Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

I 90 anni di Ciampi "La politica ha perso il rispetto delle istituzioni", di Massimo Giannini

“Sono tempi bui ma la speranza non mi lascia: l´importante è guardare alto, prima o poi l´orizzonte si rischiarerà”. “Finché le forze mi assisteranno, darò quello che ho per il mio Paese, in cui ho sempre creduto Resto ottimista”. Il mio governo si prese le bombe della mafia, a Milano, a Firenze, a Roma E ora proprio io mi devo sentire sotto accusa? Quello che mi colpisce è il prevalere dell´interesse personale, il “particulare”: si è perso il senso del limite, il rispetto della dignità altrui. «Sono tempi brutti. Sono tempi bui. Nella politica più recente ho visto venir meno l´etica personale e l´etica pubblica. Ho visto mancare il rispetto per la dignità e per le istituzioni. Ma la speranza non mi abbandona: l´importante è guardare alto. Oltre le nubi di questi ultimi anni. Prima o poi l´orizzonte si rischiarerà…». La delusione e la speranza. Se ci fosse un titolo, per riassumere l´Italia vista dall´alto dei 90 anni che Carlo Azeglio Ciampi festeggerà domani, sarebbe questo. L´ex presidente della Repubblica ci riceve nel suo studio, …

"Il piano B del Cavaliere", di Claudio Tito

Un “piano B”. Una valvola di sicurezza se tutto dovesse precipitare. Un´exit strategy se i pezzi del puzzle disegnato da Palazzo Chigi non dovessero incastrarsi. Silvio Berlusconi anche stavolta ha iniziato a mettere a punto una via d´uscita. Da imboccare solo se il prossimo 14 dicembre il suo governo verrà sfiduciato. «Fino a quel giorno nessuno deve parlare di opzioni diverse – ha ordinato ai suoi fedelissimi – . Il nostro obiettivo è la fiducia piena e in caso contrario le elezioni anticipate. Ma dal 15 in poi valuteremo il da farsi». E nel «da farsi» ora compare anche la possibilità di un altro esecutivo, guidato da un altro esponente del Pdl, e che elenchi tra suoi i ministri proprio il Cavaliere. Magari in un dicastero che ha già ricoperto ad interim, quello degli Esteri. Si tratta solo di una extrema ratio da adottare solo se la situazione non presenterà alternative. Una “mossa del cavallo” per sorprendere tutti e uscire dall´angolo avendo ancora lo “scudo” del legittimo impedimento. Sta di fatto che il progetto ha …

"Verso il 14 senza mediazioni e per ora senza un vincitore certo", di Stefano Folli

Ci vuole una dose di ottimismo quasi sconfinato per credere possibile un fatto nuovo, cioè l’apertura di un negoziato tra Berlusconi, Fini e Casini prima del 14 dicembre. La realtà dice l’esatto contrario: la politica romana è in una condizione di stallo, scandito qui e là da schermaglie sempre più aspre, talvolta al limite della volgarità. E il Parlamento chiuso è la fotografia amara che descrive lo stato delle cose. Sappiamo, d’altra parte, che nei giorni scorsi non sono mancati i tentativi di stabilire un contatto, se non proprio un avvio di dialogo, fra i contendenti. È noto che il tessitore più tenace è stato, al solito, Gianni Letta. Ma non ci sono margini e si capisce perché. La tensione che si è accumulata ha bisogno di sfogarsi. «Futuro e Libertà», il gruppo di Fini, è nato per riscattare il centrodestra dal «berlusconismo». Giusta o sbagliata, questa è la sua ragion d’essere: chiudere la stagione di Arcore. E infatti il presidente della Camera accentua i suoi attacchi al premier, imprimendo loro un profilo etico prima …

"Poliziotti costretti alla piazza", di Gianni Del Vecchio

Quando nei dibattiti televisivi i politici di Pdl e Lega si trovano in difficoltà nel difendere l’operato del governo, la ciambella di salvataggio a cui si aggrappano è una sola: i successi del ministero dell’interno nella lotta alla criminalità organizzata. Tutti agitano propagandisticamente la cattura di 28 superlatitanti su 30 durante la gestione Maroni. Peccato però che, contemporaneamente, nessuno ricordi a chi va il 90 per cento del merito, e cioè a magistrati e forze dell’ordine. Una dimenticanza che tuttavia non è casuale, visto che questo esecutivo di destra, sostenuto da una maggioranza di destra, da due anni e mezzo sta massacrando poliziotti, carabinieri e altri corpi dello stato con ripetuti tagli ai fondi. Peraltro, prendendo anche tutti in giro, visto che prima toglie risorse per la sicurezza, poi promette di ristabilirle, ma quando arriva il momento di metter mano ai cordoni della borsa si tira indietro. L’ultimo tradimento è avvenuto in questi giorni. La maggioranza, grazie alla forte pressione di Gianfranco Fini e del ministro Maroni, aveva presentato un emendamento al pacchetto sicurezza che …

"Silvio e il falò delle vanità", di Filippo Ceccarelli

Polvere di stelle, ma un po´ anche polvere di stalle, dopo le rivelazioni di WikiLeaks che del presidente Berlusconi hanno appena cominciato a mettere in evidenza l´inadeguatezza politica, la vanità personale, lo stile di vita borderline, le condizioni di salute preoccupanti e più in generale l´impressione che egli non continuerà a guidare ancora per molto una nazione come l´Italia. Ciò nonostante, o forse proprio per questo, il Cavaliere ha ieri trovato il modo di proclamare ancora una volta ciò che lui pensa di se stesso: «Io sono stato la star degli ultimi due summit internazionali. Tutti venivano a farsi le foto con me – ha aggiunto – non solo per la mia esperienza, ma anche perché tutti mi conoscono come un tycoon e non come un politico». Sottinteso, come tutti gli altri «maneggioni» che mai potrebbero rappresentare l´Italia come faccio io, io, io, io e via dicendo secondo i moduli della più scontata e pervicace egolatria. Ora, solo la faccenda delle foto è teneramente inedita, nella sua ingenuità quasi infantile, e forse è perfino accaduto …

"Silvio e l'asse del controribaltone. Quattro scenari possibili per il dopo 14 dicembre" di Michele Ainis

Camera chiusa, bocche fin troppo spalancate. E mentre i contendenti sparano l’uno contro l’altro raffiche verbali d’improperi, avvertimenti, ingiurie, mentre gli altolà rimbalzano perfino verso il Quirinale, in questa lunga attesa non ci resta che misurare i due scenari della crisi: il Parlamento vota la sfiducia, e dunque il governo di Silvio Berlusconi si dimette; il Parlamento conferma la fiducia, sicché l’esecutivo rimane ancora in sella. Ma davvero non c’è spazio per altre soluzioni? A ragionarci sopra, le subordinate sono un altro paio. Per metterle in fila, dobbiamo anzitutto interrogarci sui fatti e gli antefatti della crisi. Sappiamo qual è la posta in gioco: un governo tecnico per il dopo Berlusconi, temuto dai primi come la peste nera, invocato dai secondi come una Madonna pellegrina. Ma perché il Pdl vuole a tutti i costi che il Senato s’esprima un minuto prima della Camera? E perché Berlusconi ripete a giorni alterni che non gli basta vincere per un voto di scarto, che lui punta viceversa a un sostegno più largo e più convinto delle assemblee legislative? …

"Le esequie scomposte di un potere defunto", di Eugenio Scalfari

Il mio tema di oggi è la crisi economica e finanziaria in Europa e in Italia e le sue ripercussioni sulla nostra crisi politica. Ma prima… C´è sempre un “ma prima” di cui ci si deve occupare in questo Paese, perché siamo diventati un Paese imprevedibile e ogni giorno che passa lo diventiamo di più. I problemi di fondo sono sempre quelli perché nessuno si è dato la pena di risolverli, ma le increspature di superficie si sono ormai trasformate in ondate di tali dimensioni da aggiungere peso a peso rendendo l´orizzonte sempre più fosco ed incerto. Perciò ecco il “ma prima” di oggi: il partito di Berlusconi se ne frega delle prerogative del Quirinale. L´aveva già detto e ripetuto il “boss” in varie occasioni in modo esplicito, ai tempi del caso Englaro e ai tempi del lodo Alfano; ma il “me ne frego” di marca fascista e squadrista non era ancora stato usato. Adesso anche quel tabù è stato infranto da Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, pluri-inquisito per reati comuni di associazione per …