Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Un problema di democrazia", di Ezio Mauro

Un potere ormai terrorizzato da se stesso, dagli scandali che mettono a nudo la sua debolezza, dal consenso in fuga, decide di alzare il ponte levatoio e chiudersi nel Palazzo assediato, separandosi dai cittadini. È questa la vera ragione della legge bavaglio che per la seconda volta Berlusconi vuole calare sulla stampa e sulle inchieste con la cancellazione delle intercettazioni telefoniche, impedendo ai magistrati di indagare sul crimine e ai cittadini di conoscere, di capire e di giudicare. È un´altra legge ad personam, costruita per proteggere il vertice del governo dall´inchiesta sulla P4, che infatti ieri il ministro Alfano ha attaccato come “irrilevante”, dimenticandosi di essere Guardasigilli: perché l´inchiesta svela il malaffare di una centrale governativa di potere occulto e piduista per condizionare le istituzioni, l´economia e la Rai, minacciando, promettendo e proteggendo. Un potere indebito, di fronte al quale si genuflettono incredibilmente ministri, grand commis e uomini di un falso establishment tarlato, incapace di autonomia e di dignità, valvassori che chiedono insieme protezione e libertà di saccheggio. Ma questa deviazione – ecco il punto …

Riduciamo i costi della politica

Il PD presenta un ordine del giorno per l’abolizione della pensione vitalizia dei parlamentari. Bersani: “Non intendo concedere nulla all’antipolitica ma rivendico una maggiore sobrietà per la politica italiana”. Sarà un ordine del giorno al bilancio interno di Montecitorio quello che il PD presenterà per i primi di luglio per abolire la pensione vitalizia dei parlamentari eletti a partire dalla prossima legislatura. Il testo, che avrà come primo firmatario il segretario Pier Luigi Bersani, mira ad equiparare i costi della politica italiana con quelli europei e tagliare molti dei 125 milioni che rappresentano il bilancio che è stato predisposto dai deputati questori per questo anno. A margine di una serie di incontri a Bruxelles, tra cui con il leader dei laburisti britannici Miliband, Bersani ha ribadito che l’Europa deve continuare ad essere punto di riferimento nel programma del Pd, anche quando rivendica “maggiore sobrietà” nei costi della politica. E quindi “no ai vitalizi dei parlamentari” che non esistono in nessun altro sistema politico europeo. La finanza deve pagare i costi della crisi e l’eccesso di …

Manovra: regioni disertano conferenze con Stato

I presidenti delle Regioni non parteciperanno alle Conferenze Stato-Regioni e Unificata previste per il pomeriggio. Lo ha appena comunicato ai giornalisti il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della Conferenza delle Regioni di stamane. “Abbiamo posto da tempo la richiesta di un incontro politico al governo affinché si concretizzino gli accordi che il governo ha fatto sul trasporto pubblico locale, il federalismo e il Patto per la salute: manca la seconda tranche di copertura del finanziamento per evitare di introdurre i ticket”, ha spiegato Errani. “Si è aperta poi – ha aggiunto – la discussione sulla manovra: tutti i livelli della Repubblica devono partecipare alla discussione e alla impostazione della manovra. Noi chiediamo di essere coinvolti istituzionalmente in un confronto che consenta alla Repubblica di fare delle politiche coerenti e sostenibili. A noi non interessano logiche politiche di nessun tipo, abbiamo dimostrato con la massima coerenza che siamo sempre disponibili a fare accordi e a portarli avanti coerentemente ma chiediamo altrettanta coerenza al governo, diversamente è difficile continuare il dialogo fattivo per …

"Maxitagli in arrivo. Tremonti pensa all’Europa, non a Silvio", di Raffaella Cascioli

La distanza tra il premier, impegnato nell’aula della camera sulla verifica di maggioranza, e il ministro dell’economia Giulio Tremonti ieri non era solo quella che si poteva calcolare tra i banchi del governo. Il gelo, tra i due, era palpabile. Tremonti, seduto all’ultimo posto dei banchi del governo, spedirà oggi uno screditato Berlusconi al vertice europeo senza i dettagli della manovra da oltre 40 miliardi di euro. Il colloquio successivo – alla presenza del collega Calderoli – non è riuscito a riscaldare il gelido confronto tra i due. Tanto più che il bluff di queste ore del premier cadrà la prossima settimana quando si capiranno i sacrifici richiesti agli italiani in cambio di una promessa di riforma fiscale. Una riforma che, come già quella presentata nel 2003, sarà inserita in una delega definita dagli stessi parlamentari della maggioranza light. Sostanzialmente una dichiarazione d’intenti a futura memoria. Se Tremonti non ha gradito che il premier al senato avesse posto l’enfasi sul taglio delle tasse piuttosto che sulla manovra proprio mentre sui mercati la tensione sui debiti …

"A sinistra è l’ora di decidere", di Federico Geremicca

La crisi lenta ma inesorabile dell’attuale maggioranza – e il conseguente calo di consensi nel Paese – è infatti solo uno degli «ingredienti» necessari affinché la coalizione di centrosinistra possa puntare a vincere le prossime elezioni: l’altro, in tutta evidenza, sta nella credibilità dell’alternativa proposta. E su questo, la strada da fare pare ancora lunga. Un paio di giorni fa, un sondaggio Ipsos ha confermato con evidenza come le cose stiano precisamente così: giudizio negativo sul governo, fiducia in Berlusconi ai minimi, il Pd che supera il Pdl ma ben il 60% degli interpellati che giudica «non credibile» l’alternativa di governo rappresentata dalle opposizioni. Come fare, allora, a convincere gli elettori che il «nuovo» centrosinistra non pensa minimamente di riproporre l’indimenticata esperienza dell’Unione, che tanto condizionò (e poi affondò) l’ultimo governo di Romano Prodi? Intanto, evidentemente, fissando paletti che limitino l’alleanza a partiti realmente omogenei tra loro; quindi – e di conseguenza – lavorando a un programma che non ricordi nemmeno da lontano le 280 pagine di bizantinismi che in campagna elettorale costarono non pochi …

Di Pietro a sorpresa: "la minoranza non è solo di sinistra", di Fabio Martini

L’incipit di Tonino è una sviolinata che incuriosisce anche Berlusconi. Il premier alza gli occhi dalle sue carte e sogguarda Di Pietro, che esordisce così: «Signor Presidente del Consiglio, innanzitutto la ringrazio per ascoltare questa volta anche la voce dell`opposizione», «ho seguito con attenzione il suo intervento, lei ha tracciato alcune fotografie che sono un dato di fatto…». Proprio così: alle sei della sera del 22 giugno 2011, in piena aula di Montecitorio, il lapidario Antonio Di Pietro sembra essersi trasformato in monsignor della Casa, con espressioni da galateo: la ringrazio, l`ho ascoltata con attenzione. Quello che sta parlando nel dibattito sulla verifica di governo è lo stesso Di Pietro che non molto tempo fa aveva etichettato Berlusconi come una reincarnazione di «Hitler». Per qualche minuto i deputati di tutti i gruppi, si chiedono dove diavolo stia andando a parare Di Pietro. Tanto più che, qualche minuto prima, avevano tutti assistito ad una scenetta spiazzante: nell`emiciclo Berlusconi si era avvicinato all`ex pm e i due eterni duellanti avevano parlottato assieme per un po’. Ma ora …

"In pensione a 65 anni? Donne italiane spremute come limoni", di Vittoria Franco

Nel suo ultimo rapporto come governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi è tornato a ribadire un concetto ormai condiviso da tutti gli studiosi di economia: la marginalità delle donne nel mercato del lavoro, nelle carriere, nei luoghi decisionali è un elemento di arretratezza; è una carta non spesa per lo sviluppo del Paese. Il governatore continua a essere inascoltato, come inascoltati sono altri soggetti politici e sociali che sostengono la medesima posizione. La domanda allora è: se promuovere il lavoro femminile è una carta di riserva così importante per far sviluppare il Paese, perché essa non viene giocata? E anzi, al contrario, le donne vengono ricacciate in casa oppure spremute fino all’impossibile, mentre passa solo ciò che è punitivo nei loro confronti e ciò che serve a promuoverle procede lentamente o viene boicottato? Non è facile rispondere a questa domanda. Sicuramente scontiamo una cultura tradizionale familistica, basata sulla divisione naturale dei ruoli. Ma oggi questa spiegazione storico – culturale non basta più. Si tratta invece di una scelta politica strategica che la destra ha fatto …