Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Pensioni: Se 40 anni vi sembran pochi

Dal 2016 non si potrà andare in pensione neanche con 40 anni di contributi. Bisognerà attendere un po’ di più, quanto stabilirà l’Istat sulla base degli adeguamenti alle speranze di vita. La novità è contenuta in un emendamento del relatore, Antonio Azzollini, alla manovra. L’emendamento del relatore modifica la legge dello scorso anno che prevedeva, a partire dal 2015, adeguamenti automatici triennali dei requisiti per il pensionamento alle aspettative di vita. La proposta di Azzollini, in sostanza, proroga di un anno, al 2016, l’avvio della riforma ma inserisce nell’aumento anche il requisito dei 40 anni di contributi, che prima era intoccabile e che permetteva di andare in pensione indipendentemente dall’età. L’adeguamento, spiega la relazione tecnica, è fissato dall’Istat sulla base dell’allungamento della vita registrato nei tre anni precedenti. Dal primo gennaio 2016 si stima un incremento dell’età di tre mesi. Come previsto dalla legge dello scorso anno, l’adeguamento del requisito dell’età anagrafica riguarda sia le pensioni di anzianità che quelle di vecchiaia dei 65 anni. Incorrono nell’adeguamento anche le pensioni sociali. I risparmi indicati nella …

Italia in piazza per dire «no alla legge bavaglio»

19,58 DACIA MARAINI: UN SEGNO DI REAZIONE IN UN PAESE IN TRANCE «La manifestazione è un segno di reazione in un paese che sembra tramortito, in stato di trance»: così Dacia Maraini commenta la manifestazione promossa dalla Fnsi a piazza Navona. «È positivo – ha aggiunto – che i giornalisti abbiamo trovato un accordo, un’unanimità per la protesta contro il tentativo di imbavagliare le voci più coraggiose». Per la scrittrice, «è un buon segno. Non so se riusciremo a fermare questa legge, ma siamo già sulla buona strada». E, a una domanda sulla presenza di Patrizia D’Addario nel retropalco della manifestazione, ha affermato: «ha diritto di dire la sua e farsi ascoltare. Sono per la pluralità delle voci. Se stiamo contro il bavaglio dobbiamo esserlo anche per lei. Poi ognuno giudicherà». 19,42 CONSOLO, DA MILANO: UN BOCCAGLIO COME NELL’INQUISIZIONE Per lo scrittore Vincenzo Consolo si tratta di una «legge boccaglio, un boccaglio di ferro che vogliono metterci in bocca» come durante l’Inquisizione. «È una legge sostanziale che incide su diritti fondamentali – ha detto Piero …

Bersani: "Sul federalismo solo annunci e tagli per enti e cittadini"

Un Consiglio dei Ministri senza Silvio Berlusconi per discutere di federalismo. Al termine una conferenza stampa senza il ministro Brancher, dove Tremonti presenta una relazione corposa ma senza numeri certi sui costi. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, attacca: “Sul federalismo assistiamo all’ennesima commedia del governo che cerca diversivi con annunci di un futuro meraviglioso, dove nessuno perderà e tutti guadagneranno. In realtà, da mesi, dal governo non è venuto niente di concreto, di misurabile o valutabile. Nel frattempo al Senato va avanti una manovra che porta allo stremo i servizi pubblici per lavoratori, imprese e famiglie offerti da Regioni, Province e Comuni. Per fare un passo avanti verso il federalismo vero il governo ascolti gli enti territoriali e si confronti al Senato sugli emendamenti presentati dal Pd e dalle altre opposizioni”. Stefano Fassina e Davide Zoggia, della segreteria Pd, responsabili Economia ed Enti Locali notano come finalmente dal consiglio dei ministri sia arrivato qualche numero. Purtroppo è “condito dalla solita propaganda finalizzata a coprire il fatto che il governo Berlusconi -Bossi- Tremonti è …

"Finanziaria: Errani, sara' pace solo se si rivedono tagli", intervista di Fabio Poletti

«Io la sua relazione non l’ho ancora letta. Ma faccio notare che questa relazione sarebbe stato più che opportuno costruirla insieme». Andiamo bene. I ministri Fitto e Rossi hanno appena finito di dire che tra «le Regioni e Tremonti è scoppiata nuovamente la pace». Non è così? «Manovra e federalismo vanno di pari passo. Le Regioni – anzi tutti gli enti locali – lo vogliono con forza. Ma ci deve essere data la possibilità di realizzarlo. Noi vogliamo fare la nostra parte. La manovra finanziaria così come è congegnata però è iniqua. Il governo deve cambiarla. Vanno ripartiti i tagli. Solo allora ci sarà la pace e anche noi vedremo questa onda positiva di cui parla il ministro Bossi». Il senatore Antonio Azzollini del Pdl ha presentato un emendamento alla manovra, in cui lascia alle Regioni il compito di decidere dove tagliare. Non vi piace la «flessibilità»? «Non serve a nulla. Peggiora la situazione. E’ completamente ingestibile. Serve solo a lasciare il cerino in mano alle Regioni e agli enti locali. Come Regioni confermiano il …

Contro la legge bavaglio sospendiamo i lavori per la riforma dell'Ordine dei giornalisti

In difesa della libertà dell’informazione e a sostegno della mobilitazione contro la “legge bavaglio” sulle intercettazioni telefoniche, i parlamentari del Partito Democratico membri della Commissione Cultura della Camera hanno deciso di sospendere la loro partecipazione ai lavori per la riforma dell’Ordine dei giornalisti. “In un momento in cui governo e maggioranza cercano di stravolgere ruoli, diritti e responsabilità degli operatori dell’informazione – dichiarano gli onorevoli Manuela Ghizzoni e Ricardo Franco Levi -, consideriamo che manchino le condizioni per un intervento condiviso sulla professione del giornalista. La decisione di bloccare il lavoro parlamentare sulla riforma dell’Ordine è segno e strumento del nostro impegno per la tutela della libertà dell’informazione”.

"La battaglia dei post-it", di Stefano Rodotà

La manifestazione di oggi, che da piazza Navona a Roma si diramerà in tante piazze italiane, assume un significato politico e una forza simbolica che la proiettano al di là di altre iniziative di opposizione al disegno di legge sulle intercettazioni. In quelle piazze si parlerà di tre bavagli: al lavoro della magistratura, al diritto all´informazione, alla cultura. È ormai chiaro, infatti, il legame stretto che unisce gli attacchi alla legalità, all´esistenza stessa di un´opinione pubblica vigile, alla formazione del sapere critico. Una strategia che va avanti da tempo e che si vuol far arrivare al suo momento finale, ad una conclusione che negherebbe alcuni dei fondamenti che consentono ad un Paese di poter continuare a definirsi democratico. Il presidente del Consiglio non ha mai nascosto la sua ostilità a qualsiasi forma di controllo del potere. E ora, dopo aver messo il Parlamento nella condizione di non nuocere, vuole liberarsi in un colpo solo dell´odiata magistratura, di un sistema dell´informazione contro il quale aizza i cittadini, delle istituzioni culturali (università, in primo luogo) affamate con …

"Gelmini ha nel mirino di nuovo la scuola media", di G.V.

Nei programmi del ministero dell’ Istruzione c’è anche quello di metter mano alla scuola media. «Se nel nostro paese c’è una dispersione scolastica molto alta, di 10 punti superiore alla media europea, questo – ha osservato Mariastella Gelmini ospite di Radio anch’io – questo ci deve allertare sulla necessità di ripensare il segmento della scuola media. È dimostrato da studi, fatti dal ministero ma anche da alcune fondazioni, che nella scuola media sono state introdotte molte materie ma si è persa di vista l’importanza di discipline fondamentali come l’italiano, la matematica e anche la lingua straniera. E questo – ha concluso il ministro – pone i ragazzi in una condizione di non sufficiente preparazione per poi affrontare le scuole superiori». Sarebbe da credere a Gelmini. Peccato che quel che dice è contraddetto dai fatti. Vuole fare studiare di più alle medie, italiano e le lingue, materie che poi taglia alle superiori. Nel passaggio possono diventare asini. Così sull’università. «Noi abbiamo cominciato a tagliare i corsi di laurea inutile, gli insegnamenti che non hanno ragion d’essere …