Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La Consulta boccia la norma del pacchetto sicurezza sui sindaci. Maroni: è un errore, ma la correggeremo", da Il Sole 24 Ore

«Il pacchetto sicurezza aveva tantissime norme. La sentenza della Consulta non lo smantella. Correggeremo, per ripristinare al più presto il potere di ordinanza dei sindaci, perché è una norma importantissima». Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, durante “Porta a Porta”, ha commentato la sentenza 115/2011 della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima una parte del pacchetto sicurezza. La Consulta è intervenuta «nella parte in cui consente che il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotti provvedimenti a “contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato”, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minaccino la sicurezza urbana, anche fuori dai casi di contingibilità e urgenza». La norma che consente ai sindaci di emanare ordinanze a tutela della «incolumità pubblica» e della «sicurezza urbana» è stata bocciata in parte perché secondo i giudici della Consulta concedeva poteri non sufficientemente delimitati dalla legge ai primi cittadini, trasformati in sindaci-sceriffi secondo la sintesi giornalistica adottata in occasione dell’approvazione parlamentare della legge. Il caso, sollevato di fronte al Tar del Veneto dall’associazione Razzismo Stop contro il comune di Selvazzano …

"Regalano una amnistia a rapinatori e spacciatori per salvare il Cavaliere"

Franceschini: l´ostruzionismo è un dovere. Non è più solo l´insulto rappresentato dalle leggi ad personam. In questo modo si mandano in fumo migliaia di processi contro i criminali. Di fronte a queste norme violente l´opposizione deve essere in Parlamento la più dura possibile, e la protesta pacifica la più vasta e diffusa. Si vergognino i leghisti, che hanno fatto della battaglia alla criminalità la propria bandiera. Cosa andranno a raccontare in Padania? «Noi abbiamo il dovere di fare opposizione così». Alla fine di una giornata di ostruzionismo, Dario Franceschini il capogruppo dei deputati democratici (tempestati da sms “tutti in aula” perché non sgarrino nessuna occasione, neppure un emendamento, per mandare sotto il governo) annuncia le prossime tappe della trincea parlamentare contro il processo breve. Premette: «È più corretto definirlo amnistia generalizzata». Ancora ostruzionismo a oltranza, onorevole Franceschini, ricorrendo anche a espedienti come quello di ritardare i lavori con la contestazione del verbale della seduta precedente? «Continuiamo. Come deve fare un´opposizione che invoca il rispetto delle regole calpestate senza tregua dalla maggioranza e dal governo. Perciò …

"Federalismo fiscale, Cecilia Guerra boccia la riforma", di Alfredo Roma

“Federalismo fiscale: una vera riforma?’’. Questo è il titolo della conferenza tenuta da Maria Cecilia Guerra, docente di Scienza delle Finanze alla Facoltà modenese di Economia, alla presenza di un folto pubblico di docenti, studenti e amministratori pubblici. Il riferimento è alla legge delega n. 42 del 2009. Il tema riguarda il finanziamento della spesa pubblica dei diversi livelli di governo: Stato, Regioni, Province e Comuni, spesa pubblica destinata a beni e servizi pubblici per l’intera popolazione. Uno degli scopi principali della riforma è di aumentare l’efficienza di tale spesa pubblica attraverso la responsabilizzazione degli amministratori ai vari livelli, amministratori che devono poter avere un certo grado di autonomia per raggiungere un bilancio tra entrate fiscali e servizi resi. In questo modo il federalismo crea anche una concorrenza tra regioni, e quindi una differenziazione dell’offerta di servizi, permettendo ai cittadini di scegliere ove collocare le proprie attività. Tale concorrenza trova comunque un limite nell’articolo 117 della Costituzione che impone che certi servizi di base debbano essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale …

"Opposizione dura. Anche alla Lega", di Rudy Francesco Calvo

Prosegue la battaglia dei dem alla camera, e Bersani mette Bossi nel mirino. «Ormai dormo con il regolamento accanto ». La mente e il braccio dei blitz democrat nell’aula di Montecitorio hanno un nome e un cognome: Roberto Giachetti. È stato lui a individuare nell’articolo 32 del regolamento della camera lo spunto per prolungare i lavori parlamentari, ritardando il più possibile l’approvazione della norma sulla prescrizione breve. Con anche i ministri costretti a rimanere lì fermi ad ascoltare i deputati dem e dipietristi prendere la parola per «chiarire il proprio pensiero espresso nella seduta precedente » (così recita il regolamento), tirando in ballo perfino il salame d’oca e il culatello. Sì, il Pd le sta provando tutte. «Fino a che ci sarà il tentativo di calpestare le regole – dice chiaramente Dario Franceschini – non esiteremo a utilizzare ogni virgola del regolamento per ritardare e impedire l’approvazione di questa legge». La parola d’ordine, in risposta alla seduta notturna imposta dalla maggioranza per accelerare sul processo breve, è «ventre a terra ». I dem si fanno …

"Lo show rinviato", di Natalia Aspesi

Si sa che quando quegli avvocati sorridono sprezzanti dalla televisione, la realtà e la verità si disperdono nel martellamento dell´avversario con cavilli, fantasie, svillanamenti, sragionamenti. Si sa che ovunque arrivi tutto festoso e spietato l´illustre imputato in veste di premier, là la laida barzelletta imbratta la riunione di sindaci con fascia tricolore, là la favola di fare, di un´isola stremata, una opulenta Las Vegas, ne avvilisce il reale stato di disperazione e abbandono, là, cioè ovunque, dove l´ossessione per le donne lo spinge al buffetto, al sondaggino, al sorrisone, al complimento, all´offesa, al bunga bunga, si estende la cupa malinconia, la stanca consapevolezza che il primo ministro stia più al telefono con una folla di vivaci signorine che con i suoi ministri o i suoi colleghi stranieri, malgrado quel che sta succedendo qui e nel mondo. Fuori, sotto un cielo azzurro da scampagnata, c´era un intrecciarsi non aggressivo di poliziotti rassegnati con scudo antisommossa, sparuti gruppetti fintamente litigiosi per compiacere le tivu, pro o contro l´imputato, con magliette e cartelli; e tra il cafferino al …

Senato, arriva il "processo lungo" Camera, battaglia sulla prescrizione breve", di Carmelo Lo Papa

Ostruzionismo pd. La corrente di Alemanno: nostro voto a rischio. Il Pdl attacca Fini Bersani: “Guerra alla Lega” Seduta notturna a Montecitorio. Prescrizione breve alla Camera, processo lunghissimo al Senato. Il Parlamento stretto nella tenaglia delle leggi ad personam. Assalto finale della maggioranza per fermare magistrati e processi al premier, nel giorno in cui a Milano comincia quello sul Rubygate. A Montecitorio solo in serata prende il via la maratona sul ddl che più preme a Pdl e Lega: la prescrizione breve, destinata a tranciare due dei quattro processi a carico di Berlusconi. Per mezza giornata l´opposizione era riuscita a inchiodare l´aula con tre ore di ostruzionismo sul processo verbale. Ma è a Palazzo Madama che si consuma l´accelerazione inattesa. In commissione Giustizia viene approvato l´emendamento del capogruppo Pdl, Franco Mugnai, al ddl leghista sul “giudizio abbreviato” che allunga di fatto senza limiti il processo. Perché consente alla difesa di presentare elenchi di testi “infiniti”, prolungando così i procedimenti fino all´inevitabile prescrizione. Non solo. Prevede che una sentenza passata in giudicato non possa più considerarsi …

"Al Senato a sorpresa torna il processo lungo", di D. St.

Se ne parlava già a settembre, ma poi non se ne fece più niente. Ieri, invece, mentre i riflettori erano puntati sulla Camera e sulle piazze romane a causa del «processo breve», al Senato è apparso il «processo lungo»: due emendamenti al ddl sul giudizio abbreviato, presentati in commissione Giustizia dal capogruppo Pdl Franco Mugnai, che vietano di utilizzare le sentenze definitive come prova dei fatti in esse accertati e danno alla difesa la possibilità di presentare liste infinite di testimoni, anche superflui, e di far ripetere prove già assunte senza che il giudice possa impedirlo. Governo e maggioranza hanno dato parere favorevole e oggi si voterà. Per Silvia Della Monica (Pd) è un’altra «norma vergogna», uno «stratagemma per evitare il processo Mills». «Altro che processo breve! – protesta Luigi Li Gotti (Idv) -. Il centrodestra vuole la morte del processo giusto e propone il processo lunghissimo». Sembra una manovra a tenaglia: da un lato il «processo breve» con annessa «prescrizione breve» per gli incensurati, che ieri ha subìto una battuta d’arresto perché la maggioranza, …