"Nuovo Ciampi, siamo pronti", di Marina Sereni
Manca ormai poco: domani il Pd sarà in piazza con “l’Italia che vuole cambiare”, poi martedì alla camera si voterà sulle mozioni di sfiducia al governo Berlusconi. La piazza e il palazzo idealmente si uniranno per dire che questo governo se ne deve andare. Le voci di corridoio, le vere o presunte informazioni sui deputati in vendita, le polemiche e gli insulti del premier verso i traditori o i maneggioni (quando non verso il capo dello stato) sono stati il refrain di questa oscura settimana, in cui si è voluto impedire all’aula di Montecitorio di lavorare per evitare di rendere ogni giorno più evidente la crisi della maggioranza. Fino al voto di martedì ogni previsione è fatua. È invece possibile fare un ragionamento politico sui diversi scenari. Primo scenario: Berlusconi prende la fiducia alla camera (oltre che al senato). Se non sarà stato frutto di un ripensamento di Fli il premier otterrebbe una fiducia risicata e frutto di pure casualità. Quanto a lungo potrà resistere un governo appeso a qualche voto? Ecco perché appaiono patetici …
