Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La missione di «zio Romi» tra eolico, massoneria e liti nel Pdl", di Claudia Fusani

La trama è strepitosa. A cercare di mettere le pezze al Pdl sardo gravemente ferito dopo il voto di fine maggio (lasciati sul campo tra il 16 e il 20% dei voti) e di riorganizzare la vita e le opere del governatore Ugo Cappellacci alle prese con l’inchiesta sull’eolico in cui è risultato essere compare di Flavio Carboni, Silvio Berlusconi ha inviato il senatore Romano Comincioli. Un nome, una storia, un destino. Senatore dal 2001, compagno di scuola di Berlusconi, Comincioli è tra i fondatori della Fininvest prima, di Publitalia poi e infine di Forza Italia. Zio Romi, così lo chiamano i figli del Cavaliere, è anche soprattutto un ottimo conoscitore della Sardegna – nel 1994 staccava tessere di Forza Italia in un albergo di Cagliari – è amico e anche di più di Giuseppe Cappellacci, commercialista di Berlusconi sull’isola e padre di Ugo, e tutti insieme sono stati soci in affari di Flavio Carboni. Quando si dice, parafrasando Lavoisier, che nel mondo del Cavaliere nulla si distrugge e tutto ritorna, sempre. Il supervisore La …

"Cesarismo democratico", di Nadia Urbinati

Da quando nacque Forza Italia, nel 1994, e per diversi anni, Norberto Bobbio tornò ripetutamente sul tema della natura di questo partito. Partito personale, non tanto perché creato da una persona, ma perché posseduto, «tenuto» da una persona, che nel partito aveva investito come s´investe in un´impresa. Un partito anomalo dunque. Anomalo rispetto alla forma partito politico nelle democrazie liberali, il quale partito politico è un´associazione di persone e non l´associazione di una persona. Anomalo rispetto ai partiti liberali. Infatti, nonostante si fosse da subito presentato come la «Casa delle libertà», nella sua natura, Forza Italia e poi Pdl si dimostrò essere tutto fuorché un partito liberale classico. Il partito liberale classico ha personalità diverse, non è una massa amorfa unita nella figura di un leader che si presenta come carismatico, è un partito di diversi leader non sempre in sintonia su tutto, molto spesso litigiosi o in disaccordo tra loro. Anomalo infine rispetto ai partiti che hanno praticato il centralismo democratico, che insistevano cioè sulla funzione coagulante del consenso, che respingevano formalmente le correnti. …

"P3, il Pd chiede la commissione d´inchiesta", di Elsa Vinci

Il Pd chiede una commissione d´inchiesta sulla P3. Rosy Bindi, presidente del partito, ieri ha annunciato una proposta di legge per una commissione parlamentare. Le inchieste giudiziarie sulla loggia continuano tenere banco nel dibattito politico, soprattutto dopo il monito di venerdì del presidente della Repubblica Napolitano. «Non può cadere nel vuoto», dice la Bindi. «La magistratura farà la sua parte per accertare le responsabilità personali e deve essere lasciata lavorare in autonomia – prosegue la vicepresidente della Camera – ma se vogliamo evitare – come chiede Napolitano – un pericoloso massacro delle istituzioni, è necessario che il Parlamento faccia la sua parte. Per comprendere le cause e le dimensioni del degrado della vita politica, le finalità di pratiche illegali e opache che inquinano la vita pubblica». Rosy Bindi annuncia quindi che presenterà «nei prossimi giorni una proposta di legge per una commissione parlamentare sulla cosiddetta P3». E´ indispensabile, per la presidente del Pd, che «la politica dia una prova di autonomia e consapevolezza, assumendo la responsabilità di una severa riflessione su inquietanti degenerazioni». Anche Enzo …

L’on. Manuela Ghizzoni commenta i dati relativi all’economia carpigiana e interviene sulla manovra alla Camera in questi giorni.

“Serve una politica industriale anticiclica e non una manovra che punisce solo i ceti più deboli e gli enti locali e non prevede nessuna misura per crescita e sviluppo”. “I dati forniti dalla Giunta in questi giorni – ha dichiarato la parlamentare Manuela Ghizzoni, commentando le dichiarazioni in Consiglio comunale dell’assessore Morelli – collocano anche Carpi negli scenari nazionali e internazionali, decisamente critici”. L’assessore all’Economia Simone Morelli, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Marco Bagnoli, ha sottolineato infatti come il tasso di disoccupazione a Carpi sia in crescita, soprattutto tra i giovani e le donne, così come il ricorso alla cassa integrazione. Nel primo trimestre 2010 le imprese cessate sono state più di quelle avviate: quelle attive sono risultate 1632 contro le 1695 del primo trimestre 2009. “Il Comune, nonostante le riduzioni dei trasferimenti di questi anni, ha approntato tutte le misure possibili, in particolare nel campo della formazione e agendo sul sostegno al credito – afferma la deputata carpigiana – ma è evidente che la crisi va combattuta con politiche nazionali anticicliche”. “La recessione che …

"Provvedimento ancora deforme anche chi è a destra voti contro", intervista a Dario Franceschini di Giovanna Casadio

Franceschini: tolto il bavaglio, restano i favori ai criminali. Nonostante le modifiche questa legge va ritirata, perché è pericolosa. Senza inciuci: chi nel Pdl o nella Lega ha a cuore la legalità si unisca a noi. Perché il governo insiste? Viene da pensare che l´obiettivo vero fosse proprio di intralciare le indagini contro la corruzione e la criminalità «Chi ha a cuore la legalità nel Pdl e nella Lega, si faccia sentire: la legge-bavaglio va ritirata». Nessuna accondiscendenza nonostante le modifiche. Per Dario Franceschini, il capogruppo del Pd alla Camera, la battaglia continua. Il bavaglio della legge sulle intercettazioni si è allentato, onorevole Franceschini, a parte il colpo di coda della norma salva-P3? «Non è solo questione della norma salva-P3. Sin dall´inizio la legge-bavaglio è stata criticata nella sua gravità per due aspetti, legati e però diversi. Primo, perché metteva il bavaglio alla libertà di stampa; secondo, per gli ostacoli all´uso delle intercettazioni per combattere la criminalità. Ora, per quanto riguarda la libertà di stampa, grazie alla mobilitazione civile, al nostro lavoro parlamentare di opposizione …

"Quel tavolo tardivo nella partita del lingotto", di Massimo Giannini

Dopo due anni di colpevole silenzio, il governo Berlusconi si è infine accorto che in Italia esiste un «problema Fiat». Il presidente del Consiglio l´ha scoperto a modo suo, affermando un principio banale e formulando un auspicio irreale. «In una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare la produzione dove meglio crede, ma mi auguro che questo non accada a scapito dell´Italia e degli addetti italiani ai quali la Fiat offre lavoro». La banalità è nella ripetizione di un magnifico mantra liberale, che in Italia ha purtroppo scarso diritto di cittadinanza, visto il modello spurio in cui si mescolano capitalismo di relazione e affarismo politico, familismo amorale e finta «economia sociale di mercato». L´irrealtà è nella sottovalutazione di un fatto già evidente a tutti: da mesi, ormai, la metamorfosi della Fiat avviene «a scapito» dell´Italia e dei lavoratori italiani. Una comprensione così tardiva di un fenomeno industriale e occupazionale tanto importante da la misura esatta dell´afasia politica di questo governo. E a negarla non basta la «convocazione» dell´azienda …

"Dall'economia alle trame inquinanti i problemi che preoccupano il Colle", di Dino Pesole

Le prospettive dell’economia, prima di tutto, che vede consolidarsi i primi concreti segnali di ripresa, senza tuttavia che ad essa si accompagni un aumento degli occupati. E ancora, la situazione politica, che resta ad alta criticità, ma il governo non può più sottrarsi a scelte ormai indifferibili, come la nomina del nuovo ministro dello Sviluppo economico e del nuovo presidente della Consob. E poi, il contestato disegno di legge sulle intercettazioni, con il compromesso raggiunto alla Camera che Giorgio Napolitano apprezza. Infine, la questione morale e la corruzione dilagante: trame inquinanti – le definisce il presidente della Repubblica – contro le quali si deve intervenire senza reticenze o incertezze di sorta, ma al tempo stesso senza cedere a nessun gioco al massacro. L’elenco delle preoccupazioni che Giorgio Napolitano ha condensato nel suo incontro al Quirinale con la stampa parlamentare, in occasione della tradizionale cerimonia del “Ventaglio”, è lungo e dettagliato. Il problema numero uno è quello dei giovani senza lavoro. Napolitano ha letto con attenzione i più recenti documenti dell’Istat e della Svimez sulla condizione …