Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

I ministeri restano a Roma, passa l’Odg del Pd

Zoggia: “A Pontida Leoni, a Roma pecoroni”. Franceschini: “Finisca questa buffonata della Lega che a Pontida ruggisce e a Roma accetta ogni pasticcio”. “Ma come si è ridotta la Lega? I Ministeri vanno diminuiti, non trasferiti. E vanno trasferiti i poteri, non le poltrone dove siedono i ministri leghisti!”. Sembra semplice buonsenso la dichiarazione del senatore del Pd Paolo Giaretta, intervenuto a Palazzo Madama a seguito dell’informativa del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ma è la constatazione di come i leghisti dietro il fumo della propaganda buona a riempire il pratone di Pontida non hanno più idee. E neanche le sparate sui ministeri fanno più presa sulla maggioranza tanto che il governo dà parere favorevole agli ordini del giorno delle opposizioni.Durante la dichiarazione di voto a Montecitorio Pier Paolo Baretta ha chiesto le dimissioni del premier, visto che il governo “ha esaurito la sua spinta, siete stanchi, lasciate che la buona Italia che tanto infastidisce i suoi ministri possa tornare a esprimersi. C’è un vuoto, andate a casa” L’aula della Camera ha approvato l’ordine del …

"Fammi passare quell'emendamento", di Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzini

Ordini, consigli e indicazioni di voto: l’atteggiamento di Luigi Bisignani, nelle telefonate intercettate, è quello di un ministro, un sottosegretario o un leader di partito. Così, ad esempio, in una telefonata a Italo Bocchino e poi a Cirino Pomicino sollecita il passaggio di un emendamento per il finanziamento dei parchi che interessava al ministro Stefania Prestigiacomo. «Mi raccomando in commissione…» , quasi intima Bisignani ai suoi interlocutori. Si comporta come un ministro o un sottosegretario, un capogruppo parlamentare, un leader di partito. Invece non è niente di tutto questo, né riveste alcun incarico. Ma dà tanti e tali ordini, consigli e indicazioni di voto che per i pubblici ministeri di Napoli è al centro di un’associazione segreta «diretta a interferire sulle funzioni di organi costituzionali, amministrazioni pubbliche, enti pubblici» e altro ancora. Come? Gestendo informazioni e conoscenze. Spiega ai magistrati il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta: «Luigi Bisignani è persona estroversa, brillante, e ben informata… È amico di tutti, è l’uomo più conosciuto che io conosca. Bisignani è un uomo di relazione» . …

"Così funzionava la macchina del fango", di Liana Milella

Se l´erano scritto da soli l´Undicesimo comandamento. Si declinava così: «Il possesso d´informazioni genera potere». Lo pensava già Licio Gelli. Lo ricopiano loro. E lì s´incardina, trae linfa e s´accresce la “macchina del fango”. Con un faro puntato su palazzo Chigi e sugli uomini di Berlusconi. Esso regola ogni passo della loro giornata e della loro vita. È il grimaldello per giustificare lo spregiudicato obiettivo di penetrare all´interno dello Stato, sia la magistratura, le polizie, gli 007, o nelle imprese pubbliche e private, o nella la stampa. Tutto è piegato ad esso. Solo per questo lavorano la mente Luigi Bisignani, uomo di loggia di lungo corso, e Alfonso Papa, la toga asservita, solerte, ma vittima del suo debordante debole «per le femmine». Che, senza soldi, è costretto a farsi pagare da altri. I pm Francesco Curcio ed Henry John Woodcock definiscono quell´Undicesimo comandamento «un´evidenza solare». Si traduce in quattro, semplici mosse: «Acquisire indebitamente notizie, intimidire, blandire, poi passare al ricatto e alla richiesta di favori». Uno scenario devastante e del tutto privo di scrupoli. «Un …

"I giovani «inattivi» senza opportunità. E il 40% torna a casa", di Gabriela Jacomella

È la generazione «che quando prova a buttare il cuore oltre l’ostacolo, se lo vede rilanciare indietro» (Alessandro Rosina, professore di Demografia alla Cattolica di Milano, 42 anni). Quella che «non siamo inattivi, ma certo c’è una parte di rassegnazione, la soglia di resistenza è più bassa quando il reddito è finito» (Eleonora Voltolina, ideatrice del sito — che è anche un libro— repubblicadeglistagisti. it, 32 anni). Quella che «dovrebbe pagare la mia pensione, e invece fatica a trovare risorse per accedere alla casa, pianificare un figlio» (Chiara Saraceno, sociologa della famiglia, 70 anni). È il confronto, non i dati in sé, a togliere il fiato. Tre momenti nella storia del Paese: 1971, 1991, 2011. Una lunga corsa, dalla speranza a ridosso del boom fino all’arresto di fronte al baratro. Il quadro l’ha tratteggiato, ieri, il Sole-24 Ore. Stessi indicatori, anni diversi. E alcuni progressi incontestabili: il balzo in avanti nell’istruzione, dall’ 1%al 15%di lauree tra gli under 30. Che spiega, in parte, quel 71,6%di «inattività» (chi, pur senza lavoro, non lo sta cercando) tra …

"Il vuoto sotto gli slogan", di Marcello Sorgi

Cos’è, cos’è diventato nell’Italia del 2011 un accordo di governo che prevede impegni e scadenze stringenti e un programma concordato da rispettare? Se Berlusconi si fosse posto subito, domenica, questa domanda, invece di tirare platealmente un sospiro di sollievo perché Bossi aveva scelto di nuovo la strada del «penultimatum», non si sarebbe trovato ieri a fare i conti con un alleato impossibile da accontentare e con il Capo dello Stato che richiama il governo alle proprie responsabilità. Bastava semplicemente guardare con attenzione ciò che è successo sul pratone di Pontida e che molte tv, non la Rai, hanno trasmesso in tutte le salse. Un leader malandato, esausto, quasi privo di forze e del tutto a corto di argomenti, che appoggiandosi a malapena sugli altri oratori chiamati sul palco snocciola una serie di proposte alla rinfusa, roba trita e ritrita a cui lui stesso non sembra più credere. Ma davvero Bossi ritiene ancora, dopo venti e più anni in Parlamento, che la gente del Nord beva la storiella del taglio dei parlamentari e dei loro stipendi? …

"La trincea del colle", di Aldo Schiavone

Il Capo dello Stato è ormai l´unico punto fermo nella politica estera della nostra Repubblica. Il solo che cerchi di sottrarre la presenza internazionale dell´Italia, il suo ruolo e il suo profilo, a un gioco al massacro di annunci, di sotterfugi e di strumentalizzazioni al quale mai prima d´ora ci era toccato di assistere. L´evidenza di questo dato di fatto – che fuori d´Italia, a cominciare dalla nostra stessa diplomazia, è ormai una realtà indiscutibile – è una prova ulteriore del punto cui si è arrivati, e dei rischi che sta correndo il Paese in questi mesi. Il pacato ma assai fermo richiamo di Napolitano al rispetto dei nostri impegni in Libia, sanciti peraltro da un voto del Parlamento, è l´ultimo intervento, ma non certo il meno importante, in questa azione di puntellamento, di correzione e di supplenza d´autorevolezza – ma non certo il meno importante – resosi indispensabile dopo i proclami domenicali di Pontida. Che un Roberto Maroni in veste d´agitatore molto più che di ministro abbia poi cercato d´ignorarlo, ribadendo la posizione bossiana, …

Letta: "Il Pd non appoggerebbe mai un governo Maroni", di Carlo Bertini

Questa è la fotografia del crepuscolo di un leader che, dopo aver contribuito a far cadere la Prima Repubblica, ora ricorda l`Andreotti del tirare a campare. Anzi questo finale doroteo di un leader che ricorre al catenaccio lo fa assomigliare più a Forlani e a Trapattoni»: per il vicesegretario del Pd Enrico Letta, « questa giornata è finita nel peggiore dei modi per gli italiani e questo governo o fa subito la manovra oppure se ne vada ». Quindi le minacce dei Senatùr non sono l`antipasto di una crisi «Da questa pagina triste emerge la completa inadeguatezza di Bossi a guidare un movimento come la Lega . Ha contribuito ad alimentare questo clima infame gonfiando le illusioni che si possano ridurre le tasse , con l`Italia sotto tiro delle istituzioni internazionali. Il secondo messaggio è: stiamo con Berlusconi ma anche lui è alla fine e quindi galleggiamo; terzo, l`avvertimento a Tremontì, basta sacrifici , certifica che l`asse si è incrinato». Il quarto messaggio sono gli striscioni su Maroni premier. Voi lo appoggereste un governo a …