Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Corruzione, la Camera salva Lunardi negata l´autorizzazione a procedere", di Alberto Custodero

La Camera respinge anche con i voti dei finiani (ma non tutti, dieci erano assenti), la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell´ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. Lunardi, oggi deputato pdl, è indagato nell´ambito dell´inchiesta G8 per corruzione insieme all´arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, con l´accusa di aver acquistato nel 2004 ad un prezzo di favore da Propaganda Fide un intero palazzo di cinque piani in via dei Prefetti a Roma in cambio del finanziamento pubblico di 2 milioni e mezzo di euro erogato all´ente religioso per la ristrutturazione di un immobile a piazza di Spagna. Ma al Tribunale dei Ministri di Perugia che aveva chiesto di processare l´ex ministro non è stato dato un no definitivo. Al momento, spiega Giuseppe Consolo, relatore di maggioranza in Giunta delle autorizzazioni, la Camera non ha potuto pronunciarsi in quanto il Tribunale non ha inviato anche gli atti relativi al cardinale Sepe «concorrente al reato di corruzione». Nel momento in cui arriverà la documentazione richiesta, ci sarà un nuovo pronunciamento di Montecitorio. Ma su questo voto …

"Il privilegio dell´Eletto", di Giuseppe D'Avanzo

È un´imprudenza credere che l´emendamento alla “legge Alfano” designi soltanto l´impunità del presidente del Consiglio. C´è in questa mossa una conferma avvilente, certo, ma anche un´aggressione alla democrazia costituzionale e alla repubblica parlamentare così come, fin qui, le abbiamo conosciute. È azzardato minimizzare. Per orientarci, cominciamo dalla conferma. Anzi dalle conferme. L´emendamento, approvato dalla commissione Affari Costituzionali del Senato, decide che potranno essere sospesi i processi nei confronti di presidente della Repubblica e presidente del Consiglio «anche relativi a fatti antecedenti l´assunzione della carica». Lo sappiamo. C´è un solo soggetto interessato alla questione. Silvio Berlusconi. È imputato per corruzione di un testimone, frode fiscale, appropriazione indebita in tre processi che, se celebrati, lo vedrebbero a mal partito: nel processo per la corruzione dell´avvocato David Mills si può dire che sia addirittura già fritto. Conferme, dunque. Il Cavaliere ha deciso di diventare leader politico per evitare i controlli alle sue condotte spregiudicate («La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera», Fedele Confalonieri, Repubblica, 25 …

Lodo Alfano retroattivo, una legge vergogna

Con 15 voti a favore e 7 contrari la commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama ha approvato l’emendamento che rende “retroattivo” il Lodo Alfano: così, i procedimenti giudiziari a carico del Presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio, anche se relativi a fatti antecedenti all’assunzione della carica, potranno essere sospesi previa deliberazione delle Camere. Durissimo il commento del segretario del PD, Pier Luigi Bersani: “Mi sembra che viaggiamo ai limiti dell’assurdo – ha osservato il segretario del Pd – qui non si parla di un astratto presidente del Consiglio ma di Silvio Berlusconi: si vuole fare una legge costituzionale ad personam, retroattiva, un salvacondotto indecente. È assolutamente indecoroso e vergognoso – ha aggiunto Bersani – pensare di procedere ad assoluzioni per via parlamentare e costituzionale. Daremo battaglia, faremo barriera con tutte le forze che abbiamo”. Sul voto favorevole espresso dai senatori di Fli presenti in commissione, il leader democratico ha rilevato che c’è stato “un grosso deficit di coerenza. Loro hanno sempre detto che valutavano positivamente il Lodo Alfano costituzionale. Io trovo comunque che …

"Lavoro, sì alla legge sull’arbitrato. Subito i ricorsi alla Consulta", di Bianca Di Giovanni

Da oggi l’arbitrato, e non la giustizia ordinaria, diventerà il canale privilegiato per risolvere le controversie di lavoro, escluse quelle relative ai licenziamenti. La Camera dei deputati ha varato ieri in via definitiva il collegato sul lavoro che il Presidente della Repubblica aveva rinviato al Parlamento, indicando precise prescrizioni per adeguare il testo ai principi costituzionali. Purtroppo le «correzioni» non sono arrivate: questa legge resta incostituzionale. Ma il governo esulta. «C’è stata una convergenza di tutte le le organizzazioni tranne la cgil – dichiara il ministro Maurizio Sacconi – L’arbitrato si configura come uno strumento in più a disposizione della contrattazione collettiva. Lo scopo è di semplificare, con tempi certi, il contenzioso». Il ministro annuncia poi l’arrivo entro un mese in consiglio dei ministri del nuovo Statuto dei lavori. Soddisfatto anche Renato brunetta, per le norme che riguardano la pubblica amministrazione, tra cui la ricetta telematica. LA DENUNCIA Sul fronte opposto in prima fila c’è la Cgil, che ha denunciato gli aspetti incostituzionali in un sit-in davanti a Palazzo Montecitorio. Il sindacato, con Fulvio Fammoni …

"Privatizzare la Rai? Perchè dico No", di Vittorio Emiliani

Privatizziam! Privatizziam! La Rai naturalmente. Da quando i finiani hanno presentato la loro idea (anti-Mediaset), il grido risuona ovunque per le italiche contrade. Assomiglia al “Partiam! Partiam!” di certi melodrammi, destinato a tenere tutti fermi finché a Palazzo Chigi ci sarà il padrone delle tv private, finché vigerà la legge Gasparri confezionata su misura per dare a Mediaset il primato nel duopolio con la Rai. La privatizzazione della Rai non è certo una bestemmia, se essa risulta parziale e garantita. Parziale perché nessun Paese europeo di alta civiltà democratica si è mai privato in toto dell’emittente pubblica pagata in prevalenza col canone (e che canone) e in competizione coi privati. Da noi si è tornati a parlare invece di privatizzare tutta la Rai (proposta da Paese “coloniale”) o due reti su tre. Potrebbe reggere un solo canale tv ai compiti di servizio pubblico? Potrebbe essere aziendalmente gestibile? Sulle tre reti attuali si è impiantato un sistema molto complesso (fiction, cinema, digitale e altro). Meglio parlare della messa sul mercato di una rete tv (come fece …

"Se Berlusconi parla «da imputato»", di Vittorio Grevi

Mentre tutto il mondo degli studiosi e degli operatori della nostra giustizia penale è d’accordo nel ritenere che il primo problema da affrontare sia quello della «eccessiva durata» dei processi (la quale, come ha sottolineato ancora di recente il presidente Napolitano, «mina la fiducia dei cittadini nel servizio giustizia», compromettendo «anche la capacità competitiva del nostro Paese sul piano economico»), il governo sembra volersi occupare d’altro. Tanto è vero che, invece di intervenire sul punto con adeguate strategie legislative e organizzative, preannuncia una «grande riforma» della giustizia, tutta incentrata sulla modifica di alcuni importanti principi dettati in materia dalla Carta costituzionale. A dimostrazione della mancanza di una linea coerente di politica legislativa si è così passati, nel giro di pochi giorni, dalle discussioni e dalle polemiche sul disegno di legge concernente il «processo breve» (un testo profondamente sbagliato nel metodo e nel merito, ma almeno consapevole della esistenza del problema) al ripescaggio di una serie di vecchie proposte di revisione costituzionale, che davvero nulla hanno a che fare con l’esigenza di accelerare i ritmi processuali. …

«Tasse zero a chi investe nell’impresa», di Mario Sensini

Bersani scrive a Tremonti: la riforma del Fisco è la cosa più urgente. «Caro ministro, il dato saliente della crisi oggi si chiama lavoro. Non avremo crescita senza uno stimolo alle attività economiche e all’occupazione attraverso riforme incisive e coraggiose, e la più urgente tra le riforme è quella fiscale». A due giorni dall’apertura del tavolo tra il governo e le parti sociali sulla revisione del sistema fiscale, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, lancia al ministro dell’Economia le sue proposte, che puntano su un fisco assai più leggero per i lavoratori e le imprese, più favorevole all’ambiente e più penalizzante sulle rendite finanziarie. Un sistema fiscale che se nella sostanza non è molto diverso da quello immaginato da Giulio Tremonti, presuppone tempi di realizzazione certamente più rapidi e forme di copertura che il Tesoro ha sempre considerato un po’ troppo rischiose, visto lo stato dei nostri conti pubblici. Tutto il piano di alleggerimento fiscale proposto dal Partito Democratico, infatti, sarebbe finanziato dal recupero dell’evasione fiscale. In cinque anni, si legge nel documento del …