Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Manovra. Una bomba ad orologeria

Bersani: “Una manovra finanziaria depressiva e di tagli che abbassa la crescita. Le misure del governo lasciano l’Italia con il cappio al collo”. Fassina: “La scelta di affrontare con una genericissima delega la riforma dell’Irpef indica la finalità elettorale del provvedimento”. Una ricetta a dir poco bizzarra è quella che il Consiglio dei ministri ha varato per centrare l’obiettivo del deficit zero nel 2014. Una manovra da 47 miliardi così ripartita: 1,5 miliardi sul 2011, 5,5 nel 2012 e 20 miliardi sui due anni successivi. Insomma un ”regalo” pesantissimo per gli italiani e, soprattutto, per il prossimo governo che a partire dal 2012 non sarà di certo guidato da Silvio Berlusconi, destinato al dimenticatoio dopo i fallimenti degli ultimi 17 anni. Ma la furberia non finisce qui. Dietro alle richiesta di facciata del premier di richiedere la collaborazione da parte delle opposizioni c’è l’ennesima richiesta della fiducia parlamentare che, di fatto, cancella ogni possibile discussione sul testo che non aggiunge nulla per i prossimi, non taglia nessuna tassa (come sbandierava Berlusconi) ma che lascia una …

"La rotta del Titanic", di Vincenzo Visco

Quando nel 2002 il governo di centrosinistra fu sostituito dal governo Berlusconi, l’eredità ricevuta da quest’ultimo era tutt’altro che trascurabile: nel 2000 infatti il Pil era cresciuto del 3,6% (!), il surplus primario era pari al 5-6% del Pil, la bilancia dei pagamenti era in equilibrio, l’occupazione in salita, le tasse in via di diminuzione. Sarebbe stato sufficiente mantenere la rotta per evitare di trovarci di nuovo in una situazione di crisi come quella dei primi anni ’90 e come quella attuale. Viceversa il governo di centrodestra con cecità assoluta e una evidente inconsapevolezza della realtà economica italiana, in poco tempo liquidò il surplus primario, aumentò il debito, si imbarcò in una serie di misure una tantum che aumentavano l’incertezza sulla tenuta futura della finanza pubblica italiana (condoni a raffica, cartolarizzazioni, finanza creativa), contribuì a far saltare il patto di stabilità lasciò che la nostra posizione competitiva si deteriorasse e si manifestasse di nuovo un deficit nei conti con l’estero, evitò ogni riforma strutturale nella convinzione, del tutto errata, che il modello di sviluppo potesse …

Passa il decreto rifiuti, ma il governo si spacca. E Napolitano lo giudica insufficiente

La Lega non vota il testo deliberato dal Consiglio dei ministri. Bersani: “Mi pare una frittata di portata rilevante”. Bianchi: “Il governo prenda atto della sua inesistenza e si dimetta”. Il governo di Berlusconi ancora una volta dimostra la propria fragilità e assenza di coesione interna, spaccandosi in due sul decreto rifiuti. Il Consiglio dei ministri ha sì approvato il decreto ormai non più rimandabile sui rifiuti, ma con i soli voti del Pdl, mentre la Lega è rimasta fedele alla linea che aveva annunciato, votando no. All’indomani del via libera del Consiglio dei Ministri al decreto rifiuti – passato con il no della Lega – il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo emana ma ne sottolinea i limiti («non appare rispondente alle attese e tantomeno risolutivo») e chiede, nel contempo, un nuovo e più efficace intervento del Governo. Il Capo dello Stato auspica anche «l’effettivo superamento di una emergenza di rilevanza nazionale attraverso una piena responsabilizzazione di tutte le istituzioni insieme con le autorità locali della Campania”. Lo commenta positivamente Andrea Orlando, Commissario del …

"Tagli alla politica solo nella prossima legislatura", di Alberto Custodero

«Non puoi chiedere se non dai, non puoi ridurre se non autoriduci». È questa la filosofia che ispira i tagli ai costi della politica, che però partiranno solo dalla prossima legislatura, presentati ieri da Giulio Tremonti, ministro dell´Economia, e dal premier Berlusconi. La sforbiciata ha preso in esame tutti i capitoli che più generano nell´opinione pubblica sentimenti anti-casta, dalle auto blu agli aerei di Stato, dagli stipendi ai politici agli emolumenti alle cariche pubbliche, al finanziamento ai partiti. Ma la «livella» di Tremonti quali criteri seguirà per «l´autoriduzione» dei costi della politica? I tagli (che «non andranno a intaccare i diritti acquisiti», ha precisato il Cavaliere), saranno commisurati «alle prassi europee». «Noi pensiamo – ha spiegato il ministro dell´Economia – di importare in Italia un paradigma europeo per quanto riguarda il costo dei parlamentari e il costo degli stipendi delle cariche pubbliche». Per fare questo, ha aggiunto, «abbiamo istituito una commissione presieduta dal presidente dell´Istat. Pensiamo di adottare come esempio i sei più grandi Paesi dell´area-euro. Si fa la media, poi in Italia si prende …

"Palazzo Koch non è come la Rai", di Marcello Sorgi

La Banca d’Italia trattata come la Rai. La scelta del nuovo governatore, dopo che quello in carica è stato chiamato a Francoforte a presiedere la Bce, condotta più o meno come se si dovesse trovare un nuovo direttore di tg (tra l’altro nemmeno questo il governo riesce a fare). Durissima contro il governo, la nota con cui il Capo dello Stato ha cercato ieri di riportare nei giusti canali istituzionali il difficile negoziato su Bankitalia covava da giorni. Dall’Inghilterra dove si era recato per ricevere la laurea ad honorem a Oxford, Giorgio Napolitano ha seguito a distanza, con crescente imbarazzo, le polemiche sempre più velenose su via Nazionale, le molte dichiarazioni a vanvera registrate dai giornali, l’anomala convocazione di Mario Draghi, governatore uscente in partenza per la Bce, da parte di Berlusconi. E appena rientrato in Italia è intervenuto con la severità che ritiene necessaria su una questione così seria. Per il Capo dello Stato non ha senso l’alibi di cui finora il governo s’è fatto schermo, la legge varata sei anni fa dopo le …

"La politica del rinvio", di Claudio Tito

Questo governo è ormai incapace di assumere decisioni. La sua maggioranza è troppo debole e confusa per segnare una linea netta. Ogni scelta diventa un compromesso al ribasso. Quel che è accaduto ieri in consiglio dei ministri rappresenta plasticamente una coalizione che balbetta senza sosta. Sull´emergenza rifiuti a Napoli si è addirittura spaccata con il voto esplicitamente contrario della Lega al decreto sollecitato anche dal presidente della Repubblica. Sulla manovra economica ha rinviato di fatto ogni risoluzione al 2014: quando l´attuale Parlamento sarà ormai scaduto. E infine ha fatto slittare la designazione del successore di Mario Draghi alla Banca d´Italia. Un esecutivo dunque condizionato dalle sue debolezze e da una alleanza che si sente precocemente esausta. Come se avvertisse in anticipo la fine della legislatura. Non si spiegherebbe altrimenti il clamoroso capitombolo in cui è incorso mercoledì scorso alla Camera sulla cosiddetta legge comunitaria. Un provvedimento delicato, svanito per le assenze di quasi sessanta deputati del centrodestra e che ora può esporre l´Italia a salatissime sanzioni da parte dell´Unione europea. Ma a pagare la fragilità …

"Il risveglio civile", di Miguel Gotor

Dopo i successi alle amministrative e al referendum il discorso pubblico progressista è esploso come un tappo di champagne. Gli stessi che per anni avevano fomentato un racconto disfattista del nostro Paese si sono trasformati nei cantori della nuova Italia. Un´Italia risorta dalle ceneri del berlusconismo, dato all´improvviso come spacciato. Delle due l´una: o sbagliavano allora, descrivendo un popolo diviso tra anime morte, asservite al Cavaliere, e un manipolo di resistenti senza macchia e senza paura, o sbagliano adesso decantando le magnifiche sorti e progressive di un´inarrestabile primavera italiana. In realtà c´è una terza possibilità, quella più urticante: che sbagliassero ieri e oggi, pretendendo di dividere la complessità della realtà nazionale in bianco e nero, apocalittici o integrati, resurrezione o consunzione. In questo discorso pubblico si possono distinguere due filoni principali. Quello egemone ha interpretato il doppio successo in modo tradizionale, come una vittoria della società civile contro i partiti, della politica autorganizzata «da quattro o cinque amici» contro i «politicanti di ogni risma e “giornalisti” spesso più politicanti dei politicanti» (copyright dell´antipoliticante Flores d´Arcais). …