Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Bersani: pronti a transizione primo obiettivo legge elettorale", di Simone Collini

Il Pd dà poco credito al Berlusconi che torna a minimizzare sulla nuova P3 (l’aveva fatto anche prima delle dimissioni di Nicola Cosentino), promette per l’ennesima volta di ridurre le tasse ed esclude «ipotesi diverse di governo». I vertici dei Democratici sono convinti che questa fase non può durare a lungo e che l’unica soluzione per uscire dallo stato di crisi sia dar vita proprio a un governo diverso, un esecutivo di transizione che in breve tempo approvi le riforme necessarie per un rilancio dell’economia e una nuova legge elettorale con cui andare poi di nuovo al voto. È lo stesso segretario Bersani a far sapere che da parte del Pd c’è la «disponibilità a considerare una fase di passaggio per uscire da questo ciclo politico», a precisare che «quando parliamo di superamento di un ciclo, parliamo di Berlusconi» e a lanciare nuovamente un appello alle «forze più consapevoli» del centrodestra affinché riconoscano che «così non può andare», mentre è possibile dar vita a un governo di transizione delimitato da ben precisi paletti. Il «primo» …

"Prove di federalismo, più tasse sulle imprese", di Valentina Conte

Il fisco in salsa federalista sa già di promessa mancata. A sorpresa, da una prima indagine sugli effetti dei nuovi studi di settore “regionalizzati”, si scopre che non solo l´obiettivo di pagare meno tasse si allontana, anzi si ribalta, ma a versare di più sarà proprio quella parte del Paese che da sempre lo invoca: il Nord. Le città più “tartassate” sono proprio lì: Milano, Venezia, Bologna. Mentre il Sud, per una volta, sorride. Notizia ferale per i 3,6 milioni di contribuenti soggetti agli studi. A partire dalle 220 mila aziende del settore edile, le prime a testare il nuovo meccanismo di accertamento legato alle diversità territoriali. Entro il prossimo 5 agosto, molte tra loro si confronteranno con un livello del fatturato presunto relativo al 2009 superiore a quello del 2008 (calcolato in base al “vecchio” metodo nazionale) anche del 17%. E dunque saranno soggette a più tasse. La simulazione, condotta dalla Cgia di Mestre, tiene conto dei criteri introdotti dalla legge 133 del 2008, pensati come apripista al federalismo fiscale. In pratica, nel nuovo …

"Cronaca di una stangata: Chi paga il rigore di Tremonti", di Bianca Di Giovanni

C’è chi già si è accorto molto bene che significano le parole «rigore e austerità» così tanto ripetute dal ministro Giulio Tremonti per giustificare l’ultima stangata prodotta dai suoi uffici. Dopo aver messo in salvo i capitali illegalmente esportati, e anche i propri stipendi (tuttora non risulta che i parlamentari si siano tagliati granché quanto a prebende), il governo si è convertito al credo della «frugalità»: basta che sia degli altri. Così, è arrivata la «dieta» su tutto quello che sa di Stato o di pubblico. Più che una dieta è una pozione mortale, gli anglosassoni chiamano il sistema: «starving the beast». Affamare la bestia. Cancellare il pubblico per lasciare agli «spiriti animali» campo libero. Ma per i cittadini come funziona la pozione? PENSIONI Per ora hanno cominciato a subirne gli effetti i pensionandi del pubblico impiego. Chi si aspetta di ricevere una liquidazione superiore ai 90mila euro sa già che la otterrà a rate trimestrali. Così, appena uscito il decreto, coloro che hanno già raggiunto i requisiti per il pensionamento sono corsi a presentare …

"I giudici e il peso del rinvio", di Luigi La Spina

Le sentenze dei magistrati si rispettano, ma si possono commentare. La decisione dei giudici amministrativi sulle elezioni regionali in Piemonte ha innescato, per la felicità dei giuristi, una ridda di interpretazioni e di pareri contrastanti. Per il comune cittadino, invece, la reazione, di sorpresa e di sconcerto, è stata abbastanza comune. Di fronte a due litiganti, ci si aspetta un verdetto che dia ragione o all’uno o all’altro. Al contrario, davanti a due strade, i giudici del Tar ne hanno individuato non solo una terza, persino una quarta e una quinta. Dalla giustizia si chiede la riduzione delle tesi contrastanti in una sola verità. Come si può non esprimere un sentimento di perplessità, quando da una camera di consiglio nasce una moltiplicazione delle ipotesi? A tutela del lettore, e magari anche dell’autore, è bene evitare di scendere in dettagli giuridico-amministrativi che, una volta e chissà perché, si attribuivano alle propensioni contorte di menti bizantine. Ma con qualche azzardo, il mestiere impone di tentare una semplificazione. Contro la vittoria del leghista Cota, alla Regione Piemonte, erano …

Tutti gli errori della manovra

“Noi non abbiamo mai messo in discussione né la necessità della manovra né la sua consistenza. Abbiamo invece insistito, e continueremo a farlo, sul fatto che questa manovra sia fortemente ed evidentemente iniqua e che sia recessiva, destinata cioè ad impoverire il Paese di ogni prospettiva di crescita e di sviluppo. Io guardo all’iniquità di questa manovra, alla sua straordinaria povertà di effetti nel tempo, al suo essere davvero così circoscritta all’oggi”. E’ l’attacco della dichiarazione di voto della capogruppo PD in Senato, Anna Finocchiaro, in occasione della fiducia chiesta dal governo sulla manovra correttiva. Ed è un attacco ai cardini della manovra tremontiana che non offre nulla al paese, ai suoi giovani. Ma non solo, la Finocchiaro ha ben riassunto i punti deboli della legge. In questa manovra non c’è una misura sul Mezzogiorno. Questa maggioranza ha vinto in Sicilia anche sull’onda del Ponte sullo Stretto; ebbene ( guardare all’articolo 46 ) gli unici soldi che ci sono, quei pochi che ci sono, sono destinati al MOSE; il resto, se guardiamo all’esperienza fatta in …

"La corruzione nel nome di Cesare", di Massimo Giannini

In nome di «Cesare». Le carte dell´inchiesta sulla nuova P3 scoprono l´abisso nel quale stava e sta tuttora per precipitare la nostra democrazia. In mano a una «cupola» che, sul Lodo Alfano, non ha esitato a giocare una partita mortale, dentro e contro lo Stato di diritto. L´ha persa, ma non per questo appare oggi meno pericolosa. Perché il «metodo di governo» che c´è dietro, il «sistema di potere» che organizza e difende, è costruito per servire gli interessi personali del presidente del Consiglio, e per riprodurne i metodi corruttivi all´interno del tessuto politico, del contesto economico e dell´apparato istituzionale. La pericolosità criminale di questa “rete” al servizio di Silvio Berlusconi viene fuori con paurosa chiarezza, a leggere le centinaia di pagine dei verbali. Si resta allibiti nel verificare la frenetica «attività» del comitato d´affari, riunito intorno al coordinatore di fiducia del Cavaliere dentro al Pdl Denis Verdini, al suo braccio destro nell´avventura di Publitalia e di Forza Italia Marcello Dell´Utri, al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, e a personaggi come Flavio Carboni, Arcangelo Martino …

"L'assessore alle schifosate", di Antonio Scurati

L’assessore alla Cultura della Provincia di Milano ha appena enunciato il principio cardine della sua linea culturale: niente «schifosate». Noi lo guardiamo perplessi, lui ribadisce: «E’ finito il tempo delle deleghe in bianco; ora interverremo sui contenuti; quindi, niente schifosate!». Dopo lo sforzo di eloquenza, si aggiusta gli occhiali sul naso, poi, soddisfatto, tace. Noi ci guardiamo interdetti: cosa intenderà il neo-assessore con l’inaudita categoria estetica delle «schifosate»? È una tarda mattinata del novembre 2009. Io e un mio amico siamo venuti a illustrare il progetto di una piccola e rinomata rassegna letteraria che organizziamo da anni in città con il sostegno dell’assessorato alla Cultura di Comune e Provincia. Abbiamo atteso a lungo che l’assessore ricevesse uomini con nodi alle cravatte grossi come palle da tennis, poi, una volta giunti al suo cospetto, dopo aver capito che l’assessore alla Cultura ignora, in particolare, l’attività culturale svolta dal suo ufficio negli anni passati e, più in generale, la vita culturale cittadina o nazionale, abbiamo udito il verbo delle «schifosate». Ora ce ne stiamo lì, silenti e …