Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Finmeccanica, il silenzio di Tremonti", di Raffaella Cascioli

Si stringe il cerchio delle indagini sulla società di Guarguaglini e il premier attacca l’inchiesta Siamo il paese di Romolo e Remo, del Conte Ugolino, di chi ha rubato il futuro dei propri figli creando il terzo debito pubblico più grande del mondo, di chi ogni giorno nega un presente ai propri giovani. Siamo un paese autolesionista. Detto questo, è impensabile che un presidente del consiglio, seppure da giorni sotto pressione per lo sgretolamento della maggioranza di governo, intervenga di peso su un’indagine in corso invocando un attacco all’Italia. Il tutto, per giunta, a mercati aperti. Mercati che fortunatamente lo hanno ignorato. Nel giorno in cui la procura di Roma ha disposto perquisizioni nelle sedi dell’Enav e di alcune società legate a Finmeccanica nell’ambito dell’indagine su presunti fatti di corruzione e frode fiscale, il premier perde la testa e a mercati aperti si lascia andare a dichiarazioni quantomeno inquietanti. A proposito dell’indagine che ha visto indagati i vertici dell’Enav e la responsabile della Selex sistemi integrati, Marina Grossi (moglie del presidente di Finmeccanica Guarguaglini), Berlusconi …

"Così Napolitano ha riscritto il dl rifiuti", di Gianni Del Vecchio

Il capo dello stato apprezza e non dimentica l’emergenza di Napoli: il nuovo testo del decreto indebolisce Cosentino e Cesaro. La scorsa settimana il ministro Mara Carfagna ha provato a tener fuori «gli affaristi che comandano nel Pdl», come lei stessa li ha definiti, dalla gestione dei termovalorizzatori in Campania, arrivando addirittura a minacciare le dimissioni. Ma è stata sonoramente sconfitta dai “Cosentino boys”, tanto da essere costretta a rinculare e accettare l’egemonia del gruppo dirigente campano, riuscendo però a strappare in cambio del suo subitaneo dietrofront la candidatura a sindaco di Napoli. A proteggere la Campania dall’assalto degli affaristi ci ha però pensato qualcun’altro, con uno spessore ben diverso da quello del ministro delle pari opportunità. Il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano ha costretto palazzo Chigi a cambiare il decreto sui rifiuti. Solo dopo aver verificato la bontà dei cambiamenti ha acconsentito a firmare il provvedimento. Modifiche sostanziali, che avranno un effetto politico ben preciso: estrometteranno i due presidenti delle province di Napoli e Salerno, i cosentiniani Luigi Cesaro ed Edmondo Cirielli, dal processo …

"Il complotto", di Giuseppe D'Avanzo

Un complotto contro l´Italia, dunque. Il governo condivide la preoccupazione di Franco Frattini che esista una cospirazione, «una strategia diretta a colpire l´immagine dell´Italia sulla scena internazionale». L´aggressione al nostro Paese, sostiene il ministro degli Esteri, si alimenta enfatizzando quattro crisi. La tragedia delle tremila tonnellate di rifiuti che soffocano Napoli; il crollo della Domus dei Gladiatorii a Pompei; le investigazioni (fondi neri?) negli affari di Finmeccanica, il primo gruppo industriale italiano nel settore dell´alta tecnologia, tra i primi dieci player nel mondo per Aerospazio, Difesa e Sicurezza; le rilevazioni che Wikileaks si prepara a diffondere, cablogrammi diplomatici con accuse di corruzione, 2,7 milioni di e-mail che il Dipartimento di Stato americano ha scambiato con le rappresentanze diplomatiche nel mondo: conterrebbero «imbarazzanti commenti» su diplomatici e leader mondiali, ce ne sarebbe anche per il nostro Paese e per i nostri leader. Gli eventi messi in fila da Frattini per gridare alla cospirazione non hanno alcun punto di contatto, nessuna coerenza. Anche a forzarne la lettura non possono “far sistema” e sistematico è sempre un complotto. …

"Bertolaso, l'ultima vergogna", di Marco Guzzetta

La moglie di un sottosegretario. I figli dei giudici amici, dei generali amici e dei boiardi amici. Perfino la nipote di un cardinale. Tutti assunti (a tempo indeterminato) dalla Protezione civile un minuto prima del cambio della guardia. Con soldi sottratti ai terremotati Questo si chiama “mettere in sicurezza”, solo che più dell’Italia sommersa dalle alluvioni la Protezione civile sembra esperta nel rendere sicure le poltrone del suo personale. E così mentre tutto frana, Guido Bertolaso stabilizza i suoi fedelissimi: 150 precari, spesso d’alto rango, vengono assunti nel botto finale della gestione che ha alternato successi a scandali fino a diventare nel bene e nel male simbolo del modello berlusconiano di governo. Tutto grazie a una nuova legge che prevede “l’assunzione di personale a tempo indeterminato, mediante valorizzazione delle esperienze acquisite presso il Dipartimento dal personale titolare di contratto di collaborazione coordinata e continuativa”. Mentre la pubblica amministrazione falcia i ranghi e il precariato diventa condizione di vita, negli uffici che dipendono da Palazzo Chigi c’è un’ondata di piena di assunzioni che garantisce lo stipendio …

""Il ritorno dei cittadini", di Ezio Mauro

Non c´è un elemento politico e culturale unificante nelle proteste per i rifiuti che infiammano il Sud e nella rivolta degli studenti che entrano nel Colosseo, per far viaggiare attraverso Internet l´immagine della loro ribellione in tutto il mondo. Non c´è nemmeno uno schema politico d´opposizione organizzata, nonostante l´accorrere di tanti leader sui tetti della protesta, diventati il vero luogo politico provvisorio della contestazione al governo. C´è però qualcosa di più, che si sta raccogliendo in tutto il Paese per scaricarsi nel Palazzo: la sensazione che il sentimento politico degli italiani stia cambiando. Ci avevano detto che c´era solo il popolo, in dialogo diretto e permanente con il leader: ed ecco che tornano i cittadini. L´irruzione degli attori sociali sulla scena rompe la solitudine del calcolo politico, che rischia di parlare solo a se stesso, con le idee e le persone ridotte a numeri, senza dare le risposte che la parte del Paese in movimento si aspetta, anzi ormai pretende. Indebolita per mesi e mesi dalla crisi economica e finanziaria mondiale, e adesso spaventata dai …

Poche idee e niente risorse. Ecco il Piano per il Sud

Le risorse annunciate sono molte, come dirà al termine dell’incontro la segretaria della Cgil Susanna Camusso: si parla di 80 miliardi tra fondi precedenti e nuove programmazioni, la cui copertura è tuttora un mistero. Oggi il Piano per il Sud arriva al Consiglio dei ministri, mentre il Cipe discuterà l’assegnazione e la tempistica delle risorse, con l’obiettivo di sbloccare i fondi Fas 2007-2013. Ieri la presentazione alle parti sociali, con il primo incontro ufficiale Berlusconi-Camusso: «Non può essere più cattiva della Bindi», le dice il premier confermando la fissa che non passa per la presidente del Pd. E, poichè «il Sud è un problema nazionale e ci apprestiamo a provvedimenti sostanziosi», continua Berlusconi, ecco che oggi il Cdm varerà due decreti attuativi che riguardano investimenti per infrastrutture, dalle ferrovie a nuove scuole, ricerca (12,5 miliardi previsti) e fiscalità di vantaggio. A corollario la Banca del Sud, che dovrebbe operare come una banca di mediocredito per lo sviluppo: martedì Poste italiane e le banche del Credito cooperativo presenteranno un’offerta di acquisto per Mediocredito centrale (Unicredit), annuncia …

"Il gioco dell'oca dei partiti", di Michele Ainis

A riascoltarla adesso, la Grande promessa di semplificazione che ha inaugurato la legislatura suona come un Grande imbroglio. Sono trascorsi due anni, sembrano due secoli. Nel 2008 s’unirono in matrimonio antiche tradizioni politiche, giurandosi fedeltà in eterno. A sinistra gli eredi della Democrazia cristiana e del Partito comunista battezzarono il Partito democratico, a destra Forza Italia e Alleanza nazionale si sciolsero nel Popolo della libertà. La soglia di sbarramento completò il lavoro, cacciando dal Parlamento la destra estrema e la sinistra radicale. Uscì di scena la carovana delle microliste personali, quelle di Dini o di Mastella, e poi i verdi, i gialli, gli arcobaleni. Dagli 11 partiti che cingevano d’assedio il governo Prodi siamo passati a un esecutivo bicolore (Pdl-Lega), mentre a Montecitorio prendevano posto 6 gruppi parlamentari in tutto, compreso il gruppo misto. Ma la politica italiana ha un debole per il gioco dell’oca: ritorna sempre alla stazione di partenza. I co-fondatori dei due partiti principali (Fini di qua, Rutelli di là) hanno divorziato già durante il viaggio di nozze, e nel frattempo si …