Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Intervista a Giuseppe Fioroni: «Governo nazionale per le riforme socio-economiche», di Emilia Patta

«Quello che serve al Paese è un governo che affronti il nodo della crisi sociale ed economica e dia risposte strutturali per consolidare la ripresa». Altro che elezioni o governi per cambiare la legge elettorale. «L’emergenza non è certo la legge elettorale, fermo restando che bisogna restituire al cittadino il diritto di scegliere il parlamentare che lo rappresenta e cancellare la vergogna delle liste bloccate. Di fronte a dati che parlano di una povertà tornata ai livelli del ’94 e di fronte alla borsa altalenante il bene dell’Italia e degli italiani non è certo quello di sommare alla crisi economica in atto una crisi politica». Giuseppe Fioroni, ex popolare del Pd, denuncia con il suo partito i rischi di uno scioglimento anticipato delle Camere nel pieno della crisi («vogliamo fare la fine della Grecia?») e invita governo e maggioranza ad assumersi fino in fondo la responsabilità di quanto sta accadendo dopo la rottura tra Berlusconi e Fini. «Intanto bisogna verificare se la maggioranza si è sciolta o no – dice –. Viviamo in una situazione …

"Tremonti non capisce il tedesco", di Tiziano Treu

I dati Ocse del secondo trimestre 2010 confermano il grave ritardo dell’Italia rispetto alla pur debole ripresa mondiale. Solo il Giappone fa peggio di noi. Basta vedere la sequenza dei dati del Pil: a fine 2008 noi eravamo al -3,3 contro una media Ocse del -2,5; a metà 2009 l’Italia era al -6,1 contro il -4,6, a metà 2010 noi cresciamo attorno all’1 contro il 2,8 medio dei paesi Ocse. Tutto questo non sembra né preoccupare né occupare il nostro governo. La maggioranza è in preda a contrasti violentissimi ma non sui temi dell’economia e dell’occupazione. Il partito del premier continua a verificare le probabilità di far approvare leggi ad personam. I ministri economici sono più silenziosi ma fino a ieri si sono consolati ripetendo che la nostra disoccupazione è minore di quella di altri paesi. Ma se si considerano cassaintegrati, lavoratori in mobilità e ritiri dal mercato del lavoro per scoraggiamento la disoccupazione è oltre il 12 per cento e quella dei giovani al 29,5. Queste sono le conseguenze di due anni e mezzo …

count.gif

"La saggezza della Costituzione", di Andrea Manzella

I cimiteri parlamentari sono pieni di governi che si ritenevano indispensabili o inamovibili. E questo perché in tutti i paesi in cui si elegge un libero Parlamento, questo ha la possibilità di mandare a casa, con la sua sfiducia, qualsiasi governo e di costruirne, con nuova fiducia, un altro. È così semplice questa verità del costituzionalismo che non si capisce l´intolleranza scatenatasi contro chi pacatamente la ricorda. O meglio si capisce benissimo. Prima che canti il gallo di una eventuale crisi, con esiti parlamentari “normalmente” aperti, è utile cercare d´imporre un pensiero unico sulla sua soluzione. Rinnegando, per tre volte, la Costituzione e la stessa invocata legge elettorale. La Costituzione (all´articolo 94, sulla fiducia, «accordata» o «revocata») la legge elettorale (che consente, articolo 14 bis, l´indicazione del «Capo Unico della coalizione» ma, esplicitamente dice che «restano ferme le prerogative spettanti al presidente della Repubblica, in base all´articolo 92 della Costituzione», sulla nomina del premier) e ancora la Costituzione (all´articolo 88: lo scioglimento delle Camere, come decisione del capo dello Stato, sentiti i loro presidenti). Come …

"Norma pro Mondadori, schiaffo agli onesti", di Annalisa Cuzzocrea

Opposizioni all´attacco del governo: ormai è un esecutivo ad personam Il Pd: Tremonti renda noto l´elenco delle aziende che hanno avuto lo stesso beneficio ROMA – Uno schiaffo in faccia agli italiani onesti, una gestione privata del sistema tributario, l´ennesima norma “ad aziendam”, in due parole: un delitto perfetto. Sono i giudizi dell´opposizione sul decreto legge che ha fatto risparmiare a Mediaset centinaia di milioni di euro e la cui genesi è stata ricostruita ieri da Repubblica. La società di proprietà di Silvio Berlusconi potrà infatti chiudere una controversia col fisco iniziata nel 1991 pagando 8,6 invece che 350 milioni di euro. E potrà farlo grazie a un decreto approvato dal governo il 25 marzo e convertito in legge dal Parlamento il 22 maggio. «I favori fiscali di cui ha beneficiato Mondadori grazie alle norme ad hoc approvate dal governo – dice Filippo Penati – sono un atto gravissimo, una vera e propria alterazione delle regole di mercato. Uno schiaffo in faccia agli italiani onesti». «Secondo Bossi, Berlusconi e Tremonti – spiega il capo della …

Il berlusconismo è fatto di «slogan, editti bulgari e killeraggio mediatico»

«Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali». Lo scrive su Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo (che fa capo al presidente della Camera, Gianfranco Fini, ancor oggi al centro di polemiche con il direttore del Giornale, Feltri), il direttore Filippo Rossi. «Nessuno – si legge – ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l’avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci». «Eravamo convinti – spiega Rossi – che fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra. Eravamo convinti che si trattasse di un normale dialogo tra idee diverse, opzioni diverse, leadership complementari. Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse …

Art.21, appello pro-Napolitano. Hacher devastano il sito

«Da quando il sito di Articolo21 ha lanciato l’appello a sostegno del presidente Napolitano e per promuovere una grande mobilitazione per la legalità, si è scatenata contro il sito la peggiore illegalità: quella dell’oscuramento, della manipolazione, della cancellazione delle riflessioni, delle idee, delle critiche». lo comunica in una nota il direttore di articolo 21 Stefano Corradino. «Nella giornata di oggi – chiarisce – un pesante attacco hacker ha letteralmente devastato il sito eliminando definitivamente articoli, interviste, editoriali, commenti. tra l’altro, anche oggi, come è successo per altri attacchi hacker l’operazione chirurgica contro il nostro giornale on line si è scatenata in coincidenza con la pubblicazione di un nuovo intervento di Roberto Morrione, direttore di Libera informazione». «Sporgeremo denuncia alla polizia postale e in tutte le sedi preposte perchè non intendiamo cedere. In una fase politica così delicata e difficile nella quale si vogliono far saltare le regole democratiche e i principi costituzionali noi non abbassiamo la guardia». da www.unita.it

"Tremonti lo nega, ma l’Italia va a rate", di Gianni Del Vecchio

Gli italiani sempre più simili agli americani: rateizzazione di tutto, anche delle tasse. Giulio Tremonti tutte le volte che s’è visto costretto a garantire la sostenibilità dei conti italiani a livello internazionale, ha tirato in ballo il basso livello del debito privato. La ricchezza delle famiglie, la forte attitudine al risparmio e i pochi debiti personali – è il ragionamento fatto dal ministro dell’economia – permettono al nostro paese di compensare la cifra monstre raggiunta dal debito pubblico, più di un miliardo e 800 milioni di euro, per un rapporto debito-pil che veleggia foscamente verso il 120 per cento. Del resto uno studio di Credit Suisse, che fa una valutazione più approfondita dell’affidabilità economica dei paesi europei – ama ricordare Tremonti – mette l’Italia al secondo posto, dietro alla Germania e davanti a Francia e Spagna. E non a caso, nel giugno scorso, il ministro ha proposto all’Ecofin di utilizzare un indicatore che tenga conto di diversi fattori per valutare la stabilità complessiva di uno stato, fra cui appunto quelli più favorevoli al nostro paese. …