Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Dirigenti arrestati, la folla assedia il Comune: fuori i ladri", di Francesco Alberti

L’ultima scena del festival delle mazzette in salsa parmigiana, con dirigenti comunali a mungere le casse pubbliche per autofinanziarsi la sistemazione del giardino di casa o la ristrutturazione della villetta al mare, è la gente in piazza, alle otto della sera, a tirare monetine contro il palazzo municipale. Urla, slogan e fischi sotto i Portici del Grano: «Vignali dimettiti da sindaco: vergogna, vergogna» . Centinaia di persone confluite spontaneamente in strada sull’onda del tam tam e di un’inchiesta che ha portato in galera per corruzione 11 persone (tra cui il capo dei vigili urbani e i due principali collaboratori del sindaco), facendo emergere, parole degli inquirenti, «un sistema di tangenti complesso e una sorprendente propensione a delinquere dei dirigenti» . Serata da brividi, dopo una giornata di fango e veleni. «Fuori i ladri dal municipio!» , gridano giovani e anziani. Due assessori fanno capolino alle finestre e si beccano il segno delle manette. Polizia e carabinieri proteggono l’ingresso del palazzo comunale. Vola qualche spintone. Dentro, in quelle stanze passate al setaccio dalla Finanza, si celebra …

"Le carceri italiane dimenticate dalla legge", di Adriano Prosperi

«Quello della giustizia e della sua appendice carceraria è il tema principe della crisi del Paese»: così, parola più parola meno, sembra che abbia detto il ministro Angelino Alfano a Marco Pannella ricoverato per le conseguenze di un durissimo sciopero della fame e della sete sui problemi del carcere. Dispiace non poter essere d´accordo col ministro. Le sue parole sono un bell´esempio dell´arte del politico di mestiere di cambiare le carte in tavola. Il «tema principe» del Paese, cioè il problema dei processi di Berlusconi, non ha niente a che spartire con la questione carceraria. No, il carcere non è un´appendice del problema della giustizia, è “il” problema. Lo è in assoluto: noi non abbiamo per fortuna la pena di morte, ma abbiamo carcerazioni di una lunghezza tale da esserne l´equivalente. Eppure si dice che la gente chiede pene sempre più dure: sarà vero? Di fatto c´è solo che nel Paese non c´è un´emergenza criminalità. Tutte le statistiche dicono che in Italia il numero dei reati è fermo da anni. Eppure cresce di continuo l´affollamento …

"Gli strateghi del Nulla", di Paolo Leon

Occorrerebbe fare chiarezza sulla politica economica, dove si sovrappongono diverse voci, molti giudizi e qualche minaccia. Cominciamo da Berlusconi, che ha tracciato un programma insensato, perché mentre continua ad esprimere un giudizio positivo sulle politiche del governo, contemporaneamente riconosce la necessità di una manovra per lo sviluppo che evidentemente non c’è. Poiché la scarsa crescita è con noi da tempo, occorre dedurne che Berlusconi crede oggi che l’«aver messo in ordine i conti» non aveva alcun riferimento con lo sviluppo: avrebbe ragione, naturalmente, come ogni volta che si pratica la strategia dei due tempi (prima i sacrifici, poi lo sviluppo) ma allora, fin dall’inizio della legislatura, avrebbe dovuto mettere in campo politiche di sviluppo e ordine nei conti. Era un programma necessario, anche per evitare che l’austerità di Tremonti si riflettesse negativamente sulla ripresa economica, ed era politicamente fattibile data l’enorme maggioranza della destra in Parlamento. L’attuale perdita di credibilità del governo sta proprio nell’angustia di quel disegno. Adesso, promettere qualcosa sullo sviluppo, per esempio con qualche cervellotica operazione sulle aliquote dell’Irpef, compensata forse da …

"Scontro sulla legge bavaglio. Alfano: sulla P4 nessun reato e intercettazioni inutili", di Alberto D'Argenio

Il Pdl preme sull´acceleratore per approvare la legge sulle intercettazioni. Il governo vuole il sì entro luglio e rispolvera il testo Mastella. Il Guardasigilli attacca i pm dell´inchiesta sulla P4 definendo «irrilevanti penalmente» le conversazioni registrate. Per il presidente della Camera Gianfranco Fini «il decreto-bavaglio sarebbe incostituzionale». E Napolitano sarebbe pronto a fermarlo. Nuovo scandalo, nuova legge bavaglio. E questa volta quanto prima. Sommerso dalle intercettazioni sulla P4 il governo studia un provvedimento da approvare in fretta e furia per mettere fine alla possibilità di rendere pubblici i particolari delle inchieste, a partire da quella di Napoli che sta facendo tremare i palazzi del potere. Lo certifica Fabrizio Cicchitto: «Quello che sta avvenendo è semplicemente scandaloso», dice il capogruppo del Pdl alla Camera che tra l´altro attacca anche l´editore del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti. Il Pdl è sul piede di guerra e lo si capisce dalla mobilitazione dei suoi. Parla il Guardasigilli (e segretario in pectore del partito di Berlusconi) Angelino Alfano per dire che «le intercettazioni che leggiamo oltre a non essere penalmente …

"Chi tocca le pensioni rischia di bruciarsi", di Raffaella Cascioli

Sono mesi che il ministro dell’economia, nell’intestarsi il merito di aver preservato l’Italia dagli effetti devastanti della crisi e di aver saputo mantenere al riparo i conti pubblici italiani, sostiene di averlo fatto preservando la coesione sociale. Sono anni che Berlusconi prima e Tremonti poi vanno dichiarando che l’Italia sta meglio di altri paesi, che in fondo da noi la crisi economico-finanziaria più brutta degli ultimi secoli ha avuto un impatto limitato sul tessuto sociale del paese. Ora però che, seppure in un arco temporale meno ravvicinato, il governo deve trovare e in fretta 43 miliardi di euro per raggiungere nel 2014 il pareggio di bilancio, la vernice con la quale finora si è artificialmente cercato di nascondere le crepe del sistema paese dovute alle mancate riforme sta venendo via. Con il risultato che mettere le mani nuovamente nelle pensioni appare la scorciatoia più facile. Con un presidente della repubblica che ha definito un «impegno ineludibile e urgente quello di rafforzare la sostenibilità finanziaria del sistema-Italia, attraverso un incisivo abbattimento del debito pubblico», con le …

"Il ponte di Messina? 250 milione (e non si fara)", di Sergio Rizzo

Sei anni sono passati da quando Berlusconi annunciò la costruzione del ponte di Messina, e nulla è successo. Una storia infinita. Nel dopoguerra, la prima vera mossa fu un concorso di idee del 1969. «Costruiremo il ponte di Messina, così se uno ha un grande amore dall’altra parte dello Stretto, potrà andarci anche alle quattro di notte, senza aspettare i traghetti…» Da quando Silvio Berlusconi ha pronunciato queste parole, era l’ 8 maggio 2005, sono trascorsi sei anni, e gli amanti siciliani e calabresi sono ancora costretti a fare la fila al traghetto fra Scilla e Cariddi. Sul ponte passeranno forse i loro pronipoti. Se saranno, o meno, fortunati (questo però dipende dai punti di vista). La storia infinita di questa «meraviglia del mondo» , meraviglia finora soltanto a parole, è nota, ma vale la pena di riassumerla. Del fantomatico ponte sullo Stretto di Messina si parla da secoli. Per limitarci al dopoguerra, la prima mossa concreta è un concorso per idee del 1969. Due anni dopo il parlamento approva una legge per l’attraversamento stabile …

"Governo, la grande recita", di Mario Calabresi

Da almeno un anno nella politica italiana esistono due universi paralleli: quello della realtà e quello della finzione. La realtà, così come la raccontano ministri, sottosegretari, senatori, deputati, faccendieri, lobbisti, manager delle grandi aziende e diplomatici di ogni nazionalità, è che il governo è paralizzato, il presidente del Consiglio totalmente assorbito dalle sue vicende personali e la maggioranza lacerata da rivalità, invidie e lotte di potere. La realtà però viene solo sussurrata: al telefono, nelle cene private o a margine degli incontri di lavoro. Da un anno capita di ascoltare esponenti di primo piano dello Stato e del governo ripetere che una stagione è finita, il Paese non più governato e che ormai si vive nella palude. E fin qui siamo all’analisi politica, poi si viene investiti da una serie di lamentele, sfoghi e pettegolezzi sul premier e sui suoi ministri che, al confronto, tutto quanto è stato letto sui giornali risulta perfino pallido e stinto. Al posto della realtà va in scena una grande rappresentazione, in cui appare una corte che ancora crede nell’invincibilità …