Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Le novità (e i tagli) che Tremonti ha nascosto", di Sergio Rizzo

Diciamolo subito: in un Paese che si appresta a tirare di nuovo la cinghia i tagli agli scandalosi costi della politica dovevano scattare ieri. Che tutto sia rimandato al prossimo parlamento, alle prossime nomine, soprattutto alla prossima maggioranza, e che certi privilegi acquisiti non vengano nemmeno sfiorati, può provocare legittimo sconcerto. La motivazione del rinvio, peraltro già previsto nella proposta originaria di Giulio Tremonti, è che una riforma così radicale non sarebbe mai stata approvata da chi l’avrebbe dovuta subire.Per la serie: «Non si può chiedere al cappone di festeggiare il Natale» . Ma anche se fosse passata, spiega il ministro dell’Economia, difficilmente avrebbe retto alla inevitabile valanga di ricorsi legali. Preoccupazioni che è difficile giudicare infondate. Di certo c’è che, nonostante non colpiscano nessuno nell’immediato, i tagli non sono stati affatto ben digeriti (come dimostrano le polemiche nel consiglio dei ministri di giovedì). E anche se sono finiti (a forza) in un decreto legge sul quale verrà probabilmente posta la fiducia, la strada è ancora lunga e insidiosa. La misura più indigesta è quella …

Gelo di Napolitano «I l decreto rifiuti non è risolutivo», di Marzio Breda

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano dà il via libera al decreto rifiuti ma ritiene il provvedimento «non risolutivo» e auspica ulteriori interventi del governo. Per il presidente della Repubblica serve ben altro «per assicurare l’effettivo superamento di un’emergenza» di rilevanza nazionale. Commenta il leader della Lega Umberto Bossi: «Lo capisco, è originario di lì. Però la gente del Nord i rifiuti di Napoli non li vuole» Non aveva alternative, e dunque ha firmato. Ma con una forte riserva morale. Perché il decreto legge sui rifiuti di Napoli e dintorni «non appare rispondente alle attese e tantomeno risolutivo» del problema. Serve ben altro, e lo segnala, «per assicurare l’effettivo superamento di un’emergenza» che ormai ha assunto «rilevanza nazionale» . Servono «interventi ulteriori» . Vale a dire «una piena responsabilizzazione di tutte le istituzioni, insieme con le autorità locali della Campania» . Va ben oltre gli «auspici» di rito, il richiamo reso pubblico ieri con una nota ufficiale dal presidente della Repubblica, subito dopo aver emanato le «misure urgenti» (ma «pilatesche» , le ha definite il …

"I burattini del Cavaliere", di Curzio Maltese

Nel teatro delle marionette del basso impero berlusconiano, ieri è stato il giorno del pupo Alfano, eletto segretario del Pdl o di Berlusconi, come dice Bersani, per acclamazione. Niente primarie, niente congressi. Negli spettacoli per bambini basta battere le mani. Per la prima volta Berlusconi è stato costretto dal calo di consensi a far acclamare un altro, e questa è la novità, il segno dei tempi. Per il resto siamo appunto a un teatrino di marionette. L´ultimo divertimento del capo, che ormai ha tanto tempo libero. I magistrati cattivi l´hanno costretto a rinunciare ai bunga bunga e governare non deve, non può, non sa più fare dal dicembre scorso, quando fu approvata la legge Gelmini. Ultimo e sventurato atto di governo. Da allora, il nulla. Con l´ultima manovra, il governo Berlusconi ha addirittura ammesso a chiare lettere che non è nemmeno più in grado di compiere l´atto di governo per antonomasia, la finanziaria, e l´ha rinviata alla prossima legislatura, quando forse l´Italia avrà un governo vero. Nell´attesa, nella noia del tempo libero, Berlusconi s´è messo …

"Un segnale per recuperare elettori", di Michele Brambilla

Nel discorso della corona di ieri Angelino Alfano a un certo punto ha pronunciato due parole particolarmente care alla cultura della destra: «talento» e «merito». Basterebbe pensare che mentre Alfano pronunciava quelle parole c’era lì, davanti a lui, Nicole Minetti, per convincersi che il neo segretario aveva voglia di scherzare. L’igienista dentale diventata di botto consigliere regionale, senza neppure passare attraverso il voto dei cittadini, è talmente in sintonia con quei criteri di talento e di merito che perfino il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, in un’intervista di qualche settimana fa, l’ha definita «inquietante», aggiungendo: «Adesso sappiamo perché è andata a occupare quel posto. Non è un bell’esempio». Ma va detto che Nicole Minetti è in abbondante compagnia. Nello stesso listino bloccato che l’ha portata in Consiglio regionale ci sono, ad esempio, un geometra di Arcore e un massaggiatore del Milan. Esono quisquilie, se paragonate alla pletora di ex dipendenti Edilnord, o Fininvest, o Publitalia eccetera diventati di colpo sindaci, presidenti di Province, coordinatori regionali del partito. Chi poi ha occasione di andare a Montecitorio, …

"Se la Lega si mangia anche la pelle dell´orso", di Michele Serra

L´orso nel Trentino può anche ritornare, ma solo sotto forma di braciola. È la sintesi programmatica del parlamentare leghista Maurizio Fugatti, che per protestare contro un piano di ripopolamento del plantigrado in quelle valli e in quei boschi (che furono casa sua per millenni) ha indetto un festoso banchetto a base di carne d´orso. L´iniziativa, che ha attirato sul carnivoro Fugatti anatemi, maledizioni e sberleffi da mezza Italia, da destra e da sinistra, dal governo e dall´opposizione, sembra uscita da un blog satirico sulla Lega: la caricatura del leghismo prevede, appunto, omoni beceri e dai modi selvatici, disposti a disgustare tutte o quasi le sensibilità e le culture sorte negli ultimi due secoli in tutti e cinque i continenti. Già diversi esponenti della Lega (Borghezio, Boso, Gentilini sono solo i primi nomi che vengono in mente) si sono dati da fare per avvalorare questa natura pre-moderna e in qualche caso anche pre-civile del Carroccio. Ma bisogna ammettere che l´idea del banchetto a base di carne d´orso surclassa ogni precedente tentativo di avvalorare l´immagine della Lega …

L'Istat smaschera le bugie di Berlusconi

Aumentano i giovani disoccupati in Italia. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) nel primo trimestre del 2011 sale a 29,6%, dal 28,8% nello stesso periodo del 2010. Bersani: “L’ occupazione non può crescere con una manovra recessiva” “L’occupazione non può crescere: la manovra sarà ulteriormente recessiva, perchè diminuiranno i consumi, e la produzione che è debolissima non può certo rafforzarsi”, così Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, ha commentato i dati negativi dell’Istat sull’occupazione. “In cento pagine – ha affermato Bersani – non c’è dentro una misura che sia un po’ di stimolo: tagli, tagli, tagli. L’Avvenire infatti oggi titola tanti tagli e una promessa: più o meno è questo”. Come ha rilevato Stefano Fassina, responsabile economico del PD “i dati sul mercato del lavoro di maggio segnalano che in particolare arriva a un livello ulteriormente più alto la disoccupazione giovanile. Le prospettive per il lavoro diventano ancora più preoccupanti, nello scenario depressivo determinato dalla manovra di finanza pubblica approvata dal Cdm. E il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti continua a non voler affrontare il capitolo fondamentale …

"L'impegno del Pd per il federalismo: per un Paese nuovo, equo e solidale", di Davide Zoggia

Intervento alla Conferenza “Innovare il Paese. L’Italia intera” La riforma avviata con la legge delega n. 42 del 2009 tra le diverse finalità aveva quella di assicurare autonomia di entrata e di spesa per gli Enti Locali e per le Regioni. Nelle intenzioni del Partito Democratico, l’autonomia non doveva pregiudicare la solidarietà tra i diversi territori e la coesione sociale del Paese. Il principale strumento che si doveva utilizzare era quello del superamento della ‘pesa storica’ per giungere ad un nuovo meccanismo di determinazione dei costi per l’erogazione dei servizi di competenza dei diversi livelli di governo. La ‘ spesa storica’ doveva essere sostituita dai cosiddetti ‘fabbisogni standard’, cioè una misura di costo dei servizi che dovrebbe essere equivalente in tutte le parti del Paese, per amministrazioni dello stesso tipo o aventi caratteristiche omogenee. Si riteneva che determinare i costi in modo standardizzato potesse responsabilizzare gli amministratori locali che, in questo modo, avrebbero avuto il quadro esatto delle risorse necessarie per la gestione di ogni servizio, modulando in maniera più consapevole le proprie scelte di …