Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Un istituto democratico da salvare", di Michele Ainis

Tra poche settimane voteremo quattro referendum. O no? Sta di fatto che per raggiungere il seggio elettorale ci costringono alle montagne russe. Prima scegliendo una data balneare (e almeno in questo caso la perfidia costa: 300 milioni, 5 euro a ogni italiano, per il rifiuto d’accorpare i referendum alle amministrative). Poi sommergendo i quesiti con una coltre di silenzio nelle televisioni (da qui il richiamo sacrosanto di Napolitano). Infine sfogliando la margherita, strappandone un petalo alla volta. Dopo gli emendamenti introdotti nel decreto omnibus, il referendum sul nucleare attende solo che la Cassazione ne celebri i funerali. I due sull’acqua stanno per essere azzoppati attraverso la creazione di un’authority. Resterà in piedi il referendum sul legittimo impedimento, che a quel punto avrebbe bisogno di un paio d’ali per superare il quorum. D’altronde già da adesso il suo valore è per lo più simbolico, dato che la Consulta ha tagliato le unghie alla disciplina originaria. Sicché finirà per trasformarsi in un plebiscito pro o contro Berlusconi. Ai quesiti referendari capita sovente: nascono cavalli, lungo la strada …

"La dignità istituzionale", di Carlo Galli

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è dimostrato ancora una volta l´autentico custode della Costituzione e delle regole, ovvero dell´interpretazione parlamentare – l´unica che la Carta consente – della politica italiana. Con l´osservare che i nuovi sottosegretari appartengono a un gruppo politico che non esisteva al momento delle elezioni, e che quindi il premier devono presentarsi in Aula a riferirne, e che i presidenti delle Camere possono considerare se il Parlamento debba rilegittimare col voto di fiducia quello che a tutti gli effetti è un nuovo governo, il Capo dello Stato esercita la difesa attiva, non meramente notarile, della Costituzione. Questa difesa consiste più o meno in questo ragionamento: se è vero che parecchi parlamentari – sulla base del principio costituzionale del mandato libero e dell´indipendenza dell´eletto dagli elettori – hanno maturato l´intimo convincimento di uscire dai partiti nelle cui liste sono stati eletti, lo possono certamente fare. Ma se danno vita a un nuovo gruppo parlamentare, e se ora questo gruppo, dopo avere ripetutamente votato insieme alla maggioranza, entra a far parte del …

"Al voto per le città pensando all'Italia e all'urgenza di una svolta", di Marina Sereni

Torino, Milano, Bologna, Napoli, Cagliari, Latina, Siena, Lucca, Macerata… Tante città e province sceglieranno sindaci e presidenti nella tornata del 15 e 16 maggio, ed eventualmente nei ballottaggi delle settimane successive. Il voto cade in un momento difficile: i problemi economici e le preoccupazioni per il lavoro sono ancora grandi, l’Italia fatica più degli altri Paesi europei ad imboccare la strada della ripresa e il dibattito politico e istituzionale mostra una distanza siderale dalle domande concrete della maggioranza delle persone, delle famiglie, delle imprese. Dopo una settimana di contorcimenti sulla politica estera (da cui Pdl e Lega sono usciti con una mozione fasulla) il Consiglio dei Ministri di ieri ha varato il cosiddetto Decreto sviluppo. Era previsto: per l’ultima settimana di campagna elettorale bisognava tirar fuori il “coniglio dal cilindro”. Dovremo leggere molto bene ciò che il Governo ha inserito in questo provvedimento. Pagine e pagine di rinvii ad altre norme (sotto la voce della semplificazione!)intervengono su materie molto delicate e complesse come le regole in materia di appalti e la gestione di alcuni beni …

Il Colle sui sottosegretari: maggioranza modificata si deve esprimere il Parlamento

Giorgio Napolitano chiede che il presidente del Consiglio e delle Camere investano il Parlamento dell’avvenuto cambiamento nella composizione della maggioranza, all’indomani dell’ingresso dei Responsabili. «Il Capo dello Stato ha in pari tempo rilevato che sono entrati a far parte del Governo esponenti di Gruppi parlamentari diversi rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche. Spetta ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio valutare le modalità con le quali investire il Parlamento delle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il Governo», si legge in un comunicato del Quirinale. La crisi e l’abbattimento del debito pubblico imporranno «ripensamenti delle politiche di bilancio e della spesa pubblica». È quanto ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che nel pomeriggio al Quirinale ha ricevuto i candidati ai premi David di Donatello. Napolitano si è detto soddisfatto per l’andamento del cinema italiano, e lo dimostra il numero enorme di candidature ai Donatello: «È stato significativo l’intervento del ministro Galan perchè ha dato il senso di una convinzione e volontà politica per la valorizzazione …

"Il prezzo che paghiamo", di Stefano Fassina

Ieri, oggi, domani. Ieri: il Consiglio dei ministri si è riunito per varare l`ennesimo, sedicente, “Decreto sviluppo” e nominare una decina di sottosegretari ed un consigliere del principe per tentare di arginare l`emorragia elettorale in vista del 15 e 16 maggio e pagare la cambiale firmata il 14 dicembre scorso ai cosiddetti “responsabili”. Oggi: lo sciopero generale promosso dalla Cgil contro la politica economica classista ed inefficace del Governo e per affermare un programma per l`equità, la crescita ed il lavoro. Domani: le assise degli imprenditori di Confindustria a Bergamo, per la prima volta senza Ministri e Presidente del Consiglio, per rimarcare la disillusione oramai diffusa anche tra quanti avevano creduto all` “imprenditore prestato alla politica” e chiedere alle forze politiche, non al Governo Berlusconi, una svolta. Le tre giornate “accidentalmente” in fila descrivono meglio di qualunque raffinata analisi politologica il segno dei tempi tristi e sempre più difficili nei quali si trascina l`Italia nel crepuscolo di Berlusconi. Il nesso di causalità tra ieri e oggi e domani non potrebbe essere più chiaro. Da una …

"Il solletico di Giulio", di Pier Paolo Baretta

Troppo o niente? È il paradossale quesito proposto dal decreto per lo sviluppo approvato dal consiglio dei ministri. In attesa della vera manovra di almeno 7 miliardi, che non tarderà a essere varata, il governo scodella un testo di dieci articoli e 50 pagine segnato da titoli altisonanti: credito di imposta per la ricerca e il Sud, turismo, opere pubbliche, costruzioni private, semplificazione burocratica e fiscale, impresa e credito, scuola e merito, servizi ai cittadini. Ci si aspetterebbe la famosa scossa, ma, invece, sembra, al più, un solletico, destinato, più che altro, ad alleviare il prurito di interessi particolari, senza una idea generale di sviluppo e di crescita. Peraltro, non c’è da stupirsi: solo pochi giorni fa la maggioranza ha approvato un piano nazionale di riforma del tutto inadatto allo scopo che l’Europa ci ha richiesto ed era difficile pensare che, all’improvviso, il neo candidato ufficiale alla successione tirasse fuori dalla manica assi che non ha. Continua dunque, la linea del bluff accentuata dal momento pre-elettorale e dalla esigenza di fare propaganda. Ed ecco che …

"Acqua, un´Authority contro il referendum", di Silvio Buzzanca

Nuova mossa del governo per “isolare” il quesito sul legittimo impedimento. L´esecutivo spiega la sua iniziativa: “Un regolatore indipendente sulla gestione ai privati”. Il governo, dopo quello sul nucleare, tenta di “depotenziare” anche i due referendum sull´acqua e rendere inoffensivo quello sul legittimo impedimento. La mossa di Palazzo Chigi passa attraverso una norma inserita nel “decreto sviluppo economico”, approvato ieri, che crea l´Autorità per l´acqua. Una novità che i comitati promotori dei quesiti hanno subito denunciato come «una farsa ideata al solo scopo di delegittimare il voto popolare». Con Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, sicuro che «i referendum si faranno lo stesso nonostante i ladri di democrazia siano tornati in azione». La nascita dell´Autorità per l´acqua è stata annunciata da Giulio Tremonti, ma è toccato a Stefania Prestigiacomo chiarire gli scopi del nuovo organismo. «Era necessario completare la riforma creando un organismo di controllo forte. Ci saranno più garanzie per cittadini e per l´ambiente, più poteri regolatori sulle tariffe e sanzionatori per perseguire ogni possibile abuso», ha spiegato il ministro dell´Ambiente. Il senso vero dell´operazione …