brunetta difendeva i tagli alla spesa del pubblico impiego, il blocco del turnover e quello degli incrementi salariali. Tutte misure che il titolare di via Venti settembre avrebbe preferito fossero rimaste in secondo piano mentre il politico veneziano le stava spiattellando a tutti i giornalisti. Quella che in un altro momento sarebbe stata interpretata come una semplice caduta di stile, nel governo litigioso e balcanizzato di …

"La manovra dei rinvii che inquieta i mercati", di Tito Boeri

Il divario fra il rendimento dei titoli di stato tedeschi e italiani è salito ieri fino a 226 punti base, un nuovo record dopo l´entrata del nostro Paese nell´euro. Negli ultimi 3 mesi il divario è salito di quasi 80 punti: protratto nel tempo, comporta una tassa di 12 miliardi. Una tassa sulle spalle del contribuente italiano a vantaggio soprattutto di investitori esteri. Se non vogliamo pagarla e magari vederci presentare un conto ancora più salato, abbiamo una strada obbligata da percorrere: essere credibili nel rispettare gli impegni di rientro del debito che abbiamo preso. Il nostro governo ha voluto nei mesi scorsi prendere impegni ancora più stringenti rispetto a quelli che ci venivano richiesti in Europa. Si è dato l´obiettivo ambiziosissimo di portare il bilancio in pareggio entro il 2014. Bastava per l´Europa un aggiustamento inferiore, di circa 15 miliardi in meno. Ma da allora tutti coloro che contribuiscono a formare le opinioni degli investitori (Ocse, Commissione europea, Fondo monetario, agenzie di rating) ci chiedono di chiarire come compieremo questo virtuosismo. E ogni ritardo …

Anna Finocchiaro e Dario Franceschini presentano mozione sulla gravissima difficolta' finanziaria delle autonomie territoriali

I gruppi del Pd di Camera e Senato hanno presentato una mozione sul tema della finanza locale per chiedere che la manovra economica sia coerente con i principi del federalismo fiscale. Di seguito il testo. Il Senato, premesso che le autonomie territoriali italiane, e in modo particolare i comuni, versano in una situazione di gravissima difficoltà finanziaria, evidenziata nella predisposizione dei bilanci preventivi per il 2011, con pesanti ripercussioni sui servizi forniti ai cittadini (nidi e scuole dell’infanzia, assistenza agli anziani e ai disabili, manutenzione strade, edifici e verde pubblico, polizia urbana), mentre altre forti difficoltà si annunciano per il 2012 visti i tagli già previsti; infatti la manovra triennale di finanza pubblica 2011-2013 (legge 30 luglio 2010, n. 122, di conversione con modificazioni del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78), recepita successivamente nella legge di stabilità per il 2011 (legge 13 dicembre 2010, n. 220) grava in modo del tutto sproporzionato su comuni, province e regioni. Essa prevede che su circa 40 miliardi di euro complessivi di riduzione delle spese correnti ben 22,4 miliardi …

Manovra sbagliata: non aiuta l`Italia non serve all`Europa", di Stefano Fassina

Oltre ad essere pesante adesso scopriamo che non onora nemmeno gli impegni presi con la Ue: gli effetti nel 2014 saranno pari a 25,4 miliardi, non 40 come indicato nel Def. E’ la manovra delle tre “i”: inadeguata, iniqua, irresponsabile. Pdl e Lega, sin dall`inizio della legislatura, hanno attuato la po- litica economica delle tre “i”. Ieri, è arrivato l`ultimo atto. E una manovra inadeguata, perché non affronta il problema di fondo dell`economia italiana: la stagnazione della produttività, la perdita di competitività e, quindi, la crescita anemica. È l`ennesimo atto di una storia senza futuro. Non si cimenta nella “battaglia del denominatore”, come scrive Mario Monti, nella sfida per alzare il Pil, fattore fondamentale per la sostenibilità del debito pubblico. Sono ancora una volta assenti le riforme strutturali, la politica industriale, gli investimenti. È un`assenza dovuta al groviglio di rendite alla base, da sempre, del consenso alla destra italiana. È un`assenza dovuta anche all`ideologia mercatista del ministro Tremonti, convinto nell`animo che lo Stato è criminogeno, nonostante le battute alla moda degli ultimi anni. È una …

"I 17 anni che non cambiarono Berlusconi mentre nasceva una nuova società", di Corrado Stajano

Se diciassette anni ci sembran pochi. Berlusconi e il berlusconismo, regime o non regime. Forse è ora di cominciare a tirar le somme di questo tempo lungo. Adesso che l’aria sembra mutata e sulla scena è comparsa una nuova società, fatta di giovani anche, sepolti o finiti nelle catacombe, si temeva. Imbrigliati in un presente immiserito, senza un futuro, vogliosi di riprendersi la vita. Torniamo alle origini, si è sentito dire invece da fedeli seguaci del premier, nostalgici di anni per loro irripetibili. Ma come fu quel passato così rimpianto? Davvero fervido, diverso da un oggi che costringe chi non ha beni e lavoro a tirare a campare nel timore di quel che può accadere? La XII legislatura del Parlamento della Repubblica, quella della «discesa in campo» di Berlusconi, cominciò il 15 aprile 1994. Per il centrosinistra disunito fu una disfatta. L’inchiesta di «Mani pulite» aveva messo a nudo, dal 1992, la corruzione dei partiti e gli elettori scelsero allora l’uomo nuovo dell’antipolitica ritenendo probabilmente di completare con il loro voto la popolare opera di …

"La patrimoniale della destra", di Luigi Spaventa

Lo hanno detto e ripetuto il capo e i rappresentanti di questo Governo, settimana dopo settimana: «Non abbiamo mai messo, non mettiamo e mai metteremo le mani nelle tasche degli Italiani» – significando con ciò che per tenere sotto controllo la finanza pubblica non occorreva aumentare le imposte. La reazione era poi durissima se solo si sentivano le quattro lettere pi, a, ti, erre: pavlovianamente, senza neppure attendere se si volesse dire patria o, che so, patronimico. Subito ministri, portavoci, capigruppo di maggioranza dichiaravano che avrebbero protetto i cittadini dalla “patrimoniale”, con cui una “certa sinistra” voleva espropriare i risparmi dei cittadini. Bene, bene. Se è saggio chi sa cambiare idea, bisogna dire che il Governo con la “manovra” di questi giorni ha dato gran prova di saggezza. I 43,4 miliardi di correzione dei saldi di finanza pubblica fra quest´anno e il 2014 sono ottenuti per oltre un terzo con maggiori entrate: dunque con un aumento di pressione fiscale (già fra le più elevate d´Europa) anche trascurando le mani nascoste delle addizionali degli enti locali …

«Addio federalismo e servizi azzerati», di Eugenio Bruno

Una manovra che azzera il federalismo fiscale e che mette pesantemente a rischio tutti i servizi sul territorio. Governatori, sindaci e presidenti di Provincia respingono al mittente il decretone del Governo e quei tagli che solo per i bilanci locali vale 9,6 miliardi nel 2013-2014 e altri 7,5 di minori finanziamenti per la sanità. E ieri, scottati dall’improvvisa disdetta del vertice programmato con l’Esecutivo, sono passati insieme al contrattacco. Diserteranno tutti gli impegni istituzionali, a cominciare dalla Conferenza unificata di oggi, dove si presenteranno solo per ufficializzare le critiche e illustrare gli effetti della manovra che si scaricheranno sui cittadini. Assistenza sociale, trasporto pubblico locale, livelli di assistenza sanitaria, politiche di sostegno alle imprese, investimenti: è questo, secondo le autonomie, il lungo elenco di servizi sui quali inciderà come un bisturi la manovra. Berlusconi – al quale chiedono un incontro urgente – deve «assumersi la responsabilità delle ricadute sui servizi fondamentali per il Paese», hanno scritto in una lettera. Insomma: sui tagli il premier “deve metterci la faccia”. Anche perché, contestano come già con la …