Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Battisti: Appello del Pd al Presidente Lula

Il testo della lettera che Piero Fassino, Emanuele Fiano e Andrea Orlando, presidenti, rispettivamente, dei forum Esteri, Sicurezza e Giustizia del Partito Democratico, hanno inviato questa mattina all’Ambasciatore brasiliano a Roma Josè Viegas Filho: “Chi ha scelto la violenza e l’omicidio come strumento di lotta contro le istituzioni democratiche e contro inermi cittadini deve saldare il proprio conto con la società. Le vittime del terrorismo non siano private del loro diritto ad avere giustizia” “Ci rivolgiamo al Presidente del Brasile Lula, che, come dirigenti del Partito democratico e militanti da sempre del fronte progressista in Italia, abbiamo sempre apprezzato e sostenuto.Mentre prosegue l’assordante silenzio del nostro governo, ci rivolgiamo a Lula, uomo di sinistra, perché pensiamo che nessun principio garantista e nessuna salvaguardia dei diritti universali dell’uomo può giustificare l’eventuale non concessione dell’estradizione per il terrorista Cesare Battisti, condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi compiuti negli anni di piombo. In Italia esiste un ordinamento che prevede tre gradi di giudizio, garantisce il diritto alla difesa, assicura il pieno rispetto delle garanzie della persona, anche …

"Saper dialogare è il vero segreto della democrazia" di Giuliano Amato

Una società meno divisa e capace di costruire un futuro comune. È il vero sogno di Natale e di fine anno, ha scritto giorni fa su queste colonne Bruno Forte e io sono d’accordo con lui. Non so se lo sono tutti – sono tanti i malati che s’innamorano della loro malattia – so per certo che la divisione e l’aggressività interna di cui soffriamo non sono una malattia solo italiana, sono il frutto di cambiamenti profondi che hanno investito e pericolosamente adulterato una buona parte delle democrazie avanzate. Il mese scorso la School of Government della Luiss ha organizzato un seminario internazionale sul tema «Governare le democrazie». Ebbene, le differenze nelle forme di governo a cui attribuiamo così tanta importanza nelle nostre discussioni sulla riforma istituzionale – la differenza fra governi presidenziali e governi parlamentari, o quella fra governi del primo ministro e governi più collegiali – sembravano tutte più o meno irrilevanti davanti alle comuni difficoltà che sono emerse. E le difficoltà sono quelle di conflitti politici, che estraggono dalla società interessi, sentimenti …

"Il futuro della strategia dei veleni", di Lucia Annunziata

Maria Antonietta non ordinò mai la famosa collana di diamanti, e non disse mai di dare da mangiare al popolo brioche. Ma per ristabilire queste verità sono stati necessari almeno un paio di secoli, e nel frattempo, come dire, Maria Antonietta, dal suo aldilà, di questa verità non sa esattamente più che farsene: non saranno un po’ di storici a recuperarle una reputazione che i libelli anti regime le hanno in ogni caso rovinato in eterno. La macchina del fango è una cosa seria, e quella che abbiamo visto al lavoro, indefessamente, negli ultimi anni in Italia, è ancora ben poca cosa. Ha dunque ampiamente tempo e occasione per crescere, se i suoi apprendisti stregoni lo vorranno. Una certezza infatti abbiamo su questo strumento: la macchina della delegittimazione è straordinariamente efficace, ed è sicuramente irreversibile. E’ una tesi, d’altra parte, già sostenuta in un libro scritto un po’ di anni fa, nel 1996 (nel 1997 pubblicato in Italia da Mondadori), e che val la pena rileggere nel clima che si respira oggi in Italia. In …

"Una mano federa l'altra", di Innocenzo Cipolletta

In politica, si sa, le parole valgono più dei fatti. Ma le parole senza fatti poi hanno le gambe corte e i nodi vengono sempre al pettine. Sto parlando di federalismo fiscale. Sono anni che, sotto la spinta della Lega, nel nostro paese si parla d’introdurre un sistema federale. E finalmente i prossimi mesi dovrebbero vedere il coronamento di questo progetto con la definizione dei diversi decreti d’attuazione. Fra questi, quello del federalismo fiscale che avrebbe dovuto sancire un’autonomia impositiva come contropartita dell’autonomia di gestione degli enti locali. Nulla di tutto ciò, malgrado le trionfalistiche affermazioni della Lega che smania per poter dichiarare di aver raggiunto i suoi proclamati obiettivi. In effetti, più che un’autonomia fiscale, gli enti locali (regioni, province e comuni) con questo decreto avranno la garanzia di alcuni trasferimenti da parte dello stato con piccoli margini di modifica, ossia con la possibilità di mettere delle addizionali molto limitate (sulle imposte personali, sull’Irap e quant’altro). Il decreto del federalismo fiscale si è ridotto nell’identificazione dei cespiti che andranno a finanziare gli enti locali, …

"La stagione del fango", di Stefano Rodotà

In una bene ordinata repubblica si dovrebbe riflettere in primo luogo su una crisi che sta distruggendo l’intero tessuto istituzionale, senza farsi ogni giorno depistare da questa o quella microfibrillazione. In uno Stato non immemore di quelli che ancora sono suoi compiti, si dovrebbe riflettere sulla crescente rifeudalizzazione dei poteri, che quotidianamente lo svuota e ne cambia la natura. In un sistema politico non perduto nell´autoreferenzialità si dovrebbe riflettere su quanto sopravviva della rappresentanza e reagire coralmente alla sostituzione dell´intera politica con una macchina del fango sempre in funzione che contribuisce alla decomposizione sociale. Mai, nella storia della Repubblica, gli scontri istituzionali erano stati così violenti, ripetuti, quotidiani, emblematicamente riassunti dagli attacchi continui del Presidente del consiglio a tutte le istituzioni di garanzia. Mai s´era avuta una legge elettorale che, come quella attuale, consegna la selezione dei parlamentari ad oligarchie ristrettissime e manipola la rappresentanza. Mai s´era vissuto un periodo di sostanziale instabilità come quello cominciato nel 2006, che sembra aver fissato in due anni la durata possibile d´una legislatura. Mai la vita pubblica era …

"Un discorso più facile", di Maria Lavia

Il presidente della repubblica lavora al discorso del 31 dicembre in un clima politico che appare svelenito Giorgio Napolitano ha iniziato a lavorare al testo del discorso di fine anno. Un messaggio che si prospetta più agevole del previsto, perché la temperie politica che poteva innescarsi con un voto di sfiducia al governo Berlusconi avrebbe quanto meno imposto al presidente della repubblica un tono altamente drammatico, a cospetto di una condizione generale del paese tutt’altro che brillante. Il capo dello stato temeva – e molto – la circostanza di un discorso di fine anno a crisi aperta. E crisi – sarebbe stata – tutt’altro che “pilotata”: dagli esiti quanto mai incerti, viceversa. Il senso della sua posizione Napolitano lo ha già esternato in occasione del saluto alle alte cariche dello stato, spezzando una lancia a favore della stabilità, il che era stato impropriamente (e propagandisticamente) interpretato come un avallo al voto della camera del 14 dicembre, cosa che ovviamente esula dalle prerogative del Quirinale. E insomma una riflessione più pacata è ben possibile in una …

"Quell´Italia spezzata che guarda al Quirinale", di Andrea Manzella

Il gioco a indovinare quel che dirà, a fine anno, il Presidente della Repubblica, questa volta è facile. Aiuta molto il suo discorso del 20 dicembre: uno dei più impegnati ragionamenti che siano mai usciti dal Quirinale. Ed anche una delle più nette assunzioni di responsabilità costituzionale del Capo dello Stato. Quando c´era il re, si diceva che i governi e i parlamenti dovevano “coprire la Corona”. Ora accade il contrario. È il Presidente che “copre” istituzionalmente governo e Parlamento contro le insensatezze delle stagione politica. Da garanzia d´attesa, il suo ruolo è diventato di garanzia attiva. Lo induce all´azione preventiva la preoccupazione di «colmare il distacco ormai allarmante tra la politica, le istituzioni e le forze sociali e culturali». Avverte «la stanchezza, verso la chiusura in se stesso del mondo politico, verso la quotidiana gara delle opposte faziosità, verso il muro dalla incomunicabilità tra maggioranza e opposizione». Eppure, suggerisce, vi potrebbe essere un luogo, una «sede di riflessione e ricerca bipartisan». È il posto in cui dibattere le grandi e concretissime questioni di politica …