Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La rete gelatinosa di affari e amicizie", di Fiorenza Sarzanini

Ci sono le nomine ai vertici degli Enti e le assunzioni delle amanti; le informazioni riservate carpite spiando le inchieste e i ricatti agli imprenditori per farsi consegnare Rolex e soggiorni in hotel di lusso.C’è la rete di relazioni che arriva ai livelli più alti delle istituzioni e degli apparati e quella che pesca nel sottobosco delle forze dell’ordine. C’è, ed è questo a colpire, un intreccio di legami tra personaggi che riemergono dalla vecchia Repubblica e uomini che invece dovrebbero rappresentare il nuovo. Perché Luigi Bisignani e Alfonso Papa alla fine sono le due facce della stessa medaglia, uniti da un filo che parte dalla P2 e arriva ai giorni nostri. Bisignani ha 58 anni, Papa 41. Li divide una generazione, li unisce una irresistibile attrazione verso il potere che consente loro di occupare le poltrone e così pilotare l’assegnazione degli appalti pubblici, il flusso dei finanziamenti alle imprese, addirittura le proposte legislative. Ma anche di alzare il telefono e far ottenere alla propria fidanzata un contratto a tempo indeterminato con l’Eni oppure una …

"Secondo livello", di Concita De Gregorio

Quando più di un anno fa, nel mese di maggio del 2010, chiesi da queste colonne cosa ci facesse un tipo come Luigi Bisignani nelle stanze di palazzo Grazioli, ospite fisso munito di ogni comfort tecnologico e non solo, e quale ruolo esattamente avesse nello staff del Presidente del Consiglio ricevetti la mattina dopo, molto presto, quattro telefonate. Una era di un ex direttore di giornale che si congratulava, mi disse, per “aver avuto il coraggio di mettere il dito nella piaga”. Un’altra di una collega celebre e sempreverde, fonte occulta e abituale di un sito di regolamenti di conti, uno di quei posti on line dove chiunque fa sapere quel che non può dire in modo da poterlo poi “riprendere” come se fosse una notizia: chiedeva se ne sapessi di più. La terza di un parlamentare di lunghissimo corso di area una volta andreottiana. L’ultima, la più importante, direttamente da palazzo Grazioli via centralino del Viminale, la Batteria. “Mia cara signora mi disse costui per la stima che ho di lei mi permetto di …

"La scommessa dopo il nucleare? Incentivare il risparmio d’energia", di Massimo Muchetti

E ora che facciamo con l’energia elettrica? Il referendum dice che agli italiani non bastava l’incerta sospensione dei piani nucleari del governo che li aveva sbandierati fino al disastro di Fukushima. Il corpo elettorale ne ha preteso l’archiviazione. Ma il referendum lascia aperta una sfida. Una sfida tremenda che non è quella che sembra. Partiamo dai fatti. Il referendum cancella soltanto progetti allo stato nascente, nemmeno troppo costosi: l’Enel ha speso finora non più di 2-300 milioni. Senza nucleare, l’Italia resta quella che è. E non rischia alcun blackout. La capacità produttiva installata lungo la penisola, oltre 90 mila MW, eccede largamente la capacità impegnata ai picchi della domanda, comunque inferiore ai 60 mila MW. La riserva appare sufficiente nel caso di fermata di parte anche grande delle centrali in attività. Importiamo un po’ di energia dalla Francia, è vero. Ma lo facciamo perché l’Edf non può stoccare le eccedenze produttive e le ricolloca a basso prezzo. Nelle intenzioni del governo, dunque, il nucleare avrebbe dovuto dare energia pulita e a prezzo prevedibile, attenuando la …

"Bossi bluffa, la Lega è nel marasma. A Pontida l’ombra del processo breve", di Francesco Lo Sardo

Domenica petardi e fumo. Dopo la festa, gabbata la base, sì alla prescrizione breve: e non solo… Acqua in bocca. In commissione giustizia, a palazzo Madama, si procede alla velocità della luce. Ma due giorni fa, alla riunione dei capigruppo del senato, il Pdl s’è ben guardato dal domandare la calendarizzazione per l’aula della prescrizione breve. Così ha chiesto Bossi a Berlusconi: Pontida è alle porte e alla Lega manca un soffio per saltare in aria, la base ribolle contro Berlusconi. Occorre lasciar calmare la bufera. Poi nell’ultima settimana di lavoro, a fine luglio, scatterà il blitz. Intanto però non dite alla base e agli elettori della Lega – ben il 40 per cento del Carroccio, praticamente un leghista su due – che hanno appena votato contro la legge ad personam del legittimo impedimento che Umberto Bossi (e il suo clan allargato al figlio Renzo “il Trota”, che occupa il vertice del partito senza passare per congressi da tempo immemore né per riunioni del consiglio federale) si appresta ad approvare, insieme ai suoi compari del …

"Piano del Tesoro sulle pensioni donne a 65 anni e tagli alle più alte", di Roberto Mania

Stop alla Scala mobile sulle pensioni più alte o, in alternativa, un contributo di solidarietà sugli assegni d´oro; aumento graduale dell´età pensionabile delle donne a 65 anni anche nel settore privato. La previdenza entra, con queste due ipotesi, nel menù dei tecnici della Ragioneria e del ministero del Lavoro che stanno preparando le misure per la maxi-manovra da 40 miliardi che servirà, in base ai patti europei, a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. La manovra dovrebbe essere esaminata dal Consiglio dei ministri del 23 giugno insieme alla delega light sulla riforma fiscale (con le tre aliquote e le cinque imposte) preparata dal ministro dell´Economia, Giulio Tremonti. Le scelte politiche si faranno a ridosso del varo della manovra economica ma, ormai, appare scontato che i tagli riguarderanno anche le pensioni, oltreché il pubblico impiego (si ipotizza un nuovo blocco della contrattazione nel 2013), la sanità (con l´introduzione dei costi standard al posto di quelli storici) e gli enti pubblici (nel mirino c´è soprattutto l´Ice, l´Istituto per il commercio estero). Tagli, ma non solo nella …

"Brunetta, il ministro in fuga dalla realtà", di Massimo Gramellini

L’Italia peggiore è quella che scappa. Dal mondo reale e dalle domande scomode, addirittura prima che siano formulate. Se qualcuno non avesse ancora capito perché la maggioranza dei cittadini ha voltato le spalle al governo, troverà nel filmino «Brunetta e la Precaria» la rappresentazione plastica di uno sfilacciamento arrogante. Siamo a Roma, a un convegno sull’innovazione, e il ministro ha appena finito di parlare quando Maurizia Russo Spena, figlia di un ex parlamentare di estrema sinistra (orrore orrore), va al microfono per porgergli una domanda. Fa soltanto in tempo a qualificarsi: «Sono della rete di precari al servizio della pubblica amministrazione…» ed è come se a Brunetta avessero infilato due dita in una presa. «Grazie, arrivederci, buongiorno», la interrompe. La ragazza non ha ancora detto il suo nome, ma il ministro è in grado di fiutare una comunista anche a venti metri di distanza controvento. «Arrivederci, questa è la peggiore Italia!» e guadagna l’uscita. Non è vero, come affermerà più tardi in un videomessaggio, che se ne sia andato dopo aver ricevuto insulti e per …

Bindi: «C' è voglia di cambiare. E il PD la sa intercettare», intervista a Rosy Bindi di Maria Zegarelli

Presidente Rosy Bindi, davvero non c`è collegamento tra i risultati dei referendum e la richiesta di dimissioni dei governo avanzata dal Pd? «C`è eccome un collegamento, nessuno ha voluto strumentalizzare il risultato del referendum o appropriarsi del voto di oltre 27 milioni di italiani, ma parliamoci chiaro: non siamo su Marte. E’ stata bocciata la politica del governo, soprattutto in materia di giustizia e il fatto che a bocciarla siano stati anche moltissimi elettori di centrodestra è una ragione in più per chiedere le dimissioni di questo governo. Non capisco i puristi dell`ultima ora…». Tanto per non fare i nomi, Antonio Di Pietro. Che adesso ritiene inutile anche una mozione delle opposizioni in Aula. Come se la spiega questa posizione all`improvviso moderata? «Non mi sono chiari i motivi di questo argomentare di Di Pietro. Qui nessun partito si vuole intestare il risultare ma la volontà popolare quanto più è ampia tanto più nettamente boccia il governo. Il Pd ha fatto una richiesta politica, le dimissioni, se il Pdl e la Lega fossero responsabili non direbbero …